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pubblicato martedì, 5 febbraio 2008 da Susanna Trossero in Recensioni
 
 

La Serenissima. Foto e ricordi dal Carnevale di Venezia

La Serenissima
La Serenissima

Venezia, indolenti gondole che mai spingono il turista verso il fascino decadente della parte abbandonata e fatiscente, con l’acqua che la fa da padrona elargendo il bello e il brutto in egual misura…quella stessa acqua che la salvò dai barbari e che oggi pare rappresentare il suo maggior pericolo…

Ma è lei, l’acqua, a rendere la città unica e attraente, insieme al luccichio del vetro soffiato che si affaccia dalle vetrine delle calli, o alla maestria della tecnica della cartapesta. Bello nascondersi dietro un travestimento, con gli occhi lestofanti che osano posarsi su altri occhi senza mostrare mai la propria identità, arma di seduzione antica quanto il mascherarsi. Nel Medioevo aboliva le classi sociali, e chiunque poteva diventare ciò che mai prima era stato: il povero ricco, il servo padrone, la donna uomo. Affascinante rovesciamento di ruoli già da allora segno di libertà, certo, ma anche di trasgressione…

Sapete che – benché fosse proibito – anche preti e monache osavano travestirsi? E che succedeva tra le calli e i ponti non ci è dato di sapere, ma l’immaginazione può invitarci a supporlo senza vincoli.

Dietro una maschera nascondi la tua identità e ti comporti così come ti aggrada, e come forse non faresti mostrando il viso, in quel set fotografico che diventa Venezia a carnevale: travestimenti e atteggiamenti sexy tra i lampioni della laguna, piazza San Marco invasa da vesti variopinte con gli spettatori che tutto circondano in un coro di clic. Professionisti o no, curiosi, stranieri, in gruppo o solitari, scattano e ancora scattano, ammaliati da sguardi promettenti e da un’atmosfera unica al mondo. Un baciamano d’altri tempi alla solitaria mascherina che, lusingata, piuttosto che ritrarsi davanti allo sconosciuto, sfila il guanto nero riproponendo la mano è sufficiente, in un’epoca di ostentazioni, a scatenare erotismo tutt’intorno. E chi si cela dietro la bauta? E quanto è ammaliante il contrasto tra il bianco e il nero, in quello scoppio di ilarità davanti all’osare di una mano… E gli splendidi trans, dal make-up impeccabile e dai costumi ricercati, femminili e vanitose modelle per un giorno o una settimana, gongolanti tra la folla che si incanta al loro passaggio, lo sguardo collettivo catturato da una giarrettiera…

La Serenissima sorride sorniona al violinista malinconico abbracciandoti sotto il portico d’altri tempi, regalando atmosfere da film mentre una dama esplode in una risata cristallina, il seno a stento contenuto in un bustino, e il palato si delizia di pinoli, cedrini e uva sultanina, ingredienti essenziali per le magiche frittelle.

Foto | Fabio Mazza


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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