Mangialibri intervista Fabio Marzocca
Mangialibri – Leggi come mangi (un sito interessantissimo per tutti gli amanti della lettura) intervista Fabio Marzocca che con noi ha pubblicato La Valle di Átopon e Fili di fumo. Di seguito alcuni stralci dell’intervista, mentre vi rimandiamo a Mangialibri per il testo intero.
Perché la scelta di occuparti di infanzia sia per la scelta dei protagonisti sia per la forma narrativa utilizzata molto vicina a una favola, seppure sui generis, nel tuo romanzo La valle di Átopon?
Nasce dall’esigenza di raccontare una storia ai miei figli. In fondo, poi, tutti i bambini sono dei figli a cui piace ascoltare. L’avvicinarsi ai temi più profondi dell’essere umano attraverso le azioni di tre pre-adolescenti è dovuto al fatto che il fanciullo è l’immagine di alcune cose della nostra infanzia che abbiamo dimenticato. La sua immaginazione, priva di vincoli, è la pura espressione di un essere incontaminato.
Quanto c’è di simbolico, legato al mondo della psicanalisi e del sogno nella storia che racconti?
Il linguaggio dei simboli è l’unica forma di comunicazione tra l’uomo e il suo aspetto più profondo, per questo egli produce simboli inconsciamente e spontaneamente sotto forma di sogni. Tutta la storia raccontata nel libro si esprime perciò attraverso queste immagini.
Sappiamo che alle vendite de La valle di Átopon è legato anche un progetto di solidarietà, vuoi parlarcene?
Tutti i ricavati dai diritti d’autore vengono devoluti a favore dell’Associazione Peter Pan – Onlus, che si occupa dell’accoglienza dei bambini onco-ematologici e delle loro famiglie. La valle di Átopon rappresenta una storia di adolescenti alla ricerca di una soluzione d’amicizia e d’amore. Mi auguro in tal modo che tutti i giovani a cui verrà presentato il libro possano partecipare alla solidarietà dei volontari dell’Associazione e aggiungere un contatto a coloro che soffrono, al fine di concorrere alla realizzazione di una coscienza sociale sempre più ampia.







