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pubblicato martedì, 13 gennaio 2009 da Silvana Sonno in Poesia e dintorni
 
 

Ci vuole pazienza


Un aquilone

Giovedì otto gennaio, di quest’anno appena iniziato, alle sette e trenta del mattino, è morto, a Torino, Michele Bovio.

Michele era – è – un amico di un  tempo solo apparentemente lontano; lontano, come si sa, è un aggettivo buono anche a indicare lo spazio, e spazio – tempo, a ben intendere, non sono che punti di vista, termini convenzionali di distanza, che nella geometria dell’anima evocano tenui spostamenti dell’essere, lungo la spirale pulsante dell’esistenza.

Così Michele, che pure appartiene a un frammento della mia vita e che avevo relegato in un cassettino della memoria, dove si conservano le figure disincarnate dei ricordi, è tornato  – con la sua morte – potentemente presente e vicino al mio cuore, in tutto il vigore della sua complessa persona e la gioia e il tormento del suo difficile rapporto con la vita.

Mi piace condividerne la pur diafana immagine con gli amici di questo blog, attraverso una poesia che Michele ha scritto e che  racconta la sua fatica d’esistere e insieme l’entusiasmo bambino con cui ogni volta si rimetteva in volo, anche per il sorriso degli amici, testimoni della sua fragilità così come del suo cuore generoso.

A volte, nella vita, si ha voglia di nascondersi in un angolo
e sperare che il tempo o nessuno si accorga di noi.
Ma poi è la vita stessa che torna a far sentire la sua fresca brezza
e all’improvviso gli aquiloni colorati si alzano
nel cielo ancor chiaro del giovane mattino.

Ci vuole un po’ di pazienza per costruire gli aquiloni:
tendere la carta, incollare i legnetti
e scegliere un filo robusto che non si spezzi al primo soffio ribelle.

Ci vuole un po’ di pazienza
per attendere il giorno ventoso e terso che sembra dirti:
è ora, è ora, non indugiare più!

Ci vuole un po’ di pazienza, e alcuni, discreti, se ne sono già andati.

Sì, ci vuole pazienza,
ma poi resta nel cuore una dolcezza sottile
e negli occhi il sorriso degli amici
che seguono trepidanti il fragile volo
di quella delicata farfalla.




Silvana Sonno