4
pubblicato mercoledì, 30 luglio 2008 da Graphe.it in Racconti e testi
 
 

Because the Night


Qui per inviare i testi da pubblicare in questa sezione

Un breve racconto di Daniela Rindi ispirato all’omonima canzone di Patti Smith

Because the night

La lampada etnica nell’angolo a terra. La luce tenue, riflessa dalle pareti di color arancio. Tende pesanti, struscianti sul pavimento. Il telefono scollegato. Una musica lenta e cadenzata di sottofondo. La mia mano scivola lentamente sulla schiena di Lei, vestita solamente della luce della luna. La sua pelle ha il suono sensuale della seta. Un brivido, un sussulto silenzioso e ancora una carezza. Lei si gira, mi sorride e si avvicina. Il calore della pelle riscalda il mio petto, il contatto al suo seno, una leggera scossa elettrica. La musica comincia ad accelerarsi, i timbri si fanno più forti. La mano di lei sfiora il mio corpo disegnato, risvegliandomi energia sopita, desiderio. Le nostre labbra si cercano, le lingue si intrecciano. Prendo nelle mani i suoi seni e comincio a giocare con i capezzoli turgidi. Le mie labbra scendono sul collo, sulla spalla, arrivando al petto. Un altro brivido, la lingua si intrattiene a provocare. La melodia si fa intensa, sincopata. Con la mano scendo sul suo ventre disegnando piccoli cerchi, mentre il ginocchio di Lei scorre tra le mie cosce, sfiorandomi appena. I nostri respiri caldi si fanno affannosi, vanno all’unisono. La tocco con le dita, dolcemente. Il suo corpo bianco freme. Il mio respiro vicino al suo orecchio accelera, alla presa decisa di lei. I nostri sessi cominciano a muoversi nell’affannoso desiderio di ricongiungersi, ancora più vicini. Il ritmo della musica accelera, si fa graffiante, definito. Ci sovrapponiamo cercandoci, sempre più decisi. L’ardore di volerci sentire uno dentro l’altro, di voler essere una cosa sola scatena la nostra voglia di non lasciarci. Una violenza piena di amore. Perché l’amore è possesso. La musica è al suo culmine, le note violente, assordanti… Come in un inferno, presi solo da noi stessi, sfoghiamo il nostro diritto di dominarci, di desiderarci con tutta la rabbia dei nostri corpi. Perché la rabbia è incazzata. Una lotta furiosa per consacrare la nostra scelta, il nostro volere, una dichiarazione d’amore e d’odio, adesso, in questo momento, con la musica in corpo, con tutto il suo ardore, ora, lontano da tutti, perché la notte appartiene agli amanti.




Graphe.it

 

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)