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pubblicato lunedì, 21 luglio 2008 da Giuseppe Lucca in Poesia e dintorni
 
 

Lussuria


Gli smodati appetiti carnali si dividono in due categorie ben distinte, ma non separate: se una quotidiana bistecca alla fiorentina, per tradizione assai poco cotta, cioè al sangue, sa creare problemi di colesterolemia, dall’altra la smodata passione per una bella fiorentina puro sangue, di cui si è ben cotti assai, sa mandare il sangue al cervello, poco prima che quest’ultimo si perda definitivamente, il che è ancor peggio!

In effetti, la comune accezione “né carne, né pesce” non è mai riuscita a coordinare le idee a nessuno, e – a ben vedere – può essere smentita in un batter d’occhio! Ambedue gli aspetti del problema, infatti, hanno in comune molto di più di quel che si pensi: i primi viziosi, più che altro votati alla gola, cercano poi rimedi nel grasso omega 3, gli altri – per contro – sanno che gli amanti più focosi devono essere proprio come il pesce: o fresco, o niente, sempre, dall’alfa all’omega, dalla sera all’Alba, almeno quanto la Parietti!

Eh, sì: quel che è proibito infiamma, così che abbiamo pensato bene di inviare persino Luxxxuria di persona in parlamento, per legiferare una volta per tutte in argomento! (La rima baciata – in questo caso – è d’obbligo! Proprio come quella che intercorre – mi si perdoni l’ardire – tra cervello e uccello!)

Ma, vi ricordate la ciccia di Cicciolina? In età di contestazione, anche la lussuria era globale: tutti i cinque sensi in un sol colpo! Anzi, anche il sesto vi si affiancava, quello che tutti affermano di avere, pur se nessuno sa di che si tratti, ma che – secondo me – altro non è che l’intuibile sintesi dei primi cinque!

A cominciare dal senso vietato, se no che gusto c’è! Poi da quello unico, che intravede solo quella e basta! Per proseguire col doppio senso, giusto ad eccitarsi un po’! Fin che ovviamente il senso del pudore venga calpestato assieme al senso comune; dopo di che – non trovandoci più gusto – si giunge ad una separazione consensuale, che di sensuale non ha più niente, proprio perché solo di sesso si trattava, e nulla più!

Sono sempre molti quelli che si perdono in quell’oscuro triangolo che sta sotto i Bermuda, o peggio, ballando stretti un tango, che pensano solo al tanga, al punto che – per scalare ad ogni costo il caro e amato monte di Venere – si ritrovano a scolare champagne, riducendosi a frequentare l’ancor più caro monte di Pietà!

Possibile che, per aver fatto – lei – un giro di Valter, o per aver ballato – lui – con una polacca, o danzato con una porka, il mondo sembri loro che fili liscio come l’olio?

Siffatti mondi altro non possono generare altro che intricati “casus balli”! O no?!

Gli altri vizi:


Giuseppe Lucca

 








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