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pubblicato sabato, 15 novembre 2008 da Valeria in Recensioni
 
 

Oltre lo sguardo


KristaliaOltre lo sguardo ci dà il benvenuto con un’atmosfera davvero calda e accogliente. Un blog molto curato, fin nei minimi dettagli, dalla curatrice con un nome davvero particolare: Kristalia.

“A dire il vero, non sono nuova a questo tipo di narrazione: racconto le mie esperienze da qualche anno. Lo faccio perché grazie alla scrittura, scavo nelle parti più oscure dell’anima. Ho pubblicato diversi racconti in modo disordinato qua e là nel web.  Ma questo blog  rappresenta la prima raccolta organica di un percorso della mia vita. Trattasi quindi di scrittura prevalentemente autobiografica.

Ad un primo sguardo potrebbe sembrare che si tratti di racconti erotici perché il sesso è il leit motiv entro cui si sono svolte le mie vicende. In realtà, il sesso  è davvero solo una cornice – talvolta descritta e altre volte lasciata immaginare – di un’evoluzione del pensiero e del mio rinnovamento interiore. Un modo nuovo di relazionarmi decisamente diverso rispetto a qualche anno fa. Insomma, è la storia di una trasformazione fisica e psicologica, cruda, articolata e malinconica.

Croce e delizia. Ricerca dell’annientamento – alcol erotico – e del piacere estatico, perché è vero anche che l’eros mi ha fatto toccare e sorvolare le vette del sublime, grazie ad esperienze e sensazioni che hanno superato la fantasia.

Posso dire con il senno del poi che ho usato il sesso e la mia naturale strabiliante carica erotica per piacere e compiacere… credo per farmi amare o più semplicemente per lasciare un ricordo indelebile… o ancora più semplicemente… per rendermi desiderabile… e ci sono riuscita.

In particolare, la storia con un uomo che si è consumata nel silenzio, e che ha comportato una metamorfosi assolutamente imprevedibile, insegnandomi a non escludere nulla e a bandire dal mio vocabolario l’avverbio MAI.

Ecco, non sesso fine a se stesso, ma veicolo relazionale.

Questo è il senso dei miei racconti erotici”.

Ma chi è in realtà Kristalia?
“Ricercatrice per vocazione, ho esplorato le vie dell’erotismo materializzando tutte le mie fantasie erotiche per capire dove finisce l’immaginazione e dove comincia il desiderio. Per farlo, ho percorso le vie più tortuose, spesso scivolando nel torbido, con l’adrenalina alle stelle. Non esiste la pace interiore. C’è una ricerca continua di un equilibrio che forse non si vuole trovare… Traballante sui tacchi a spillo è la mia condizione atta a rappresentare lo stato di precarietà permanente nel quale da sempre vivo”.

Kristalia ci confessa che tiene moltissimo al suo blog.

“L’ho curato anche dal punto di vista grafico, cercando di trasmettere, coerentemente con i contenuti, la stessa valenza emotiva: la scelta dei colori, in sintonia con lo stato d’animo che ha accompagnato le esperienze che narro; la scelta delle immagini, realizzate dall’artista Valentina Minutoli apposta per me… è nato con lei un rapporto di collaborazione il cui risultato – visibile in home page – mi gratifica molto, perché con la sua matita o penna, conferisce al volto della donna rappresentato quel sentimento che trasmette l’idea di una donna dall’erotismo accentuato, sì, ma anche dai forti accenti di sofferenza, rafforzando così il messaggio testuale. Ecco, questo è l’obiettivo del mio blog: raccontare l’eros unitamente allo stato d’animo che muove e anima l’evolversi dei rapporti e delle vicende narrate”.

È un blog intimistico, quindi, in cui il sesso è il motivo conduttore, presente in tutti i post, ma che è solo la cornice di una rappresentazione dello stato d’animo della protagonista. Il sesso come ricerca, affermazione, terapia e pasto finale.

E il titolo, come nasce?
Oltre lo sguardo significa andare oltre le apparenze, oltre la prevedibilità e le stesse intenzioni. Strati su strati significa costruire mattone su mattone, pezzi di noi che ci aiutino a riconciliarci con noi stessi. Quei pezzi smarriti in qualche anfratto dell’anima… e della mente. Io credo che nulla succeda per caso”.

Vi propongo qui un post tratto dal suo blog, intitolato Pezzi di vetro. Buona lettura…

“Quell’odore pungente come spilli conficcati nella carne, quel silenzio assordante, nella chiassosa cucina, si espandevano insieme alle lacrime appannando il suo volto.
Non era riuscito a dirle l’unica cosa che si aspettava di sentire, la sola cosa giusta…
Una domanda… una risposta
Si o no!
Uscì di casa, salì in auto.
Guidando verso l’ignoto, l’autoradio ad alto volume…
Mama, I don’t want to die, I sometimes wish I’d never been born at all.
Dallo specchietto retrovisore non vedeva l’auto che sperava la seguisse. Dietro nessuno, davanti il vuoto.
Si chiese quanto avesse in tasca: cento euro.
Fece trecento chilometri, arrivò ad un rondò, girò attorno…
Tornò indietro.
Entrò  in camera, vide una bottiglia per terra, si abbassò a raccoglierla, la lanciò con forza contro la finestra…
Cadde a terra integra.
Si chinò ancora, la rilanciò con più forza per infrangere il vetro della finestra.
In silenzio, immobile, restò a guardare la sua vita sbriciolata a terra.
La lasciò lì per 3 mesi… nessuno la raccolse.
Era la sua vita”


Valeria