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pubblicato giovedì, 30 ottobre 2008 da Valeria in Recensioni
 
 

Il blog di Maria Lucia Riccioli


Maria Lucia Riccioli

Maria Lucia Riccioli vive a Siracusa, “splendida città ricca di storia e di storie che mi ispirano”. Insegnante di Lettere al Liceo “M.F. Quintiliano” ed ex-insegnante elementare, si occupa di scrittura creativa sia come allieva che come docente con i ragazzi dell’anno propedeutico al Seminario Arcivescovile di Siracusa. Ha fatto parte di un coro polifonico con cui ha inciso due cd, ha partecipato alle produzioni di altri due lavori come solista e attualmente canta in un coro lirico.

Quando è nato il blog e per quale motivo hai deciso di aprirlo?
“Ho iniziato il mio viaggio nel mondo dei blog commentando i post di Massimo Maugeri, che con il suo blog Letteratitudine ha creato una meravigliosa rete di contatti tra bloggers, operatori culturali e scrittori. Nel gennaio di quest’anno ho deciso di aprire un mio blog per condividere con altre persone le mie letture e le mie idee ed esperienze di scrittura. Mi interessava anche la possibilità di aprire in rete uno spazio culturale che nasce nella mia città, a cui purtroppo manca uno slancio in questo senso”.

Che riscontri hai ottenuto finora da parte dei lettori?
“Non ho molti contatti al giorno, e non tutte le persone che passano dal mio blog lasciano dei commenti, però so di gente che mi legge con piacere, che magari in rete cercava altro ed è approdata nel mio blog per caso, scoprendo qualcosa di interessante. I commenti sono comunque incoraggianti. Bloggers incontrati in altri siti poi danno un’occhiata al mio blog e così si intrecciano legami virtuali in nome dello scambio letterario”.

Nel giugno 2008 alcune delle poesie dorsali di Maria Lucia sono state lette durante Mattinata In Blu, programma radiofonico condotto da Daniela Lami su BluSat 2000. “Questa conduttrice aveva letto qualcuno dei miei post e mi ha proposto di inviarle qualcosa. La rete è una miniera di possibilità”.

Nel blog di Maria Lucia si può spaziare dalla letteratura al teatro alla musica.

“Di solito parlo delle mie letture, sia di classici italiani e stranieri – ma anche latini e greci – che di contemporanei. A volte prendo spunto dall’attualità per esprimere la mia opinione o un’impressione emotiva su un argomento. Spesso approfitto di anniversari e ricorrenze varie per parlare di scrittori e artisti, oppure parlo di presentazioni di libri, convegni letterari, incontri culturali”.

“La passione per la scrittura”, dice, “è una passione che parte da lontano. Leggo e scrivo fin da bambina. Mia madre racconta che riempivo quaderni con onde di scrittura a tre anni! Ho iniziato a nove anni scrivendo le mie prime poesie, poi ho iniziato a scrivere anche in dialetto siciliano, perché le lingue sono un altro dei miei interessi, oltre al fatto che le storie familiari, come il Vangelo popolare tramandato dai miei nonni materni a mia madre e mia zia, anche lei poetessa, sono stati fonte d’ispirazione per i miei versi dialettali. I racconti sono venuti dopo, con la frequenza dei corsi di scrittura creativa”.

A Siracusa, infatti, Maria Lucia ha frequentato un corso di scrittura creativa tenuto dalla scrittrice siciliana Silvana La Spina, poi un altro a orientamento gestaltico. A Catania ha seguito le lezioni di scrittura narrativa e giornalistica di Claudio Fava e, a partire dal 2005/2006, è allieva di Luigi La Rosa, giornalista e scrittore Rizzoli. Ha vinto diversi premi letterari e alcuni suoi lavori sono stati pubblicati su periodici e in antologie, anche se “adesso”, ci racconta, “la mia più grande ambizione sarebbe quella di scrivere il mio primo romanzo”.

Qual è il tuo genere letterario preferito e quali i tuoi scrittori?
“Ho iniziato leggendo le fiabe, i fumetti e la narrativa di genere, come un po’ tutti credo, rosa e gialla soprattutto: Sir Arthur Conan Doyle e Agatha Christie, che rileggo spesso con lo stesso piacere che provavo da ragazzina. Barbara Cartland e anche gli Harmony, perché anche i libri più commerciali hanno qualcosa da insegnare a chi vuole imparare tecniche di scrittura e stili letterari. I libri per ragazzi, Verne e la Alcott in particolare. Una folgorazione: Il diario di Anna Frank. Studiando letteratura, ho letto e amato i classici, Dante e Leopardi in particolare, assieme agli scrittori siciliani. Amo molto anche la letteratura straniera: gli inglesi, le sorelle Brönte e Jane Austen su tutti, i francesi e i russi. Grazie ai corsi di scrittura creativa ho scoperto molti autori contemporanei: la Allende, la Byatt, Katherine Mansfield, la Munro,  Borges… Una scrittrice italiana che considero straordinaria è Melania G. Mazzucco. Leggo di tutto: Camilleri, Carofiglio, il palermitano Santo Piazzese, Eschilo, Cervantes, Pirandello, Verga, Consolo, Wilde, Poe, la Roy, la Mansfield e Henry James, Coe e Flaubert, la Maraini, Antonella Cilento, Maria Attanasio, Piera Mattei, Francesco Costa, Lia Levi… Amici di carta ed alcuni, fortunatamente, anche in carne ed ossa. La letteratura non ha confini spaziali, temporali o di genere. È una porta magica fatta di parole che si apre su mondi vicini e lontanissimi, reali o immaginari”.

E il blog di Maria Lucia non può essere che un passaggio obbligato per chi ha voglia di entrare, anche se solo in punta di piedi, in questo meraviglioso mondo che è, proprio, la letteratura.

Posto qui sotto un brano tratto da un post di Maria Lucia, del 27 gennaio, dedicato alla memoria della Shoah:

A Siracusa, nella Chiesa di San Martino, […] si è tenuto l’ultimo incontro della settimana dedicata alla cultura ebraica […].

[…] hanno offerto la propria testimonianza […] Franco Perlasca, figlio di Giorgio Perlasca, e un sopravvissuto di Auschwitz, Piero Terracina.

Franco Perlasca ha rievocato la figura del padre, che durante la seconda guerra mondiale si trovava in Ungheria e per un rocambolesco caso del destino (destino?) si è ritrovato a essere eroe suo malgrado. Fingendosi il nuovo ambasciatore di Spagna, è riuscito a salvare all’incirca 5200 ebrei ungheresi dalla deportazione.

[…]

Questa storia, scritta in un memoriale di cui una copia andò al governo italiano, l’altra a quello spagnolo, che l’ignorarono completamente, sarebbe rimasta per sempre nel cassetto e nel cuore di Perlasca se non fosse accaduta una serie di fatti: un ictus, che lo portò a rivelare alla nuora e al figlio l’esistenza del memoriale, di cui però ancora una volta i familiari stessi sottovalutarono l’importanza. Perlasca, una volta guarito, come prima cosa ripose lo scritto nel cassetto. […]

Decenni di silenzio. Poi, accade qualcosa che fa riemergere potentemente quell’atto di eroismo, di compassione, di solidarietà umana. Delle donne ungheresi, all’epoca dei fatti ragazzine, avevano cercato notizie di quell’Jorge Perlasca sedicente diplomatico spagnolo e riescono a scovarlo in Italia, a Padova, nella sua casa di Via Guglielmo Marconi 13, giusto di fronte alla basilica di Sant’Antonio da Padova.

Le donne, un po’ in ungherese, un po’ in tedesco, un po’ in italiano, un po’ nel linguaggio universale dei gesti, rievocano quella storia davanti agli occhi allibiti di Franco, che inizia finalmente a capire che suo padre Giorgio forse aveva compiuto qualcosa di veramente straordinario. Franco Perlasca racconta con garbo, perfino riesce a far sorridere, ma la commozione gli vela la voce quando narra cosa quelle donne regalarono a suo padre in segno di gratitudine. Pacchi e pacchettini dei tipici prodotti ungheresi. Quello che ogni turista porta in dono. Poi, tre oggetti. Che Franco Perlasca tuttora conserva religiosamente. Piccole povere cose cariche di un dolore indicibile. Una tazzina, un cucchiaino, un medaglione. Perlasca rifiuta. Le donne insistono. Il balletto di offerte e rifiuti si ripete per qualche minuto. Perlasca dice: “Dovete tenere voi queste cose, per lasciarle in ricordo ai vostri figli, che poi le lasceranno ai vostri nipoti”. E quelle donne, in un italiano perfetto che ha del miracoloso, gli rispondono: “Queste cose deve averle lei. Se non fosse per lei, noi non avremmo figli né nipoti”.

Per leggere il seguito di questo post in versione integrale, fate un giro nel blog di Maria Lucia e sbirciate nella sezione “Il giorno della memoria”. Buona lettura…

L’immagine ad apertura di post è di Alessio Grillo




Valeria