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pubblicato mercoledì, 15 ottobre 2008 da Valeria in Recensioni
 
 

Di tutto un po’


Conci, del blog Di tutto un po'Conci è sposata con due figli ormai grandi, vive a Bari da oltre quarant’anni e qui insegna in una scuola primaria della città. “Fare l’insegnante non è mai stata la mia aspirazione”, ci dice, “anzi, appena diplomata ho intrapresero gli studi all’Università di Bari, corso di laurea in materie letterarie in quanto amavo molto la poesia e la letteratura. Ho dato molti esami, ma questa laurea in realtà non l’ho mai presa, perché ho cominciato presto a lavorare e presto ho messo su… famiglia! Sono approdata, in seguito, al mondo della scuola più per caso che per convinzione: ho superato brillantemente un concorso che mi ha praticamente sospinta verso l’insegnamento. Nel tempo ho imparato, però, ad apprezzare questo lavoro e tuttora lo svolgo con molta passione ed entusiasmo”.

In quale occasione è nata la passione per la scrittura e cosa rappresenta per te?
“Ritengo che la passione per la scrittura sia nata con me, e, a parte il periodo scolastico in cui ha avuto la possibilità di rivelarsi, credo che tale bisogno sia rimasto, nel tempo, allo stato latente e non abbia mai conosciuto momenti di grande exploit fin quando non si è verificato un felice connubio fra la voglia di scrivere e l’interesse per l’informatica attraverso l’utilizzo costante del PC“.

Quando hai deciso di aprire il blog e per quale motivo?
“Al di là della mia professione di docente di italiano che mi porta ad avere un costante contatto con la scrittura, coltivo anche nel privato questo desiderio di scrivere, alimentato anche da momenti di vita particolarmente significativi che hanno contribuito a risvegliare questo bisogno. Ho pensato a uno spazio personale dove potere esprimere me stessa, le mie riflessioni, le mie poesie. Pubblicarli su un giornale? Scrivere un libro? Mi sono sembrati atti di presunzione. Ho pensato quindi ad un blog, uno spazio piccolo, intimo e sobrio dove ho cominciato in sordina a pubblicare le mie idee nella speranza di condividerle con il maggior numero possibile di lettori“.

Il blog di Conci, dice, è nato timidamente e senza molte pretese. Pur essendo uno spazio personale, in realtà ha voluto rifuggire da una ricorrente autoreferenzialità, optando per argomenti di interesse generale che potessero suscitare un dibattito e una certa criticità. “La scrittura autobiografica può essere intrigante e, a volte, liberatoria, ma scrivere per gli altri significa anche confrontarsi e acquistare sicurezza pere superare i limiti della timidezza e della paura del giudizio degli altri. Il mio non è un blog monotematico, il titolo Di tutto un po’ rivela l’intenzione di spaziare in svariati campi, quelli che rientrano nella sfera dei miei interessi, quali l’informatica, la poesia,la letteratura, la musica, il cinema, la tecnologia ecc… Considero, comunque, il mio blog non un prodotto finito ma una proposta che parte dagli interessi dichiarati nel mio profilo e si arricchisce e si completa con le visite e i commenti dei miei lettori”.

Hai avuto i riscontri che ti aspettavi da parte dei lettori?
“Il mondo è ricchissimo di blogger, io sono uno dei tanti e il mio blog assomiglia, probabilmente, a tanti altri. Non è facile farsi leggere, bisogna sempre proporre qualcosa di nuovo, di interessante e di originale. I riscontri all’inizio, circa un anno fa, sono stati modesti ma incoraggianti. Ora credo di poter contare su dei lettori affezionati che amano il mio stile e che si aspettano sempre da me qualcosa di speciale. Vedrò di non deluderli“.

Conci è in costante contatto con giovanissimi ragazzi. Mi viene da chiederle com’era lei da bambina…
“Molto introversa, amavo stare in solitudine con le mie cose, a leggere, a giocare, a fantasticare. Mi piaceva molto studiare, avevo un cane e un gatto a cui tenevo molto e con i quali trascorrevo il mio tempo libero. Cercavo anche però la compagnia degli amici con i quali avevo sempre rapporti abbastanza tranquilli…”.

Si ritiene abbastanza fortunata e dice di non avere sogni irrealizzati. “Desideri sì ne ho tanti, per esempio vorrei viaggiare tanto per scoprire il mondo e la gente, quando non lavorerò più. Ma il desiderio più grande che ho è quello di non lasciarmi mai sfuggire la modernità, il progresso, le scoperte e di stare sempre al passo con i tempi che cambiano. Anche quando invecchierò”.

Hai progetti per il futuro che riguardano la scrittura?
“Sì, quello di perfezionare sempre più il mio modo di scrivere, per rendere i miei scritti sempre più personali e intriganti. Dare anche più spazio alla poesia. Scrivere di più e cimentarmi con la scrittura di una storia e la pubblicazione di un libro. Ho bisogno, però, di avere più tempo disponibile”.

C’è un autore o un’autrice che preferisci e che pensi abbia influenzato sul tuo modo di vedere le cose?
“L’autore che preferisco è Gabriel García Márquez, ho letto tutti i suoi libri e adoro la sua prosa scorrevole, i suoi intrecci, la maestria narrativa. Leggo un po’ di tutto e sicuramente di ogni storia rimane qualcosa in me…”

Vi propongo qui sotto un brano tratto dal suo blog: Caos calmo. Buona lettura…

Quando svoltai l’angolo per inseguire i miei giochi di bimba Lei non c’era già più.
Avvertii il suo richiamo e mi feci indietro correndo e sfidando pietre ed erbe selvatiche, ma il tempo residuo e una strada che non aveva mai fine resero inutile questa affannosa corsa.
I battiti del mio cuore fecero tutt’uno con le ruote della carrozza che avanzava spedita, mentre saliva dal profondo dell’animo la consapevolezza di una perdita.
Seguivo il da fare e il parlare delle figure di adulti che parlottavano in casa, mentre fuori i miei occhi furtivi spiavano e ascoltavano parole gravi che arrivavano a me come macigni a sconvolgere una quiete destinata ad una breve vita.
Sperimento un tormento dell’animo che mi spinge ad un’irrequietudine totale, ansia di sapere ma anche paura del reale, smarrimento e solitudine, tanta. Ho atteso nello svolgersi del tempo il ritorno di quella carrozza, il rumore delle ruote e la Sua comparsa; nei sogni adolescenziali che segnavano la mia nascente vita di donna, Lei era attesa. La ricerca di un amore, le infelicità, le delusioni, le emozioni provate e poi svanite, affondavano in questo caos dell’animo, in una vana speranza di risoluzione.
Il caos mi accompagnava inesorabile lungo i sentieri percorsi e mi precedeva fino alla quiete.
Lei non tornò mai più, ma il suo sorriso, sul viso di un bimbo fra le mie braccia, sì… quello sì c’era e una mia lacrima l’ha rigato.


Valeria

 








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