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pubblicato lunedì, 17 novembre 2008 da Mariella in Editoriale
 
 

La grande piccola editoria


Un’altra intervista all’editore, Roberto Russo, pubblicata sul blog di Mariella Calcagno.

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Roberto RussoBuongiorno Roberto, è un piacere averti ospite nel mio blog. Parlaci della Graphe.it, del come nasce e del perché.
Ciao Mariella, è un piacere per me essere ospite del tuo blog. La Graphe.it Edizioni nasce per caso, anche se il sogno di aprirla me lo portavo dentro da tempo. Dopo aver girato diversi editori per un libro che avevo scritto insieme a Natale Fioretto e dopo aver ricevuto impressioni negative sul loro modo di comportarsi, abbiamo deciso di provare a vedere come fare per aprire una casa editrice. Stranamente per l’Italia non c’è stato bisogno di molta burocrazia e abbiamo dato vita al progetto. Un sogno che diventa realtà, anche se per vie strane.

In che modo cercate e selezionate gli autori per le vostre collane.
Ci sono due tipi di autori: quelli che cerchiamo e quelli che ci cercano. Quelli che ci cercano sono soprattutto scrittori di romanzi e poesie e il primo contatto, generalmente, avviene tramite il nostro sito internet. Noi cerchiamo anche altri autori per i testi scientifici o per i libri di cucina e spesso non ne troviamo… La selezione avviene in base a diversi criteri, in primis la lettura del testo in sé sia da parte nostra che da parte dei nostri collaboratori e poi valutando la vendibilità del libro (per quanto poco romantico possa sembrare, il libro è anche un prodotto da vendere).
Vi arrivano molti testi da valutare, vi accorgete subito se un autore ha talento?

Spesso ci si rende conto dalle prime pagine se un testo vale o meno: errori ripetuti, pesantezza nello scrivere e via dicendo sono elementi che si notano presto.

Molti autori, hanno paura delle piccole case editrici perché pensano chiedano grosse cifre di denaro in cambio di pubblicazione, voi come vi comportate?
Ci sono degli editori che chiedono cifre esorbitanti, è vero. Ma non sono solo “piccoli” editori: anche medi editori lo fanno… Noi proponiamo due tipi di contratto: uno in cui è tutto a nostre spese e l’autore inizia a percepire i diritti di autore a partire dalla 251 copia effettivamente venduta; un altro è che l’autori acquisti un centinaio di copie e in questo caso ha diritti di autore maggiori che inizia a percepire a partire dalla 101 copia effettivamente venduta. In quest’ultimo caso, mettiamo a disposizione un modulo on line per far prenotare le copie: all’uscita del libro l’autore prenderà le copie da contratto meno quelle prenotate.

Come va la piccola editoria, anche se è un momentaccio in tutti i settori?
Come giustamente dici tu, è un momento brutto in tutti i settori. E la piccola editoria non è da meno. Aggiungiamo il fatto che il mercato nazionale è in mano a poche grandi case editrici che fanno il bello e il cattivo tempo e il quadro è abbastanza completo.

Certi autori, in vari forum di scrittura, pensano che pubblicare con le piccole case editrici sia solo una perdita di tempo, in quanto nessuno li noterà. Cosa rispondi a queste persone?
Rispondo dicendo che l’ultimo premio Nobel per la letteratura Jean-Marie Gustave Le Clézio è pubblicato in Italia da un editore forse sconosciuto ai più, Instar libri.

Cosa consigli ad un nuovo autore per farsi notare ed essere pubblicato? Che iter deve seguire?
Deve impegnarsi in prima persona per farsi conoscere. Pubblicare un libro è importante, ma non è tutto. Un libro che viene pubblicato non viene automaticamente anche acquistato. Gli autori, secondo me, devono rimboccarsi le mani e organizzare presentazioni, farsi conoscere, rilasciare interviste anche sui blog, siti, giornali locali… L’editore di certo deve stare al fianco dell’autore, ma l’autore non può demandare tutto. Purtroppo – e sia detto senza cattiveria – ci sono molti autori che pubblicano e pensano che tutto sia loro dovuto. Probabilmente sono costoro i primi che si lamentano. Per l’iter, solitamente sui siti delle case editrici sono presenti delle norme: seguitele, per favore. Vi possono anche sembrare strane, ma sono utili per fare al meglio il lavoro.

Spiegaci perché la piccola editoria è importante, questo è ciò che io credo.

Ti parlo della mia esperienza: se decido di pubblicare un libro vuol dire che investo su di esso. Quindi per me non significa avere un libro in più in catalogo, ma investire su quel libro e su quell’autore. Una grande casa editrice può anche pubblicare libri brutti – e succede, e frequentemente! -. Un “piccolo” editore deve cercare sempre il meglio. Forse dovremmo smetterla di parlare in termine di “grande” e “piccola” editoria e iniziare a parlare di editoria “adulta” o meno.

Cosa legge un editore, a parte ciò che pubblica?
Le mie letture spaziano: ora ho in lettura un testo sui tarocchi di Jodorowski, un libro di racconti di un esordiente, uno di linguistica italiana e uno di spiritualità di Adriana Zarri.

Il tuo autore per eccellenza?
Sebastiano Vassalli

Cosa vorresti dire ai lettori che non ti ho chiesto in questa intervista?
Leggete sempre. Anche i libri brutti, che servono per apprezzare quelli belli. Provate, poi, a comprare a case editrici alterne: una volta, cioè, acquistate un libro di una famosa casa editrice, e la volta dopo quello di una casa sconosciuta.

Grazie Roberto!

Grazie a te, Mariella!



Mariella