Si può imparare a descrivere l’eros?
Ho seguito i commenti sulla scrittura erotica e mi domando se si possa imparare a descrivere l’eros. Se si sta attenti, forse sì. Partiamo, comunque, dal presupposto che un minimo di talento per la scrittura bisogna averlo, in modo da riuscire a creare ambienti e personaggi. C’è anche chi è più portato a scrivere di un argomento piuttosto che di un altro, ma in linea di massima un minimo di talento bisogna averlo.
La scrittura erotica è un po’ come il thriller: necessita di tempi e colpi di scena per far smettere di respirare – anche se per solo un attimo – il lettore. Anche se si tratta di tutte cose scritte e riscritte, se ben narrate eccitano e piacciono sempre.
La differenza fra porno ed erotismo è sottile ed è comunque molto soggettiva: ciò che per me è erotico per altri potrebbe essere pornografico. Qualche mese fa ad una presentazione del mio libro leggevo di proposito dei tratti molto forti: alcuni rimanevano a bocca aperta, non so se per il fatto che leggessi senza problemi o perché si scandalizzavano ritenendolo troppo forte. Chi stabilisce che un testo è erotico e un altro è pornografico?
Vi metto alla prova: vi posto due pezzi, senza dirvi di chi sono, se di autori che hanno pubblicato o pezzi raccolti in internet, sarete voi a giudicare quale è pornografico per voi e quale è erotico. Cosa vi ha colpito dei due pezzi? Qual è la differenza?
Parleremo ancora di erotismo, ma dopo i vostri commenti.
A presto.
Attenzione: per l’argomento trattato e il linguaggio esplicito, la lettura dei testi seguenti è riservata solo ad un pubblico adulto.
Pezzo numero 1
- Voglio che tu assapori le esperienze che ti farò avere, e potrai gustarle, non mi spingerò mai troppo in là a meno che tu non sia pronta. Per me è importante che tu trovi il tuo piacere in quello che ti do. Noi siamo della stessa pasta, Francesca. Solo che tu ancora non lo sai.-
Non so come abbia fatto, ma sentii il vestito scivolare giù, per terra. Mi riconobbi nuda anche se lui non poteva vedermi.
Perché subii tutto ciò? Per conoscere ciò che quelle donne avevano provato?
Aveva individuato la mia debolezza e la sfruttava per arrivare alla sua meta. Comprendevo che stava svegliando una parte della mia natura che avrei preferito restasse nascosta, non volevo stare nel suo mondo, tuttavia non sapevo come uscirne fuori.
Tutto questo lo capivo in quel momento, al buio, ad un centimetro da lui.
È un uomo pericoloso, tuttavia il pensiero di farmi scopare da lui, mi eccitava. E lui lo sapeva. La paura al limite, border line. Ai bordi dei limiti assurdi del desiderio inconsapevole. Odiavo quell’ uomo con tutte le mie forze, tuttavia il suo tocco mi accendeva. Mai nella mia vita avevo provato qualcosa paragonabile a questo.
Le sue dita dentro la mia fica mi stavano facendo impazzire, il fatto che non mi baciava, rendeva tutto così impersonale ed animalesco, niente di proprio, solo due animali in preda all’istinto.
- Succhiamelo. – Suonava come un ordine, anzi lo era.
Non mi muovevo. Ero gelata. Troppa paura.
La pressione delle sue mani sulle mie spalle, mi faceva capire che non mi potevo opporre, avevo paura.
Mi misi ginocchioni, mentre lui sentii che apriva i pantaloni, non voleva che gli toccassi il corpo.
Alzai una mano esitante, come una calamita arrivai al suo cazzo, che sentii caldo fra le mani. Lasciai scorrere le dita per tutta l’asta, lo ricordavo di grosse dimensioni, contro la schiena, quando mi prese sulla porta dell’ascensore. Lì al buio, lo toccavo realmente.
Non ero mai stata una di quelle fissate sulle dimensioni. Grosso, piccolo, tozzo, sottile. Andavano tutti bene. Pensavo che fosse un comportamento totalmente istintivo, esistente da sempre, quando ancora non c’era la coscienza dell’azione, in cui scopare era prioritario come mangiare e bere, tutto il resto era insignificante.
Gli presi il cazzo in bocca,e poi, leccandolo, succhiandolo mi fa tornare a quando tutto era istintivo. Succhiarlo aveva un significato nuovo, una realtà vitale.
Quella del potere, della forza superiore riconciliata in quel cazzo duro dentro la mia bocca. Dovevo eliminargli questo, berlo fino a spremerlo.
Le sue mani sulle spalle, pensai che avrebbe potuto mettermele attorno al collo e stringere forte.
Sapevo che stavo giocando un gioco pericoloso. Mi mossi con ancora più orgoglio, volevo ed esigevo, spolparlo fino a farlo scoppiare.
Ma lui mi bloccò.
Mi sbattè per terra, la rudezza dei suoi gesti e la sua forza mi scombussola, cerco di alzarmi, ma mi rigettò giù. Mi venne sopra e mi penetrò, violentemente.
Iniziò a scoparmi, con mia sorpresa, lentamente. Non so perché o forse si, ma iniziai a rilassarmi, il piacere con mio grande stupore era immenso.
Desideravo stare in una posizione migliore, ma con una brusca tirata mi rimise com’ero.
Mi muoveva come più desiderava, non avevo scelta.
Mi ondeggiava sopra, mi tirava su le gambe, mi faceva girare sulla pancia, poi mi rimise supina.
Succedeva qualcosa che mi faceva perdere la mia razionalità e la mia folle paura.
Mi sentivo trascinata nel suo universo.
Nella sua malvagia perversione.
Lo sentii poi in ginocchio, mi scopava con forza e ripetutamente, tenendomi su i fianchi per poter spingere più a fondo. Mi toccava i seni come fossero due manopole, era brutale, mi schiacciava contro il pavimento.
Era un rapporto primordiale, come due individui ai tempi delle caverne, più animali che uomini.
La mia fica prese a stringergli il sesso spasmodicamente, godetti di quel figlio di puttana, chiunque fosse, ero a casa, ovunque essa esistesse.
Ero folle a stare lì.
Pezzo numero 2
All’età di 20 anni mentre proseguiva la mia relazione con Elena la prof. di italiano ebbi un’avventura piuttosto strana ed eccitante.
Un pomeriggio mi recai al cinema da solo per vedere un film che mi interessava ma che nessuno dei miei amici era intenzionato a vedere. Era una giornata di pioggia e pensavo di trovare più gente mentre nella sala non c’era quasi nessuno, allora i posti non erano numerati per cui mi accomodai in un posto centrale senza nessuno attorno intenzionato a godermi il film.
Qualche minuto prima dell’inizio della proiezione, guardandomi attorno, vidi entrare una coppia che rimase qualche tempo a guardarsi in giro poi si avvicinò decisamente alla fila dove ero seduto, pochi istanti prima dell’inizio mi trovai con la donna di fianco e l’uomo dopo di lei.
La prima cosa che mi venne in mente fu che porca puttana con tutto il posto che c’era proprio qui di fianco dovevano sedersi, ma poi mi rassegnai.
Mi girai verso la donna che mi sorrise, doveva avere circa 40anni, un bel viso coi capelli castani lunghi sulle spalle una bocca con le labbra carnose, abbassai lo sguardo e notai che indossava un’impermeabile che però non nascondeva l’abbondante seno.
Tutto sommato si trattava di una bella donna ed era piacevole averla di fianco.
Si spensero le luci ed iniziò il film, ma non riuscivo a staccare gli occhi di dosso alla signora che intanto si era aperta l’impermeabile mostrando di indossare una corta gonna ed una camicetta quasi del tutto sbottonata che lasciava fuoriuscire quasi del tutto i seni senza alcun reggiseno.
Ormai il film non mi interessava più ed il mio sguardo era rivolto alle tette e alle cosce della signora che intanto si erano aperte lasciando intravedere l’orlo delle autoreggenti ed il suo ginocchio sinistro si era appoggiato al mio, l’esperienza con Elena mi aveva svezzato e quindi non indugiai oltre e le misi decisamente una mano tra le cosce risalendo verso l’inguine.
L’uomo accanto a lei intanto le slacciava ancora qualche bottone della camicia liberando del tutto le tettone cominciando a massaggiarle.
La donna cominciava ad ansimare mentre le mie dita avevano raggiunto la sua passera, non portava mutandine ed era già abbondantemente bagnata, le infilai un dito nella vagina mentre col pollice andavo a cercarle il clitoride già gonfio, le dita divennero due e poi tre.
Cominciai a masturbarla con vigore mentre lei apriva sempre di più le cosce, poi allungò una mano verso i miei calzoni cercandomi il cazzo che era diventato duro come il marmo, con un po’ di fatica riuscì a tirarlo fuori cominciando a masturbarmi.
L’uomo al suo fianco a questo punto si alzò allontanandosi e lasciandoci soli, ero abbastanza stupito ma lei si avvicinò al mio orecchio e mi disse:
“Mi piacerebbe farmi scopare da te…..ma in un posto più tranquillo…..che ne diresti di venire a casa nostra?” mi disse ansimando.
“Mio marito ci guarderà e se vorrai ci potrà fare qualche fotografia, che ne dici?”
“Va bene accetto”
In casa non perdemmo tempo, ci spogliammo in fretta e potei ammirare il bel corpo di quella donna, alta 1.70 circa era un pochino sovrappeso ma questo le dava una sensualità particolare che mi fece tirare il cazzo come non mai, aveva due splendide tettone della quinta con due capezzoloni grossi e duri ed in mezzo alla cosce un triangolo di pelo nero molto arrapante.
Appena mi fui tolto i jeans si buttò sul mio cazzo prendendolo tutto in bocca, lo ingoiava tutto facendo girare la lingua sul glande aspirando come un’idrovora, il marito si era spogliato ed aveva preso una macchina fotografica, mi fece cenno se poteva fotografare ed al mio assenso cominciò ad immortalare la moglie che mi spompinava.








[linguaggio esplicito anche qui...]
Ad una veloce analisi semantica fatta con la funzione “cerca”, i due racconti si equivalgono quanto all’uso della parola “cazzo” (3 occorrenze ciascuno), mentre il primo presenta due “fica” contro un “tette” e un “tettone” del secondo. Sembrerebbe dunque più porno il primo. Eppure, almeno per il mio gusto, non c’è paragone tra i due. Il primo è un racconto erotico, che scava nella profondità dei sentimenti, delle emozioni. Il secondo… be’ io credo che il secondo sia nato così: l’autore è stato al cinema, il film era noioso e c’era poca gente in sala. Si è detto “certo, ci fosse almeno una bella sgnoccolona un po’ affamata…”.
Inoltre c’è da considerare la trama. La trama di un racconto erotico non è, come già osservato nei commenti del post da te citato, la descrizione dell’atto sessuale, ma richiede salti, flashback o sorprese. Può descrivere o alludere, main entrambi i casi occorre che ci sia un’intenzione narativa. Nel primo questo c’è, nel secondo è assente. E il finale, non è necessario sia il “solito” finale.
Inachis
Anche io, senza contare le singole parole, ho un pensiero affine ad Inachis.
Nè l’uno, nè l’altro hanno una chiara matrice connotativa pornografica.
Credo che non rilevi l’uso reiterato di una parola piuttosto che un sinonimo ugualmente efficace.
Penso, invece, sia importante la percezione, l’emozione che prova il lettore al punto di immedesimarsi, vivendo ogni singolo momento descritto. E a quel punto, non fa più caso alla ridondanza di alcuni termini (e lo dice una che non ne fa uso, perchè per sua natura predilige lasciar spazio all’intuizione).
L’efficacia di un racconto erotico – a mio avviso – e la sua differenza con la descrizione pornografica, sta proprio nella diversa valenza emotiva. Il primo è un percorso sottile, raffinato, con ampio spazio all’immaginazione, tale che il lettore può anche colorire la scena, rafforzando alcuni passaggi, quelli a lui più congeniali.
Il secondo è descrittivo e non alimenta ulteriore immaginazione rispetto a quanto già dettagliatamente descritto ed in fondo, non aggiunge pepe a ciò che è noto, visto e rivisto un po’ ovunque.
Certo, lo stile narrativo ha importanza nella misura in cui ogni registro comunicativo emette messaggi più o meno subliminali e a forte valenza emotiva.
Chiaro che questo aspetto, nella descrizione pornografica (che non chiamo racconto volutamente) è quasi assente.
Se devo però scegliere, propenderei per il primo.
Kristalia
La differenza tra erotismo e pornografia non è poi così sottile nè soggettiva: l’erotismo, per riassumere brevemente il concetto, è il sottinteso, mentre la pornografia è l’esplicito e poco lascia all’immaginazione. Per taluni l’erotismo non basta ad eccitare il corpo, per altri la pornografia non è in grado di eccitare la mente… Soggettiva dunque è solo la reazione provocata, il livello di eccitabilità dinnanzi all’uno o all’altro. Questo sì, è soggettivo e non deve essere oggetto di discussione o giudizio. Purtoppo però, obiettivamente e basandomi sulla differenza sostanziale tra le due cose, non vedo erotismo nei due pezzi e ciò che mi colpisce di più è la totale incapacità di un uso corretto dei verbi dello scrittore del primo pezzo, incapacità che ahimè rovina l’atmosfera che si vorrebbe creare. Un esempio? Quanto stride la frase “Gli presi il cazzo in bocca, e poi, leccandolo, succhiandolo, mi fa tornare a quando tutto era istintivo.” Tremenda. Non basta certo l’ostentazione della parola “cazzo” a far provare un brivido di piacere davanti ad una simile “costruzione”.
Il pezzo n°2 invece, viene rovinato irrimediabilmente da una punteggiatura discutibile, che rende impossibile lo scorrere delle frasi con le dovute pause, i rallentamenti… Non sono un insegnante ma un lettore e anche i lettori hanno molto da insegnare, non vanno mai sottovalutati. Al di là della tecnica che lascia a desiderare in entrambi i pezzi, mi domando: dov’è l’erotismo in “Le mie dita avevano raggiunto la sua passera” o “Liberato le tettone”? E dov’è in “Gli presi il cazzo in bocca?”
Non avevo notato subito ma ho riletto attentamente e ci sono arrivata, a volte si legge senza far caso, bevendo velocemente. Grazie Annalisa.
Seguo silenziosamente le lezioni da tempo, anche se non partecipo neppure a quelle di Davide perchè non riesco ancora ad espormi come scrittrice, ma credo che tu Mariella ci abbia provocato apposta scegliendo quei brani dalla tecnica un po’ strampalata, per vedere anche quanto stiamo attenti alla scrittura e non solo ai contenuti. Ho corretto su di un foglio tutti i verbi sbagliati del 1 e anche la punteggiatura del 2 e mi sono sentita molto maestra. Bello.
Giorgia
Premetto che non sono una persona facilmente scandalizzabile. Ho letto parecchi libri, considerati spinti. Per dire la mia come lettrice, ho trovato la descrizione di parecchie “cose”. . .meno che dell’EROS.
Antonella
Spero che la mia conclusione sia chiara: il condizionale non è casuale, è subordinato ad un’opzione che penso faccia parte del “gioco”.
E’ evidente che si tratta di ripiego e le ragioni si evincono dal mio precedente commento.
Infatti, i due racconti, a prescindere dalla sintassi, non mi hanno emozionata.
Il mio, però, è un giudizio limitato ai contenuti.
‘
Bah, sarà che sono un uomo e non una donna, specialmente come le precedenti, ma a me il primo racconto è piaciuto molto, spiega molto bene ciò che prova la donna, in balia di ciò che prova, impaurita di tutto ciò che quell’uomo le sta facendo provare, proprio bello. La sintassi non è così male, talvolta si usa un modo di scrivere che assomiglia al parlato. Questo mi piace, perchè nella realtà la parola cazzo si usa, non ho mai sentito una delle mie donne dire, tesoro dammi il tuo pene, oppure prendimi tutta o cose del genere insomma, il primo pezzo dice le cose come stanno spiegando però anche come si sente. Il secondo pezzo è scritto giusto per chi ha bisogno di masturbarsi, non c’è storia, emozione, sentimento. Ho letto il pezzo di Kristalia nel suo sito, non c’è una frase che emoziona, che prende lo stomaco, niente di niente. Giusto per criticare e basta mi pare. Vorrei leggere i pezzi delle altre donne, giusto per vedere qual’è il loro erotismo, se loro riescono a toccare i sensi, sarei proprio curioso. Complimenti a questo sito, davvero interessante!
P.S. Ma il primo pezzo di chi è? Vorrei leggere altre cose di quell’autore.
Sono contento che questo articolo abbia generato questa discussione.
Prendo spunto da alcune delle vostre osservazioni per fare alcune considerazioni più generali e lo faccio partendo con alcune domande provocatorie.
Vi vengono in mente dieci titoli di libri che potrebbero piacere a tutti? Si dieci libri che tutti potrebbero trovare fantastici?
Entrate in un pub e siete circondati solo da persone dell’altro sesso. Cosa pensate? Wow imbarazzo della scelta? oppure ecco quella persona è il mio tipo! o ancora Una persona vale l’altra!
Ci sarà sempre qualcuno a cui un libro che voi trovate fantastico proprio non piace.
Così come la ragazza o il ragazzo che vi ha stesi con l’effetto colpo di fulmine ad altri proprio non dice nulla.
Tornando a noi, anche per il racconto erotico è esattamente la stessa cosa.
A qualcuno un testo può piacere e a qualcun altro no.
A qualcuno può farlo diventare duro o scatenare un lago di piacere e lasciare altri del tutto indifferenti.
In ogni caso se siamo tutti qui è perché c’è una passione più grande che ci accomuna: la scrittura.
Approfittiamo di questi spazi per un confronto costruttivo volto a migliorare tutti insieme.
A presto
Davide
ehi!!!!!!!!………….raga cm butta…………be!…..posso dire ke è……………………….********………………eè è è è carino dai
ciaooooooooooooooo………….!!!!!!!!!!
ha ha ha ! ma queste discussione sull’ eros si fanno interessanti ho estrapolato delle care parole dai due brani : cazzo in bocca, tirare il cazzo, figli di puttana, spompinare, vagina, passera, clitoride, scopare, fica, succhiamelo, cazzo, piccolo, cazzo grosso succhiamelo , be vi diro’ che una che fa il mestiere non si sogna di dire tali cose perche’ il cliente non riuscirebbe piu a finire dalla nausea e in quella professione il tempo e’ danaro ma mi sa che qui ci sono spunti per tutti !i, ad ogni modo confesso che oggi al telefono una cara amica mi diceva che con il suo uomo non sa piu’ cosa inventare poiche’ lui a letto e’ un fantasioso, e dopo cinque anni… io le ho consigliato la bella collana “afrodite” della graphe e fin qui ci siamo,ma io ho anche un amica che lavora in un call erotico le consigliero’ questo forum li pare che le parole sconce vadano alla grande e non ne abbiano troppe per le mani !!! certo che se gli scrittori si mettono a fare le maliarde erotiche mi sembra di capire dai due racconti che al massimo possono fare la figura di stallio e ollio in mutandoni di lana con la parola c..zzo in bocca il tutto in una mescolanza tragicomica che poi non riesce piu’ a venire nessuno ha ha scusate ma non sara’ che dovete chiedere consulenze ad un esperta ? ha ha perdonatemi la mia vacanziera risposta, ma la mamma degli scrittori di quelle dolci paroline a che scuola li ha mandati ???? ha ha ( penso che il silenzio e l’ azione siano la cosa piu intrigante ed erotica in quei momenti !, ma poi come li vendiamo questi benedetti libri se non ci sono le parole ? ) sono un po cattivella vero ?
[...] questo tema consiglio questo dibattito su graphomania e altri simili sullo stesso sito. giugno 11th, 2009 in Senza categoria, racconti [...]