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pubblicato domenica, 30 dicembre 2007 da Graphe.it in Racconti e testi
 
 

Il bacio dell’aurora


Ecco un testo di Danzasulmiopetto (intervistato da Valeria qui). Invece qui un altro racconto sempre di Danzasulmiopetto. Buona lettura

Bacio

Le prime luci dell’alba la sfiorarono, come gocce di luce lambirono il suo corpo, morbidamente adagiato nel sonno leggero degli ultimi sogni della notte.
Lui l’accarezzò, scivolando lungo la pelle liscia delle gambe, percorrendo le dolci curve del suo giovane corpo.
Gli sembrava quasi una bambina, forse lo era rispetto a lui, solo dieci anni li separavano, ma l’innocenza e l’entusiasmo che vedeva talvolta brillare nei suoi occhi, glieli facevano sembrare molti di più.
Ascoltò il suo respiro vibrare, piegandosi al piacere che le sue mani gli offrivano, guidandolo nel desiderio che poco a poco si risvegliava nel riflesso della prima rugiada del mattino.
Osservando il fiore della sua bocca fremere, mentre col dito le sfiorava appena le labbra, fino a farle schiudere, ripensò alla notte appena trascorsa, a quelle mani ancora inesperte e audaci, che avevano giocato con la sua eccitazione.
La sentì pulsare, prepotentemente, a quel pensiero che con tenerezza scorreva nella sua mente, mentre le accarezzava la schiena, risalendo fino alla nuca, tra i capelli arruffati sul cuscino.
Con movimenti lenti e delicati, la esplorò, indugiando lungo le corde del suo corpo, come se stesse accordando uno strumento, accennando le prime note di una melodia.
Si stese dietro di lei, cercando il suo calore, poi adagiò la punta del membro tra le labbra umide del suo sesso e dolcemente la penetrò, danzando tra i suoi sogni.
Ormai era ora di alzarsi, la stanza era invasa dalla luce del mattino, si separò da lei e diede inizio al suo solito rito.
Giulia rimase a letto, questo gli permise di prendersi il tempo di cui aveva bisogno per le sue abitudini.
Non fece colazione, per questo voleva aspettarla, si limitò a bere il caffè e a fumare una sigaretta, lasciando che i suoi pensieri vagassero nel fumo e nell’aria acerba del mattino.
Si erano visti la sera prima, avrebbero dovuto solo guardare un film insieme, non si aspettava che la situazione precipitasse in quel modo.
Continuare quella storia appena iniziata era rischioso, lei era poco più che maggiorenne, avrebbe potuto farla soffrire, ma il motivo forse non era proprio questo, in realtà era lui che temeva di farsi male lasciandosi andare, mettendosi nelle mani di una ragazzina che forse era affascinata solo dalla sua presunta maturità e che neanche aveva idea del fascino che esercitava su di lui.
Mentre era sotto la doccia, studiò bene il discorso che le avrebbe fatto, cercò le parole adatte per dirle addio senza farla soffrire troppo.
Quando tornò in camera, la trovò a letto a fumare, era ancora nuda e gli sorrise dolcemente, quasi chiamandolo a sé, quando lo vide entrare.
Il suo discorso svanì sulla pelle delle sue gambe e nel desiderio che lesse nei suoi occhi non appena la accarezzò.
Mentre la sua mano scivolava lungo il polpaccio, Giulia sollevò un piede per sentire la sua eccitazione e la massaggiò, insinuandosi nell’asciugamano che avvolgeva il suo corpo.
Dario si arrese subito a quelle carezze ed iniziò a baciarla, sfiorando la sua pelle con piccoli ed umidi baci che la fecero sussultare tra i brividi di piacere.
Il corpo di Giulia cedeva docilmente a quelle emozioni che le erano quasi sconosciute, si offriva al passaggio della sua lingua e sembrava che invocasse il calore che sentiva poco a poco esplodere nel suo ventre.
La sentiva sua nel profondo abbraccio con cui la penetrava fin dentro l’anima, ma sapeva che quel possesso lo avrebbe reso a sua volta schiavo, lasciandolo inerme e nudo, in balia di quel capriccio.

Si accoccolò, stringendosi a lui, intrecciando le gambe attorno al suo corpo e soffiando con lenti e profondi sospiri sul suo collo, prima di decidersi ad alzarsi.
Dario ne seguì i movimenti, mentre lei si rivestiva, avvolta dalla luce del giorno che illuminava i contorni del suo corpo.
Lei sorrise sentendo il suo sguardo adorante accarezzarle la pelle, la divertiva e la eccitava quel suo modo silenzioso d’amarla, era come un lieve sussurro che le scompigliava i capelli, prima di sollevarli e baciarle la nuca.
Quando finì di preparasi, si avvicinò a Dario e posò un dito sulle sue labbra, seguendone il disegno prima che lui le schiudesse, allora si piegò su di lui e lo baciò teneramente, mordendogli il labbro inferiore, stringendogli il sesso in una mano ed accarezzandolo, mentre pulsava per l’eccitazione di quel bacio.
Poi s’inginocchiò tra le sue gambe e lo accolse nella sua bocca, rimase così per alcuni istanti, specchiando il proprio sguardo nel suo e senza distoglierlo cominciò a succhiarlo, finché non sentì il caldo frutto della sua libidine.
Lo assaporò, lentamente, senza liberare il suo amante che le stringeva i capelli, tra i gemiti di piacere.
Lasciò che morisse tra le sue labbra prima di separarsi da lui, con un ultimo, piccolo bacio sulla punta, leccando le sue ultime gocce d’estasi.
Andò via così, portando con sé quel sapore, l’essenza del piacere rubata al suo amante, provando una dolce eccitazione mentre camminava tra la gente e sentiva che lui era lì, come fuoco che bruciava nel suo ventre e che sarebbe rimasto con lei fino al loro prossimo incontro.

La folla gli correva incontro nel continuo frastuono del loro bisbiglio che si fondeva in un sussurro indistinto.
Un mare di odori e suoni che con indifferenza lo investivano, mentre si recava all’università, lì dove lei lo aspettava.
La cercò lungo il corridoio che costeggiava il cortile della facoltà e la notò subito, dai suoi capelli neri mossi dal vento, che sembrava danzare fino a lui, con un sussurrò, portando con sé il profumo di quella pelle morbida, di cui le sue labbra serbavano ancora il dolce ricordo.
In un attimo la raggiunse e sentì le braccia di Giulia cingerle il collo, mentre lo baciava con impeto, come se fossero passati giorni e non poche ore da quando si erano separati.
Nel tepore del suo respiro, sentiva un amore puro e innocente, come una sorgente fresca capace di inondare la sua anima, rigenerandola e rendendola nuovamente fertile.


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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)








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