Saudade
Gian Luca Mario Loncrini, Saudade, 288 pp., euro 15,00
Il nuovo romanzo di Gian Luca Mario Loncrini si lascia leggere e coinvolge. La trama è semplice da riassumere: a causa di un volo rimandato, la protagonista trascorre una in uno dei sobborghi più violenti e degradati della grande città brasiliana. Con tutti gli annessi e connessi che possono esserci. Ma non è una storia di violenza. È una storia che ti fa toccare con mano una realtà che noi siamo abituati a vedere in tv (se prestiamo attenzione ai servizi dei TG) e a sentire lontani.
Un libro che aiuta a considerare meglio che tutti viviamo sotto lo stesso cielo e le barriere spesso sono solo nelle nostre teste.
Di seguito, alcuni stralci.
C’era spazzatura dappertutto. Un vero e proprio banchetto a cielo aperto per cani, gatti e topi, che circolavano su quei sentieri più degli esseri umani che vivevano in quelle case costruite con ogni tipo di materiale e dai colori sgargianti.
Case di legno rosa; case di metallo verdi; case di plastica gialle; case di cartone blu; case fatte un po’ di metallo e un po’ di legno, un po’ rosse e un po’ bianche. Case fatte con lo scheletro di automobili morte. Un carnevale di case che di allegro, tuttavia, non avevano nulla.
Come pretendere di invogliarli allo studio, quando non avevano mai visto un giornale girare per casa, se non per essere utilizzato come carta igienica o ingrediente per cucinare? Quando nel frigo, semmai ce ne fosse stato uno, non vi era nulla da mettere nello stomaco? Libri e cultura facevano parte di un linguaggio che nessuno di loro conosceva. E Sabina lo comprese subito.
Erano riuscite a fare in modo che la prefeitura intervenisse nelle zone su cui stavano portando avanti il loro progetto di studi, mettendo a disposizione delle famiglie più bisognose un discreto numero di sanitari. E quando, a distanza di alcune settimane, erano tornate per vedere se si erano abituate a quei nuovi gingilli per la casa, non avevano trovato parole nello scoprire che una gran parte dei water che erano stati consegnati erano diventati delle magnifiche fioriere che avevano abbellito con sgargianti fiori colorati gli ingressi delle fatiscenti abitazioni.








Un bel libro vivace ma nello stesso tempo profondo , l’amicizia tra l’educatrice e i vari piccoli personaggi ,mi ha catapultata in dietro di circa 20 anni quando anch’io lavoravo come educatrice nei campi nomadi .
Le emozioni che trasmette sono reali è proprio così che si sente un educatore …il più delle volte solo contro tutti…con una voglia matta di regalare un pò di magia ai ragazzi in difficoltà che segue . La sensibilità che l’autore ha usato nel descrivere le varie vicende e le varie emozioni provate dai personaggi ha quasi dell’incredibile .
Meraviglioso! Avendo da poco terminati gli studi superiori, di libri nè ho letti e di vari generi…Non si finisce mai di leggere e di imparare, e non sono mai troppi o tanti i libri che vengono letti negli anni, ma posso assicurare e confermare che Saudade è uno dei pochi libri che mi hanno fatto emozionare e che mi hanno commossa… Parla innanzitutto di un problema reale e grave che affligge una parte di mondo di sicuro non identificata solamente in quell’angolo di Brasile, ma è uno spunto utile per chi fa politica e ne partecipa, per provare a cambiare le cose…
E le cose si possono cambiare…
Dal mio canto di lettrice posso ripetere di essere soddisfatta di questa lettura e molto molto ORGOGLIOSA!