Ricerca del sé ne Il vento racconta di Alessandra Corsini
Recensione a cura di Livia al libro Il vento racconta di Alessandra Corsini pubblicata su LiBlog.
Il vento racconta è una breve raccolta di fiabe, una sessantina di pagine appena, che sembrano scritte al contrario. Sono infatti quelle che potrebbe raccontare un bambino, e si rivolgono prevalentemente ai genitori.
Non significa che siano scritte però in modo infantile, anzi: la semplicità in questo caso è un valore, che consente l’immediata comprensione del testo e lascia spazio alla interpretazione personale.
Come ogni favola che si possa definire tale i protagonisti sono in crescita, in formazione, sebbene con un piglio più riflessivo che attivo. In effetti rispetto allo standard di Propp mancano diversi elementi, ma qui si tratta di fiabe appena accennate, due, tre pagine per narrazione.
La particolarità, rispetto all’impianto favolistico tradizionale, è l’uso della prima persona: non c’è più un tempo vicino o lontano e un distacco del narratore, i racconti sono espressi in forma diretta, come confessione e condivisione di eventi.
I soggetti sono quasi sempre eterei: da bambini di altri mondi ad angeli è raffigurato tutto un campionario di figure incorporee, tratteggiate in breve, che spiegano un aspetto della loro vita o del loro mondo. Sono però dei nuclei ideali, in cui tutto funziona perfettamente sia nella sfera affettiva sia in quella sociale.
La morale, presenza obbligata, è di carattere moderno, incentrata sulla ricerca del sé, sulla comprensione del proprio e dell’altrui ruolo nella vita, sui valori di rispetto, apertura, comprensione ed accettazione. Non ci si poteva aspettare nulla di diverso, del resto, da un’analista transazionale.
Una lettura serale, da fare ai propri figli ed a sé stessi specie adesso che si avvicina il natale.







