Intervista a Mariella Calcagno
Parlaci un po’ di te
Difficile parlare di se stessi. Sono Mariella, una donna che ha realizzato i suoi sogni più importanti, quelli veri. Con piccole fantasie nella mente ancora da realizzare, ma sono sciocchezze confronto a ciò che oggi fa battere il mio cuore in ogni cosa che faccio e in ogni cosa che guardo attorno a me,
Perché scrivi?
Scrivo per dire qualcosa che ho in testa, perché mi dà un potere immenso, il potere di cambiare l’ottica in ogni situazione e talvolta di stravolgerne gli eventi, sentire cosa provo nel momento stesso in cui scrivo qualcosa che non mi appartiene mi fa capire che potrei anche provare ciò che mi sembra difficile, solo attraverso l’emozione della scrittura.
Quando hai iniziato a scrivere?
Tanti, tanti, anni fa. Da ragazzina scrivevo piccole cose, ma solo in età più adulta per emozionare me stessa rileggendomi ho iniziato a scrivere,e poi anche perché mi affascina, per il mio ego.
Parlaci di del tuo romanzo, Paura
Paura è un figlio letterario e, in quanto tale, obbedisce al detto: «ogni scarrafone è bello a mamma soia».
Parla dell’aspetto femminile che si scontra con la paura di voler desiderare sentire sulla pelle ciò che mai vorremmo ma da cui siamo terribilmente attratte. Paura di dire sì a ciò che non conosciamo, a ciò che odiamo, paura di aprire un’altra porta oscura dentro di noi. Errore dire di no, perché perderemmo il completamento di noi stesse, affrontando ogni singola occasione che la vita ci offre e che non sempre sappiamo vedere, anche se ci appare in modo oscuro.
Quali sono le tue letture preferite?
Leggo erotismo ma solo per confronto, i libri che preferisco fanno a botte fra loro, thriller mozzafiato e libri di ricerca spirituale, uno sguardo attorno a me ed uno al cielo.
Un libro che consiglieresti e uno da evitare
Consiglierei Paura no? A parti gli scherzi, consiglierei Inchiesta su Gesù di Augias perché è scritto in modo molto professionale e non religioso ma ti regala un Gesù Cristo pieno di umanità, il primo dei maestri della cristianità ma descritto in maniera da fartelo sentire forse ancora più vicino, ti pone delle domande interiori.
Un libro che sconsiglierei… uhm… non amo sconsigliare sai? Sconsiglio di leggere solo ciò che ci piace come gusti affini a noi, è bello lasciarsi talvolta sorprendere da ciò che apparentemente è lontano da noi.







