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pubblicato venerdì, 29 febbraio 2008 da Graphe.it in Mondolibri
 
 

Marino Tarizzo


PaceParlaci un po’ di te
Chiamatelo, se volete, atteggiamento etico orientale, ovverosia estetico. Rimane il fatto che disprezzo il gossip. Ed ovviamente non lo pratico.

Perché scrivi?
Terapia occupazionale autoprescritta: si risparmiano i soldi dello psicanalista.

Quando hai iniziato a scrivere?
Non avendo frequentato le materne, credo alle elementari. Invece penso di aver cominciato a conservare i primi fogli, di sedicenti versi, quando mi sono accorto che mai avrei acquisito abilità tale da trasformare tutte le quattro cose che mi venivano in mente in vignette.

Parlaci del tuo libro Aforismi
Piccole spirali di pensieri e allucinazioni che accompagnano verso altri pensieri. Divertendo, spero. Pensare è il divertimento della sofferenza. Cavolo, mi fosse venuto in mente prima sarebbe stato un altro aforisma!

Quali sono le tue letture preferite?
Purtroppo gli obblighi per la sopravvivenza mi consentono tempi residuali per la lettura. Un paio di quotidiani al giorno, uno-due settimanali. Linus da sempre. Tra i libri una sorta di moderata propensione onnivora che predilige un percorso che va dai grandi misconosciuti medioevali (Simplicissimus, Baldus) alle pari predilezioni contemporanee (Benni, Pennac) passando per Sciascia, Marquez, Eco, Vonnegut. Per dessert qualche spruzzata di saggistica e un po’ di poesia civile.

Un libro che consiglieresti e uno da evitare
Tra le letture degli ultimi tempi una buona impressione l’ho sedimentata per Viaggio al termine della notte di Céline. Un altro libro da consigliare, che a mio parere andrebbe adottato quale testo scolastico, è Maus di Art Spiegelman. Libri da evitare ce ne sono a bizzeffe, ma in tempi di prepotente propensione a nuovi Indici non intendo correre il rischio di un tale fraintendimento.




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)