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pubblicato domenica, 30 novembre 2008 da Davide Giansoldati in Mondolibri
 
 

I colori della paura


I colori della pauraNelle ultime settimane io e Mariella abbiamo scritto una serie di articoli che esplorano la paura da diversi punti di vista e si ricollegano alle lezioni sul thriller.

Normalmente molte persone associano la paura al colore nero.

Non a caso l’uomo nero è uno dei personaggi con cui tutti da piccoli veniamo in contatto: “Se non fai il bravo, arriva l’uomo nero e ti porta via”.

Il nero è spesso considerato il colore del buio, della notte, delle creature che popolano i nostri incubi.

In realtà noi possiamo creare un ponte tra l’idea della paura e uno qualsiasi degli altri colori.

Proviamo insieme.

Com’è una paura rossa? Cosa vi fa venire in mente?

Sangue, ovunque c’era sangue, ma non era suo. Lui stava bene, era illeso.
Erano loro ad essere morti, uccisi, sventrati.
E lui, lui era il carnefice.

Oppure

Andrea aveva ancora in mano la sua letterina per Babbo Natale, pronta per essere imbucata, ma era arrivato tardi.
Il postino se ne era già andato. Babbo Natale non avrebbe mai saputo cosa voleva come regalo.
Andrea maledisse i compagni che l’avevano preso in giro, maledisse la maestra che l’aveva tenuto in castigo, maledisse i genitori per non averlo difeso.
Andrea maledisse tutto e tutti e quando non aveva più voce né fiato, una figura in rosso dalle zampe di capra e le corna in testa gli parlò: “Così giovane e già la tua anima mi appartiene…”

Come sarebbe invece una paura gialla?

Oro, oro, oro. Più di quanto avessimo mai visto. Più di quanto avessimo mai potuto sognare.
Ma quell’oro era maledetto e noi siamo maledetti per sempre, condannati senza scampo né appello.

Oppure

“Noooooo”, il vampiro lanciò un urlo agghiacciante.
Il crocifisso ardeva di una lancia gialla quasi accecante che lo privava di ogni forza.
Debole, in ginocchio, sfinito, cadde al suolo trafitto da un paletto.
Morto.

Come sarebbe invece una paura verde?

L’alieno la guardava con aria di sfida.
Era verde, viscido e puzzava.
Dalla bocca sputava un acido che sfrigolava a terra.
Era in trappola.
Lui aveva vinto.

Oppure

L’auto accelerò, un proiettile verde che lo travolse in pieno.
Aveva cercato di urlare, di spostarsi, ma il pirata l’aveva proprio preso di mira.
E aveva fatto centro.

Ora provate voi, scegliete un colore e fatelo incontrare con la paura…



Davide Giansoldati

 
Scrittore, Writing Coach, esperto di Marketing & Comunicazione, facilitatore di Creatività