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Che cos’è la paura?

Scritto da – sabato, 15 novembre 2008 – 00:053 commenti

PauraNello scrivere quel che è più difficile descrivere sono le emozioni, i sentimenti, le angosce, le paure… insomma tutto quello che non è possibile descrivere in modo materiale – come ad esempio una camera, una giornata invernale o – un vestito da sera. Ci riesce meno facile perché sfiora tasti che non si toccano.

La paura, in un giallo ha vari stadi. È tutto soggettivo: dipende cosa vogliamo far arrivare al lettore. La paura può partire da un senso di forte spiacevolezza e da un intenso desiderio di evitare un oggetto o una situazione giudicata pericolosa.

La tensione può arrivare sino all’immobilità. Ad esempio si può immaginare in un personaggio che vede arrivare velocemente un mostro verso di sé e non riuscire comunque a scappare; oppure un forte tremore con pianto isterico… In ogni caso dobbiamo sempre e comunque pensare al nostro soggetto e fargli provare la paura giusta.

Non dovete interessarvi di chi provoca la paura: sappiamo che c’è sempre un cattivo nei nostri pezzi gialli. Sono i brividi di terrore e di panico nella mente del protagonista quelli che ci interessano.

Dovete ribaltare la psiche del lettore, senza per forza utilizzare zombi, vampiri o lupi mannari! Ci basterà raccontare, talvolta, le angosce della vita quotidiana, il disagio delle metropoli senz’anima per far circolare desiderio di luce, di pace…

Iniziate a creare emozioni negative, di voglia che le cose vadano meglio. Create angoscia, fino ad arrivare alla paura vera e propria. Create suspence lentamente, portateci il lettore piano piano a partire dalle cose semplici per poi accoltellarlo improvvisamente alla schiena, non per tradirlo ma per lasciarlo terrorizzato, senza parole.

Oppure potrebbe valere il discorso inverso: accoltellate e poi descrivete qualcosa di insolito per la situazione come un bacio, il mettersi a cucinare, il farsi la barba… il fine è sempre quello di spiazzare il lettore.

La paura, dunque, ha vari aspetti. E le vostre paure quali sono? È da lì che dovete partire, dalle vostre ansie: orchestratele tirandole fuori al massimo, dirigete gli strumenti di questo concerto tormentante, fatemi entrare dentro le vostre paranoie. È questo il punto di partenza del vostro prossimo thriller: le vostre inquietudini.

3 commenti »

  • Enrico scrive:

    io credo che per colpire il lettore, la paura debba essere improvvisa. Tutto va per il verso giusto, in una giornata qualunque, in un momento della nostra quotidianità, non stiamo nenanche pensando, perchè quello che stiamo facendo ormai viene automatico, finchè accade qualcosa che non ci saremmo mai aspettati accadesse in un momento come quello. Il lettore ha il cuore in gola, e pian piano la sua espressione di serenità cambia in una smorfia nervosa, fino a farlo sprofondare in un baratro e fargli avere la sensazione che tutto stia andando sempre peggio..non c’è verso di tornare indietro per via di quell’improvviso cambiamento..sei fottuto, ti sei trovato nella fossa e non puoi fare altro che scavare più a fondo, perchè sei troppo in basso per riuscire…

  • marina scrive:

    Forse la paura non puo’ essere descritta appieno, la si prova, senza che ci dia un segnale, perche’ sta li’, pronta dentro di noi, circola nel nostro sangue.Ci appartiene.
    Provocarla quindi è facile, non servono tanti giochetti o manovre o strategie.
    Io ho tantissime paure, cerco di conviverci, provo a superarle, ma a volte mi sovrastano.
    Ora ho paura dell’amore, figuriamoci.Non voglio piu’ soffrire, e ci sto lontana.Ma ho paura lo stesso.
    E poi ho paura dei rettili, e di morire domani.
    Marina

  • Mariella scrive:

    E allora ti auguro un 2009 senza paure…Buon anno!

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