Studio ironico sulla razza umana – Guida per le donne sul genere maschile
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La nostra Valeria offre una guida alle donne sul come comportarsi con i maschietti…
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La razza umana di genere maschile è una specie alquanto strana. Da ricercatrice curiosa quale sono ho accettato il compito di stilare un breve elenco delle caratteristiche che compongono questo strano ma (ahimé) affascinante animale che è l’uomo.
Sottogruppo 1 – L’uomo vittima: Primo fra tutti, e mi sembra che la percentuale aumenti andando avanti col tempo, c’è l’uomo vittima, quello che accalappia donnine che portano sulla schiena il peso della cosiddetta “sindrome della crocerossa”. La maggiore sfiga delle donne, purtroppo, è un aspetto del carattere che inizia a svilupparsi all’incirca verso i 3 o 4 anni di età: il senso materno. Da subito, iniziando dal Cicciobello e da Sbrodolino, le femminucce hanno inculcata nell’indole questa strana forma di debolezza verso tutto ciò che sbavi, pianga e, perché no, si pisci sotto. Ed è proprio a questo che si aggrappano gli uomini vittima. Partono solitamente con il raccontare qualche episodio tragico della loro vita (solitamente attingendo dai filmoni strappalacrime che danno di pomeriggio su canale 5), approfittando del fatto che la donna ha un brutto vizio: quello di credere di poter risolvere i problemi dell’universo. Personalmente, uno che appena conosciuto mi viene a raccontare che ha problemi in famiglia o che è triste perché nessuno lo ama, a me fa venire il latte alle ginocchia. Ma ci sono donne che proprio non riescono a farne a meno e ci cadono con tutte le scarpe. La cosa orrenda è che non esiste al mondo un uomo che sia veramente triste. L’uomo, diciamolo, è un po’ cazzone nell’animo (si può dire cazzone sul blog?) e, proprio come i bambini, hanno un’incoscienza tale che qualsiasi problema diventa risolvibile dopo una birra o una partita del Milan. Per questo l’uomo vittima è, quasi sempre, un grande approfittatore. E cosa ben peggiore, è un gran bugiardo (e oltretutto ti mette addosso un pessimismo che non lo lavi via nemmeno col Dixan). Per fortuna le donne (non tutte almeno) non sono sceme. Quindi, ogni tanto, andrebbe bene che questi uomini venissero lasciati crepare in strada, piuttosto che pensare di poter essere d’aiuto e andare avanti per mesi con il massaggio cardiaco come se si facesse su un cadavere. Credete a me, non si rianimeranno mai! Ed è un bene che non lo facciano perché, sotto il mantello nero di sfiga che vogliono farvi credere di portare, c’è un uomo frustrato che userebbe qualsiasi mezzo per tirare su una donna all’amo.
Sottogruppo 2 – L’uomo provola: Un’altra sottospecie del genere maschile è l’uomo provola (il mondo ne è pieno), rititolato da me personalmente come Luomochesehaunerezionedevefartelosapere, cioè quello che, con la scusa di voler essere sincero a tutti i costi (sono quelli che ti sparano frasi tipo Io non ti mentirei mai, la sincerità è la cosa più importante. Ma per favore…), dopo pochissimi minuti di conoscenza inizia a dirti zozzerie degne della sorella esperta di Cicciolina. Sono loro i ruffiani della peggior categoria. E le frasi, come si può intuire, sono sempre molto originali, degne di essere riportate. Succede magari che ti chiede come va il lavoro (perché il bastardo finge anche che la cosa gli interessi), e mentre sei nel bel mezzo del discorso, lui ti fa: Scusami se ti interrompo, ma sai che dal modo che hai di scrivere si intuisce che sei una persona molto sensuale? (No comment…). Allora, se la donna ha un minimo di materia grigia, chiude qui il discorso. Però a volte, dobbiamo dirlo, il genere femminile non è molto astuto, e si lascia abbindolare facilmente da un complimento carino. La cosa brutta è che se a questo tipo di uomini si dà un minimo di corda, in men che non si dica avverrà la trasformazione da Bugs Bunny a John Holmes. Succede sempre che, se si passa troppo tempo con persone di questa categoria e si fa intendere loro che siamo disponibili al dialogo, codesti esseri si libereranno con voi da ogni possibile (credetemi, da ogni possibile!) inibizione, confessandovi cose che ci si vergognerebbe pure di dire a se stessi. Insomma, occhio a certi tipi che manifestano troppo apertamente la loro sessualità. In loro potrebbe nascondersi l’incrocio tra Rocco Siffredi e Jack lo squartatore. E non è proprio un bel risultato.
Sottogruppo 3 – L’autofobico: Una sottospecie di uomo che davvero non sopporto, però, è l’autofobico, quello cioè che ha l’ansia della separazione. Magari incontrate qualcuno, vi accorgete che state bene insieme, iniziate a parlare, a conoscervi. Poi, come tutte le cose, prima o poi finisce. Non per un motivo preciso, è solo che ci si stanca, che il virtuale può essere bello e divertente sì, ma a lungo andare debilita. E magari è proprio lui ad accorgersi per primo che la cosa non va più. Inizia a cercarvi meno, diventa meno affettuoso e tutto il resto, e ovviamente la donnina in questione si comporta di conseguenza. E’ qui che si presenta la fobia. Anche se all’uomo non gliene può fregare di meno di voi, scatta uno strano meccanismo nella sua testa che gli dice Oh! Una donna ti sfugge, pirla! e lui ha l’impulso irrefrenabile (uno dei tanti che ha) di impedire in qualche modo l’allontanamento. Diventando addirittura più dolce, più carino, più “uomoperfetto” di prima, anche se in realtà per lui siete interessanti come Marzullo alle 3 del mattino. E le donne (e andiamooo) abboccano come pesci lessi. Ma io dico: perché non lasciarle andare per la loro strada? E’ in queste cose che si vede la somiglianza tra l’uomo e i primati: è una specie di lotta alla sopravvivenza. La tua donna, anche se non la sopporti più, non può essere di qualcun’altro, sennò fai la figura dello scemo. Fortunatamente per noi, questa sottospecie dopo numerosi studi risulta essere ancora poco fornita di esemplari.
Sottogruppo 4 – L’uomo colla: Altro sottogruppo è il cosidetto uomocolla. Anche qui abbiamo l’imbarazzo della scelta se volessimo incontrarne uno. Ci sarà un motivo se è stato inventato il detto “In amor vince chi fugge” o chi l’ha detto era un benemerito coglione? “Prendi una donna, trattala male, lascia che ti aspetti per ore”, cantava Ferradini in Teorema. Cazzo, questo qui ha capito tutto, immagino che a ‘sto punto sarà pieno di donne. A nessuno piace avere un leccapiedi, a meno che non si faccia la mistress di mestiere. Gli uominicolla sono, oltre ai più banali, anche i più prevedibili, e di solito hanno tempi ben scanditi. Funziona così. Primi 10 minuti di conversazione: totale indifferenza, o almeno così sembra, ma in realtà stanno solamente facendo la loro personale valutazione dell’esemplare femminile che hanno davanti. Tra il 10° minuto e la mezz’ora: iniziano a sfoggiare frasi da Baci Perugina e barzellette lette sulla Settimana Enigmistica (uomini, alle donne piace ridere, prendete nota). Tra il 30° minuto e la prima ora di conversazione: partono i primi complimenti (di solito molto cerebrali, del tipo sembri una persona intelligente). Dopo la prima settimana è possibile che scappi un qualche Ti voglio bene, accompagnato di norma da qualche emoticon romantica. Ma la puntata clou di solito va in onda dopo due o tre settimane (ma il tempo può variare, dipende dal grado di cottura), quando finalmente ti scrivono la fatidica frase: Ti amo. Quelli più inibiti possono optare per un più contenuto Mi sto innamorando di te, che però ha il medesimo effetto. Devo dire che è una razza molto diffusa e, cosa per me inspiegabile, distribuita soprattutto nel sud Italia. Sarà il caldo. Razze di questo tipo purtroppo offrono una variegata gamma di difetti come, appunto, l’attaccamento spropositato, lo zerbinismo (che porta sempre a una sorta di patetica e svenevole leziosità), nonché a compassionevoli e insensate scenate di gelosia. Oltretutto le donne più sveglie non crederanno mai che un uomo possa essersi innamorato di loro solo attraverso una serie di codici su schermo ma, per grazia divina, non diteglielo! Vi sentireste dire frasi del tipo Io ti confesso i miei sentimenti e tu ti prendi gioco di me che potrebbe ricondurci un po’ al sottogruppo di tipo 1, facendovi sentire oltremodo delle vere merde. Accettate con finta compiacenza questo loro modo di esporsi e poi, in silenzio, un passo dopo l’altro, scappate! Un pregio di questo sottogruppo però, va detto, è che normalmente partono con le maialate solo dopo parecchi giorni… Sono troppo dolci e innamorati cotti per dirvi che vi tromberebbero nel primo cesso pubblico in strada e… Ehm… mmm… no, a pensarci bene, in effetti anche questo è abbastanza penoso e non si può certo considerare un pregio. Almeno trombare, cazzo!
In conclusione, le donne vanno sempre a scegliersi l’uomo sbagliato, è vero, e in fin dei conti sono sempre state un po’ masochiste nei sentimenti. Gli uomini da parte loro hanno tanto da imparare. Basterebbe che, invece che ricorrere a mezzucci da quattro soldi o a strani espedienti, fossero semplicemente ciò che sono: affascinanti, splendidi e magnifici animali da zoo, senza trucchi alcuni o maschere aggiunte.







