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pubblicato venerdì, 4 luglio 2008 da Susanna Trossero in Recensioni
 
 

Sua maestà la montagna


Credevo di conoscerlo, il Silenzio, d’averlo incontrato la notte, quando anche un cane randagio si acquieta, o salutato all’alba, quando il traffico non è ancora un’urgenza. Immaginavo fosse tutto ciò che conosco e che più mi sorprende. Poi quel viaggio fuori stagione, quando la montagna è solitaria e assapora la pace dell’estate che finisce.

Seceda, mt 2.518, paradiso incantato a 515 km da Roma, così come mi informa la vecchia meridiana ossidata dal tempo. Sono lontana da casa e quassù il Silenzio è un liquido che ti scivola addosso, lento e inesorabile, un fluido ammaliante che non bagna ma al quale non puoi sottrarti né ci proveresti mai, poiché ti libera dalla fatica di un gesto o di un semplice pensiero, elargendo quella che i più chiamerebbero poesia senza neppure conoscerla. È un incontro inaspettato con l’essenza delle percezioni, il presentarsi ad uno sconosciuto col sospetto che dopo quell’incontro, qualunque cosa sia chiamata col suo nome non sarà che un surrogato.

Oggi siamo davvero tra le nuvole, soffici bianchi battuffoli che, divenendo via via più cupi, si insinuano tra i capelli e penetrano le narici facendosi respirare. E, nonostante la promessa di pioggia, neppure un tuono a sfidare la pace.

Ti accarezza, il Silenzio, tenendosi stretto al petto soffi leggeri di gelo estivo che baciano le mani con antica galanteria montanara, mentre i picchi maestosi, in un immobile girotondo, circondano ogni cosa paralizzando la scena in un panorama da cartolina. I resti di una bandiera sono tenuti insieme da qualcosa di metallico che li unisce al vecchio palo di legno e, quando il soffio si fa perentorio, un antico suono di ruggine e metallo affaticato e lagnoso, accompagna lo sventolare disordinato ipnotizzando l’udito quanto un pendolino riuscirebbe sullo sguardo.

Nello sfondo, seduta sul trono, sua maestà la montagna lo ignora con materna indulgenza. Anche il Silenzio ha le sue sinfonie.


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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