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pubblicato mercoledì, 30 gennaio 2008 da Graphe.it in Mondolibri
 
 

Ginevra Brandi


Ginevra BrandiParlaci un po’ di te
Snella, occhi verdi, capelli lunghi, simpatica, sfuggente, coraggiosa, timida, sfacciata, inquieta, creativa, fragile, profonda, un po’ extra terrestre, ma non ricordo mai dove ho parcheggiato la navicella spaziale per tornare a casa.
Potrei dire ancora e di più, profondamente sognatrice e questo mi segna ogni giorno, perché spesso ho confuso e confondo la realtà con il sogno. Cerco bellezza sempre, ovunque, comunque, cerco l’amore, un amore, sempre, comunque, dovunque. Passionale, mi perdo nei corpi, nei profumi, nei gesti, nei tagli della luce.
Giocoliere, se dovessi scegliere una carta dei tarocchi per rappresentarmi sceglierei la numero uno, the magician.

Perché scrivi? Quando hai iniziato a scrivere?
La scrittura è per me padre e madre, mi ha tenuto in vita. Ho iniziato a scrivere prestissimo, alle elementari già scrivevo favole racconti, poesie che spesso facevano il giro della scuola. Ero una bambina sola, parlavo poco, scrivevo tanto. Dopo la morte di mio padre poi ho quasi rinunciato a parlare, ma non a scrivere. Mia madre mi chiudeva le parole e l’amore così tutto quello che potevo fare era scrivere.
Quasi un dio la scrittura, un rito che mantiene la vita e la racconta e se non ci sono lettori, leggerà il cielo o un angelo che passa per caso.
È sempre stato così per me, un canto, un urlo, una preghiera, un filo che mi teneva e che mi tiene alla terra anche quando la fatica e il dolore bucavano il cuore, allora scrivevo e rimanevo viva.

Parlaci del tuo romanzo Donne
Donne
nasce dopo un incidente che mi ha costretto in sedia a rotelle per vari mesi. Sola a gestire dolori e silenzi. Allora ho iniziato a navigare su internet, un mezzo da me poco usato, cercando un contatto umano. Sono arrivata al mondo virtuale un po’ come Alice nel paese delle meraviglie, senza sapere che esistevano codici, finzioni, strategie, regole, manipolazioni, non sapevo assolutamente nulla. Avevo solo fame d’affetto, di presenza, di corpi, di baci, tenerezza. E ho cercato le donne, che per destino amo e per destino perdo.
Ho incontrato donne che mortificano le donne, donne che fuggono, che si assentano, che rubano sesso e se ne vanno. Ho incontrato solitudini e paura dell’amore.
Questo romanzo le racconta, loro, me, gli incontri, le paure, le delusioni, il tradimento, l’affanno di essere amata e la conferma della solitudine.
C’è stato anche un amore raccolto tra le parole di una poesia e così ho seguito un sogno, come i pazzi e i bambini, fino al limite di ogni possibilità.
Il libro è dedicato a lei, a questa donna che tanto ho amato, con la quale ho vissuto ogni vertice di felicità e dolore e che pochi giorni fa mi ha lasciato. Ma il libro rimane, testimone silenzioso, oltre le decisioni umane.

Quali sono le tue letture preferite?
Leggo tanto di tutto. I saggi mi annoiano, ma qualche volta ne trovo alcuni interessanti, splendido Donne che corrono con i lupi.
Leggo libri spirituali, esoterici, romanzi, racconti, poesie.
Ho amato profondamente tra i romanzi Le ceneri di Angela, Diario di Hetty Hillesum, Scritto sul corpo, le poesie di Alda Merini, Anne Sexton, ma ne potrei citare davvero tanti.
Dico sempre che i libri sono come il cibo, nutrienti, inutili o tossici. Ognuno si nutre come vuole.

Un libro che consiglieresti e uno da evitare
Consiglierei a chi non l’ha letto Memorie di Adriano, indimenticabile ed eviterei caldamente La discarica.

Ginevra Brandi è uno pseudonimo.
L’autrice ha scelto tale via per tutelare quel riserbo e quel silenzio
con i quali ha sempre custodito «le parti bambine dell’anima».

Chi volesse contattarla, può farlo tramite la sua email: Ginevra Brandi




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)