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Napoli e nuvole

Scritto da – giovedì, 25 settembre 2008 – 15:19Nessun commento

Napoli e nuvole

Il giorno 24 settembre presso la galleria d’arte ManiDesign di Napoli ho avuto l’opportunità di presentare il mio romanzo Il gioco delle nuvole e contemporaneamente inaugurare una mostra di grafiche d’autore, eseguite da amici e amiche artisti/e, a partire dallo stimolo suggerito dall’osservazione del cielo, reso mutevole dallo scorrere eterno delle nuvole. Le nuvole percepite e rappresentate come metafora delle emozioni e delle esperienze individuali e, in alcuni casi, come allegoria dell’esistenza naturale nel suo fluire lungo la linea del tempo. Un tempo, anch’esso indagato, anche nel romanzo, come susseguirsi e ritrarsi di attimi e lunghe sequenze, secondo un moto che risente delle diverse soggettività e consente un rilancio “a spirale” delle intenzioni e degli sguardi. “Un tempo rotondo”, come dichiara una delle protagoniste del romanzo, che contrasta con l’idea d’un tempo lineare lanciato come una freccia nello spazio del vivere, a segnarne il percorso rigidamente incasellato tra l’alfa e l’omega delle nostre esistenze. Questo moto circolare e ricorrente è suggerito dallo scorrere delle nuvole sopra la curva dell’orizzonte e viene richiamato dalla comunicazione tra i diversi codici – declinazioni di uno stesso bisogno di espressione e relazione – delle arti figurative e della scrittura.

Nel pensare questa mostra-evento si è deciso di privilegiare l’arte dell’incisione per la sua più vicina somiglianza all’opera del coprire di segni il foglio bianco – grafemi i colpi di bulino e le lettere dell’alfabeto – che è stata ed è di chi scrive, qualsiasi mezzo usi, dal calamo al computer. Sono nate così delle opere che raccontano cieli diversi, sia per il luogo d’ispirazione sia per l’ispirazione emotiva dell’artista, che liberamente ha scelto soggetti e variazioni dentro l’arte antica e paziente della stampa. Acqueforti, acque tinte, litografie, punte secche, carte acquerellate a mano, raccontano il gioco delle nuvole appese alle pareti di Mani Design, galleria gestita da una giovane donna che ha saputo recepire il senso dell’iniziativa, nata e presentata come il bisogno di “bucare” le divisioni in compartimenti che caratterizzano le proposte artistiche odierne – tranne l’uso della musica o di performances poetiche, ma sempre a supporto dell’iniziativa promossa – negando in questo modo la necessaria relazione paritaria esistente tra espressioni così intimamente legate dello spirito umano e che, fino agli anni ’60, in Italia godeva di più proficua commistione.

Mi preme pertanto ringraziare Simona Perchiazzi e segnalare la sua coraggiosa galleria e, naturalmente, gli amici della Graphe.it, che nella stessa scelta del nome per il loro “sogno” editoriale hanno accolto il senso ampio del termine scrittura, attraverso il riferimento all’origine greca del nome, che costituisce un iperonimo accogliente per ogni segno lasciato dall’ingegno umano sul corpo-pagina del libro del vivere.

Grazie alle amiche e agli amici del Senso del Segno di Torino e al piccolo gruppo perugino che ha partecipato all’evento, e naturalmente a tutti/e coloro che sono intervenuti in galleria.

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