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pubblicato venerdì, 30 maggio 2008 da Davide Giansoldati in
 
 

Scrivere un thriller – prima parte

Il thriller: una donna

Il genere thriller è nato negli Usa tra le due guerre mondiali per raccontare in chiave romanzesca storie di lotta e violenza con protagonisti gangster della mafia, poliziotti più o meno corrotti ed eroi solitari.

Il thriller, insieme al fantasy, è uno dei generi sempre in vetta alle classifiche dei libri più venduti.

Scrivere un thriller non è banale: la chiave di tutto è la preparazione all’esecuzione del crimine.

Il compito dello scrittore è quello di coinvolgere il lettore attraverso un continuo crescendo della tensione e un forte coinvolgimento emotivo.

Lo scopo di questa serie di articoli è quello di imparare come scrivere meglio un buon racconto thriller.

L’elemento su cui andremo a lavorare in questa prima lezione sono i personaggi.

Quanti personaggi ci servono? Per semplicità ne useremo unicamente due che chiameremo il carnefice e la vittima.

È vero, potremmo costruire intorno a questi protagonisti una rete di amicizie, di personaggi secondari, ma… un racconto alla volta!

Iniziamo col sfatare il luogo comune che il carnefice debba essere per forza un uomo e che la vittima sia sempre una donna: fate lavorare la vostra immaginazione.

Per dar vita sia al carnefice che alla vittima possiamo utilizzare questa lista di domande e suggerimenti (siete liberi di integrarla con altre):

  1. Come si chiama?
  2. Età?
  3. Sesso?
  4. Occhi?
  5. Capelli?
  6. Alto o Basso? Magro o Grasso? Atletico o gracile?
  7. Ha un profumo particolare? Cosa vi ricorda?
  8. Carnagione ed etnia?
  9. Come sono le sue mani?
  10. Come si veste?
  11. Come parla?
  12. Come cammina? Come si muove?
  13. Che lavoro fa?
  14. Ha qualche segno particolare o caratteristica?
  15. Da dove viene?
  16. Qual è il suo passato?
  17. Che qualità negative ha?
  18. Che qualità positive ha?

Tutte le domande si riferiscono sia al carnefice che alla vittima: anche le ultime due.

Il nostro obiettivo, infatti, è cercare di costruire dei personaggi a tutto tondo, praticamente reali: il carnefice non può essere cattivo sette giorni su sette e la vittima, avrà anche lei segreti da nascondere e qualche difetto.

Ad esempio io ho dato la vita a questi due personaggi

Il carnefice
Laura aveva 32 anni, una carnagione chiara e capelli biondi, eredità della nonna tedesca.
Il costante allenamento in palestra aveva reso il suo fisico asciutto e tonico, senza togliere nulla alla sua sensualità prorompente.
Il suo sorriso era quasi ipnotico e dall’alto del suo metro e ottantacinque torreggiava su quasi tutti i colleghi di lavoro.
Era una donna gentile, ma non bisognava mai contraddirla, nessuno poteva mandare a monte i suoi piani.

La vittima
Mario, 39 anni, un matrimonio di facciata per coprire le sue missioni extraconiugali
Un fisico nella norma, ma con un viso bello, avvolto da una massa di ricci neri.
Portava un paio di occhiali scuri che nascondevano il suo sguardo da cacciatore.
Amava giocare con i figli, ma nessuno poteva interromperlo quando giocava l’Inter.
Era un uomo distinto e di classe: sapeva portare con eleganza anche un completo sportivo.

Non è necessario rispondere proprio a tutte tutte le domande, ma servono come traccia nella vostra mente per dar vita ai due protagonisti.

Ora tocca a voi, create i vostri personaggi, date loro vita.

Scrivete nei commenti le vostre descrizioni, cercherò di dare spunti di miglioramento e feedback costruttivi a tutti.

Il nostro cammino insieme è appena iniziato, ma faremo molta strada insieme…

Le altre parti del corso:


Davide Giansoldati

 
Scrittore, Writing Coach, esperto di Marketing & Comunicazione, facilitatore di Creatività