Il Cavaliere, le belle ragazze e gli stupri
Dice il Cavaliere che non si possono mettere in campo tanti soldati quante sono le belle donne in Italia. E questo lo dice commentando gli ultimi stupri e le proposte governative per “mettere in sicurezza” le donne italiane. La frase può anche suonare in questo modo: se non ci fossero tante belle donne non ci sarebbe bisogno di tanti soldati perché forse non ci sarebbero tanti stupri. O anche: se non ci fossero belle donne – tout court – non ci sarebbero stupratori, ché, si sa, è l’occasione che fa l’uomo ladro, tanto più che – e si sa anche questo – l’uomo – sì, sempre lui – è cacciatore e dunque, bella mia, hai voglia a fare la ministra, l’infermiera, la scienziata, la sarta… la madre; preda sei e preda resti. Impara a correre.
Il Cavaliere non è nuovo a certe facezie che pronuncia invariabilmente col sorriso sbarazzino che gli è proprio, girando gli occhi a cercare il consenso entusiasta delle sue platee, ma questa volta sento di poter dire che è andato oltre ogni possibile confine dello sdegno sopportabile.
Intanto la violenza sulle donne in Italia – e basta controllare i dati ISTAT – ha raggiunto numeri inimmaginabili per un paese che si vuole democratico e dunque civile. Colpisce donne d’ogni età e classe sociale, italiane e straniere presenti sul territorio del Bel Paese, sia come immigrate che come turiste; la violenza è la principale causa di morte per le donne tra i trenta e i cinquanta anni, si consuma nelle strade – ed è quella su cui principalmente si accendono i riflettori – e tanta di più dentro le mura domestiche, da parte di padri, mariti, figli, fratelli, amanti e fidanzati, vicini di casa e amici di famiglia. L’ISTAT non parla del grado di avvenenza delle donne violentate, anche perché quando diventano numeri buoni per le statistiche, i loro volti e i loro corpi sono spesso ridotti a grumi di sangue e di dolore che rendono difficile – anche a un umorismo meno leggero di quello del Cavaliere – classificarli dentro una qualsiasi categoria estetica
Viviamo in un paese che si erge ad ultimo baluardo dei valori della famiglia, della morale, del rispetto cristiano del prossimo, il Papa e i suoi vescovi hanno una presenza televisiva superiore a Pippo Baudo, in ogni trasmissione, sia d’intrattenimento – per il popolo – sia di riflessione – per il ceto intellettuale ed impegnato – e sono interlocutori privilegiati di ogni proposta politica significativa, sia da parte del governo che dell’opposizione.
Si parla e si dibatte accesamente sui diritti del feto, sul destino degli embrioni, sulle staminali, se i musulmani possono pregare o no guardando il Duomo di Milano, se al festival di Sanremo è lecito cantare di un certo Luca che prima diventa gay e poi guarisce… Di tutto si parla in Italia meno che dei diritti delle donne, dei loro diritti ad uscire per strada senza essere il pretesto per riempire le stesse di militari come se fossimo in guerra – un po’ lo siamo, ma non è una guerra delle/per le donne -; diritti a scegliere i propri partner, il proprio domicilio, ad aver un lavoro che non le costringe a decidere se essere o no madri, ad essere protette dalle leggi contro i violenti di famiglia, a vedere puniti chi le abusa, ma anche chi le oltraggia. E sì, caro Cavaliere, in un paese dove tali diritti fossero riconosciuti, certo non ci sarebbe bisogno di sguinzagliare l’esercito per le città né di dover sopportare – tra gli altri – il ghigno soddisfatto del ministro della difesa, che alterna i completini da discoteca alla tuta mimetica con cui si produce nelle parate in giro per i tragici teatri di guerra in cui i nostri (vostri) soldati – lì sì – spendono proficuamente il loro impegno.
In un paese così il Presidente del Consiglio non potrebbe parlare delle donne italiane come se fossero figurine da salotto, e dei violenti come cultori appassionati della bellezza femminile, ragazzacci dalla testa calda, anzi infiammata da un desiderio che in fin dei conti – sia pure esagerato negli esiti e nei modi – è espressione normale della sessualità del vero maschio, made in Italy.
Ma in un paese così non ci sarebbero platee entusiaste al verbo di Silvio Berlusconi, uomini e donne – dobbiamo ammetterlo, anche molte donne – pronte a sorridere alle sue battute e ad applaudire anche a costo di negare l’evidenza di un’assenza tanto palese di sensibilità, senso dello Stato o anche solo di buon gusto. In un paese così la ministra Carfagna e la ministra Gelmini – e cito solo due nomi, ma potrei farne molti di più – si alzerebbero dai loro scranni in parlamento con tutto il bon ton consentito dai loro impeccabili tailleurini e straccerebbero in faccia al Cavaliere le loro tessere di partito, tra l’applauso entusiasta di Turco, Bindi, Finocchiaro, Sereni – e anche qui potrei fare molti altri nomi – anch’esse finalmente sul piede di un coming out di genere che noi donne – belle donne italiane – elettrici aspettiamo da tempo.








non ci posso credere davvero.. io continuo a non carpirla questa sua sottile ironia su fatti di estrema gravità come questi..mah
Berlusconi fa schifo, fa battutacce da bar quando è presidente del consiglio e questo è terribile.
Ma che in Italia ci sia un’emergenza violenza sulle donne non è affatto una verità.
In Italia c’è, casomai, un’emergenza educazione al rispetto, quello si.
Se mio figlio avesse stuprato una a capodanno, gli avrei tagliato il cazzo con le mie mani.
Evidentemente ci si sente autorizzati a fare certe cose perché papà ti dice che se tradisci la tua ragazza, beh… sono cose da uomini, non è un reato.
I numeri della violenza in Italia vanno confrontati con quelli degli altri paesi “civilizzati”.
Da noi, dati ONU, siamo a livelli endemici.
Ovvero è molto difficile scendere al di sotto di questi numeri.
Per condizioni sociali, abitative, di integrazione socio/razziale.
Il che non vuol dire che vada tutto bene.
Vuol dire che ancora non siamo all’emergenza.
Che, tra l’altro, non si cura con i carri armati, come vorrebbe ogni fallocratico (e gli italiani e i leghisti ci insegnano che conta averlo duro, anche se fai e dici cazzate), che comunque in casa della gente non possono entrare ed è proprio lì che si perpetuano la maggior parte dei reati di violenza contro le donne.
Certi fenomeni si combattono con l’educazione.
E quella o ce l’hai o non ce l’hai.
O te la insegnao o non te la insegnano.
La galera non può risolvere un bel niente…
p.s.: tra l’altro la retorica filo femminista non serve.
Le donne saranno uguali agli nuomini come diritti, quando smetteranno di sentirsi vilipese dall’essere donne.
Certo, una donna partorisce, allora?
Un uomo decide sempre se essere o no padre o fare carriera.Tanto è vero che poi se ci si separa i figli a chi vanno?
Tiriamo in ballo argomenti più seri, come ad esempio l’educazione che le ragazze ricevono guardando una tettona che si rifà il seno a 18 anni, si fa due mostri enormi, e poi candidamente dice che le da fastidio che tutti la guardino lì quando le parlano…. come se non lo sapesse…
Lo sai tu che la maggior parte delle ragazze che incontro ragionano così?
per fortuna non tutte…
Fanno un favore alla loro intelligenza o si mettono nella posizione di essere considerate stupide oche, per non dire di peggio?
Fai bene a sottolineare che il vero cambiamento di rotta possono portarlo solo le donne, nel mondo delle donne.
Le quote rosa, quando si tratta di difendere l’elementare diritto a una libera esistenza, dove sono?
Non le sento gridare allo scandalo…
Grazie Walter per l’attenzione, ma ho qualche obiezione da farti:
1. abbiamo lottato tanto – noi donne – per far uscire la violenza sulle donne fuori dai “delitti contro la morale” e tu vorresti che la si considerasse un caso di mala-educazione? Come starnutire in faccia o infilarsi le dita nel naso?
2. Tante donne stuprate saranno contente di sapere che sono vittime di un’endemia e non di un’emergenza. C’è di che tirare un sospiro di sollievo!!
3. Che gli uomini debbano scegliere tra carriera e paternità non la sapevo e me la segno.
4. Le quote rose in Italia non sono passate e le tettone che sfilano in tivvù non sono certo state partorite dal movimento femminista, quanto – come tragicamente avviene da sempre – dalle fantasie fallocentriche di controlla la cultura e di chi usa la televisione come un mezzo di controllo e disinformazione di massa. Letto 1984?
5.Le donne partoriscono e i maschi no. E allora?
Allora, che?
ecco, lo sapevo.
uno prova a portare il discorso su alvii che non siano puramente ideologici di scontri tipo “le donne sono delle povere minorate in italia perché comandano i maschi” e subito si accende il rogo…
che palle!
vabbè facciamo, come al solito, che io mi sono spiegato male e non è colpa tua che hai letto quello che vuoi e ti fa comodo.
Dico 3 cose:
1 – si ho letto 1984, a 12 anni, ne sono passati 20 e l’ho riletto decine di volte.E’ forse il mio libro preferito.Che c’azzecca?1984 non parla della televisione, come molti di voi che l’avete solo sentito nominare credete, ma del fatto che le “masse” sono numerose ma stupide.credono a tutto quello che gli si dice, finchè le si tiene nel terrore.noi siamo di più di loro.se ci ribellassimo, non potrebbero certo ammazzarci tutti… ma tant è… ormai ci sono i blog, a che serve fare qualcosa di attivo?
2 – gli uomini scelgono insieme alle donne di avere figli.
ergo è una scelta oculata e ponderata.a meno che non vuoi sottintendere che le donne partotiscono costrette da chissacchì.Ovvio che se stai un anno a casa in maternità, perdi un anno di lavoro.Ovvio che se devo prendre una persona a lavorare e mi serve ORA non ne prendo una che appena sposata ha intenzione di fare figli.Scusami, ma a me sembra normale.Come per comprare le fettine non vado dal calzolaio…
E io, uomo, se voglio avere un figlio, si suppone con una donna consensiente, devo sapere che è una scelta che mi porterà a stare lontano da mio figlio, lavorare di più per sopperire alla diminuzione/assenza di un secondo stipendio, a meno che non sono nato ricco.
E’ una scelta che ricade su ENTRAMBI i genitori.
Mi da al cazzo l’idea tutta femminile che sono loro a portare il peso dei figli…Per 9 mesi.Poi i figli escono dalla tua pancia…Vallo a dire a mia madre e mio padre.
Che facevano le notti in ospedale e si davano i turni per stare con me e mia sorella…Se mio padre non avesse fatto due figli avrebbe potuto fare una carriera migliore.
Idem mia madre.Penso siano più felici cosi.
Se vuoi fare carriera, i figli sono un ostacolo.
Dov è la novità?
Che le donne siano discriminate sul lavoro ci sta.Ma farne una questione puramente sessista è stupido.Frank Zappa direbbe che chiedere per legge che le donne siano trattate come gli uomini è come curare la forfora decapitando il paziente…
Le donne sono discriminate tanto quanto gli uomini.
Alla thyssenkrupp, nei cantieri ogni giorno, muoiono uomini, che sono padri, mariti, fratelli.
Il problema lavoro, è un problema diverso.E non va infilato nel calderone maschio cattivo -> femmina buona.
Molti dei peggiori capi che ho avuto erano donne.
Non vuol dire che tutte le donne siano cosi.
Lo stesso vale per gli uomini.
Ma in Italia a parole siamo tutti indignati, poi se succede
qualcosa, la denuncia chi la fa?nessun.tanto “non serve a niente”…
3 – Se mi vuoi dire che sottovaluto il problema stupro, dicendo che è endemico, bene, ti sbagli.
Secondo me sei tu che gridando al lupo, quando il lupo non c’è, non fai un buon servizio alla causa.
Il nostro paese è uno dei più sicuri in Europa per quando riguarda la violenza.
E questo è un dato da cui bisogna partire.
Perché lo è?te lo sei chiesto?
In Italia la violenza principale è quella privata e domestica.
Come pensi di risolverla?
Se una donna non denuncia il marito, cosa può fare la giustizia?
Se un padre non difende la figlia dal marito che la picchia, cosa può fare la poverina?
Se la maggior preouccapazione per la sicurezza diventa il fatto che c’è stato uno stupro a una festa in cui tutti, ripeto TUTTI, si sono gonfiati di alcol e di droghe, perdiamo il punto.
Quello è una merda.E conosco personalmente le persone che hanno assistito la ragazza.Ma anche questa storia dei domiciliari.Ma che cambia?In attesa d processo starà ai domiciliari e poi quando sarà giudicato andrà in carcere.
Tanto il reato non lo può reiterare, a scappare non può scappare, cosa cambia?
Non credo sia un punto su cui fare tutto questo polverone.
La peggior condanna, oltre alla galera, dovrebbe essere quella di essere visto dall’opinione pubblica come un verme non degno di vivere.
Il punto è: credere a tutto quello che dicono in TV è sbagliato!
Adesso la questione stupro e sicurezza è usata come l’ha usata Berlusconi in campagna elettorale
Per spostare la’ttenzione dalle cose serie e avere qualcosa da usare contro il governo.
Se fossi una delle ragazze stuprate sarei piuttosto incazzata se usassero il mio dramma personale per biechi fini politici di contingenza…
E, a scanso di equivoci, non voto Berlusconi, che secondo me è il male assoluto, non sono maschilista, nella mia famiglia comandano le donne da sempre.
Sono cresciuto con 5 mamme, non una…
Ma se le donne continuano a dare la colpa di quello che accade agli uomini, non se ne esce.
I colpevoli degli stupri, sono gli stupratori.
Non gli uomini, cazzo!
Non servono nuove leggi, militari o cazzate del genere.
Nella sua stupidità mostruosa Berlusconi ha detto una cosa purtroppo vera.
Come fai a evitare gli stupri nei bagni chimici?
Per questo ho detto che è endemico.
Perché certe cose accadranno ancora in futuro.
La differenza la fa il fatto che queste ragazze oggi denunciano.Supportate dalla famiglia.Supportate dall’opinione pubblica.Aiutate dalle forze dell’ordine.
E’ un cambiamento importante.
La differenza la fa il fatto che le donne sono oggi più consapevoli dei propri diritti di persone e hanno il coraggio di esporsi e di chiedere aiuto, cosa che spesso non viene loro offerto, almeno nei modi e nei tempi necessari. L’opinione pubblica la si monta spesso come la panna montata, dopodichè velocemente dimentica, cosa che accade in tutti i fenomeni di massa, come in qualche modo indicavi anche tu. Le forze dell’ordine, con tutto il rispetto per chi fa dignitosamente il proprio lavoro, spesso non dimostrano capacitò/volontà d’intervento in questioni che ancora oggi sono considerate da molti come fatti privati. Parlo delle violenze domestiche che prima di sfociare nelle tragedie che sappiamo hanno significato anni – anni! – di violenze e soprusi familiari. Certo che è una questione di educazione; si tratta di spostare tutto l’orizzonte culturale – e simbolico – da un’idea verticale, gerarchica, all’ombra di un UNO che fagocita ogni differenza e semplifica la complessità del vivere, a una visione “polifonica”- consentimi una metafora musicale, per alleggerire un po’ l’argomento – che accorda più voci
e le rende orizzontalmente partecipi del divenire individuale e storico. Non è roba da poco, ma bisogna pur iniziare. In fondo non diciamo cose diverse, ma ti sento arrabbiato come se le donne – tutte? – ti avessero in qualche modo ferito o solo disturbato. Ti rinnovo comunque il ringraziamento per l’attenzione che poni alla questione e mi scuso se ti sono sembrata un po’ sarcastica. Ideologica no, non me lo merito.
mi scuso anche io per i toni
non ce l’ho con tutte le donne
assolutamente
sarebbe un mondo orribile quello in cui le donne non potessero liberamente essere donne!
mi dispiace solo constatare che molte di loro si sono fatte risucchiare nei due vortici dell’errore che sono rispettivamente:
- per esistere farei qualunque cosa, la dignità viene dopo
- ho gli stessi diritti degli uomini nel momento in cui posso fare gli stessi errori che fanno loro (guidare male, voler fare il militare, voler fare carriera solo per vessare quelli che stanno sotto etc etc)
i ruoli esistono, per fortuna
e, per fortuna, sempre più donne trovano il coraggio di
farla pagare care a quelli che pensano che una persona
si possa possedere come fosse una playstation
e questo, in parte, lo si deve anche a quei pochi uomini che non vogliono avere a fianco un trofeo da esibire
La violenza va fermata. Con ogni mezzo. Se serve anche con pene più severe. Ma non occorre inventare numeri che alimentano lo scontro tra i sessi.
I dati dell’Istat SONO TENDENZIOSI, ottenuti con metodi a dir poco discutibili. Anke la menzogna e la strumentalizzazione possono essere una violenza se alimentano l’odio e si approfitta della buona fede di milioni di donne che in certa informazione ci credono.
LA VIOLENZA MASCHILE COME PRIMA CAUSA DI MORTE DELLE DONNE E’ UNA MENZOGNA! E’ UNA BALLA COLOSSALE!!
NON E’ VERO CHE UCCIDE PIU’ DEL CANCRO O CHE UCCIDE PIU’ DEGLI INCIDENTI STRADALI!
Io capisco lo sconforto di voi tutte di fronte a qualche uomo bastardo, ma non fatevi lavare il cervello da chi vuole strumentalizzare un argomento così serio!
Qui un articolo forte, che può sembrare provocatorio.
Scusate lo sfogo ma faccio parte di quelle decine di milioni di uomini seri stufi di essere demonizzati
Faustino (scusa se ometto il “caro”, ma c’è un limite anche alla pazienza), tu intervieni sulla questione della violenza di genere segnalando un testo in cui si paragona il “telefono rosa” (che raccoglie in tutta Italia le richieste d’aiuto delle donne maltrattate e/o diversamente abusate) al ministro nazista della propaganda, Goebbels, con toni che ricordano sinistramente – loro sì – il “minculpop” del passato regime fascista – deputato a diffondere tra il popolo inesperto le “corrette opinioni” – apoteosi politico-culturale dell’ideologia patriarcale di marca nostrana.
Non entro nel merito di quanto esposto in un articolo di cui non vedo altro obiettivo se non quello di far passare le donne che gettano l’allarme sui dati del femminicidio in atto in ogni parte del mondo, per visionarie, bugiarde, … isteriche. Niente di nuovo. Con gli stessi oltraggi si è tentato di fermare il movimento delle donne fin da sempre. Ricordi le suffragiste che reclamavano il diritto di voto denominate (e il termine è ancora moneta corrente) “suffragette”, tanto per ricondurle a quel tanto di civettuolo femminino, che da sempre inchioda le donne a dipendere dalla protezione dei maschi padroni? Ma non mi interessa qui aprire un altro scenario. Ti ricordo che è l’OMS e il Consiglio d’Europa (quasi tutti maschi, lì dentro) a mettere in relazione la violenza di genere e le cause di morte per le donne in tutto il mondo, senza contare le campagne di Amnesty International, se i documenti di marca femminil-femminista ti risultano sospetti. In ogni caso, per non voler sembrare eludere la questione sollevata dall’articolo, rispetto a quanto l’Istat avrebbe dichiarato in proposito, segnalo un ulteriore possibile approfondimento, che puoi scaricare da qui.
Ma poiché è di vite e non di numeri che si parla, vorrei sapere dentro quali dati inseriresti i casi di Carmela (13 anni di Taranto), Valentina (29 anni di Torino) Valeria (34 anni di Milano) – e anche qui l’elenco sarebbe tragicamente ben più lungo da riportare – che si sono suicidate in seguito allo stupro subito, anche a distanza di tempo dallo stesso, perché la violenza è un male che corrode e dal quale non si guarisce mai. Molto più mortale del cancro, anche quando a morire non sono direttamente i corpi, ma l’energia vitale che li anima.
Per concludere , vorrei però rivolgermi alle donne che navigano a vario titolo in questo blog: perché lasciate agli uomini di dire la parola che oltraggia e dileggia non solo la sofferenza ma anche la dignità delle donne, senza sovrapporre le vostre – le nostre – parole, che nascono da esperienze e vissuti di cui la nostra genealogia di genere conserva l’intima memoria?
Mi permetto di fare mia una frase tratta dal manifesto di Rivolta femminile stilato da Carla Lonzi negli ormai lontani anni ’70 e che spero possa rappresentare anche il punto di arrivo di tante donne stanche di non essere rappresentate dallo scenario sociale, se non come vittime o complici: “Abbiamo guardato per 4000 anni: adesso abbiamo visto!!“
Silvana scrive:
” segnalo un ulteriore possibile approfondimento, che puoi scaricare da qui.”
Spero sia un malfunzionamento temporaneo, ma da lì (qui) non si riesce a scaricare. Spero che non sia un’altra mossa dell’ISTAT che abbia voluto far scomparire un documento “vergognoso”; e sì! perché è già successo:
L’ISTAT, MOLTO OPPORTUNAMENTE, dopo solo un paio di giorni, ha fatto sparire dal suo sito il questionario che ha portato al risultato fasullo dei MILIONI di donne vittime di violenza domestica. Già, perchè dal quel questionario emergeva che un marito, anche se aveva detto una sola volta alla moglie che la minestra era salata (criticato il modo di cucinare), le aveva fatto una violenza; così pure se non le aveva detto che la nuova acconciatura era carina.
Ma è così bello poter dire 7 MILIONI!; 14 MILIONI!
TUTTE VITTIME! meno male che si sono salvate: mia madre, mia sorella, le mie cugine e la quasi totalità delle donne che conosco. Sarà un caso?
@max: dal link indicato si scarica il Testo integrale della ricerca dell’ISTAT sulla “Violenza e maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia”.
In caso di eventuali problemi di connessione, perché solo di questo si tratta, tutta la documentazione, comunque, la si trova accedendo a questo link:
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070221_00/
Nello specifico ci sono i seguenti documenti:
* Testo integrale
* Nota metodologica
* Strategia di campionamento
* Tavole
* English version
nonché tutte le indicazioni su chi contattare per avere tutti i chiarimenti necessari.
Gentile Graphe.it, grazie. Come dicevo cerchereste invano la fonte primaria delle rilevazioni: LE DOMANDE! Prima pubblicate poi in tutta fretta fatte scomparire, ma c’è chi le ha conservate gelosamente…..
Con lo stesso tipo di domande, un giorno non lontano potreste avere la sorpresa di scoprire che praticamente tutti gli uomini in ambito domestico subiscono violenze.
Chi ama la verità non può fermarsi ai numeretti, le persone accorte ed intelligenti sanno benissimo che le statistiche e i metodi di indagine hanno mille risvolti, esse sono fatte anche per fregare il prossimo.
Un piccolissimo esempio:
di quella indagine ISTAT (commissionata da una parte direi “interessata”), si sa che la DI GRAN LUNGA MAGGIOR PARTE delle aspiranti intervistate via telefono, non hanno ritenuto di rispondere al questionario sulla violenza domestica.
Domanda: non è giusto supporre che, le donne vittime di violenza hanno aderito alla richiesta ben volentieri e le non vittime (se non tutte in larga parte) hanno preferito continuare a cucinare?
Se solo ipotizzassimo che la metà di quelle che hanno rifiutato l’intervista lo abbiano fatto perchè non avevano nulla da recriminare, solo per questo le percentuali calerebbero drasticamente.
Ma a voi non importa nulla indagare, i numeretti sono più simpatici così.
Rimane il fatto inspiegabile che la mia parentela e i miei conoscenti, sono tutte mosche bianche. Scommetto che anche per voi è lo stesso.
Un altro esempio di come “si danno i numeri”.
diffondono in questi giorni i mass media:
“oltre 14 milioni le donne hanno subito violenza fisica, sessuale, psicologica nel corso della vita”
Vi sorprenderà, ma non ho dubbi al riguardo, sono PERFETTAMENTE D’ACCORDO!
però
Volete voi che i 27 milioni circa di maschi italiani nel corso della loro vita non hanno MAI subito una violenza psicologica o fisica? ne esisterà qualcuno che non ha mai preso uno schiaffo da ragazzino; una pedata; una graffiata con le unghie; un cazzotto durante una partita di pallone; il lancio di una scarpa da una moglie; una violenza psicologica dal partner o nell’ambiente di lavoro?
La risposta la conoscete è: chiunque almeno una volta!
quindi, con la stessa logica sarebbe lecito divulgare:
“27 milioni di italiani hanno subito nel corso della loro vita una qualche violenza”.
Allora, dite anche voi che è tutto condotto in modo
COMPLETAMENTE RIDICOLO.
Con tutta la solidarietà alle vittime vere di violenze maschili e femminili.
Sono troppo amareggiata offesa da tanta volgare violenza verbale!
Non sono una lettrice del vostro blog, in realtà sono antiquata e la forma di comunicazione che prediligo è quella diretta, in cui posso sentire ‘l’odore’ delle parole, poggiare la mano sulla spalla di chi interloquisce con me, o – solo se necessario – protestare, alzando la voce…e andarmene.
Per questioni di lavoro, mi occupo di formazione (e di dislessia), ho visitato alcuni siti dove trovare storie, racconti, esercizi di scrittura … incontro il vostro blog-magazine. Mi attira.
Leggo, rileggo con interesse le pagine scritte da Silvana in uno stile chiaro, piano direi sobrio.
Ed ecco l’analisi pacata ma ferma di bellimbusti al potere che comunicano, ahimé attraverso luoghi comuni, becere ovvietà consolidate, conferma dell’esistente, viagra per sopperire alla profonda impotenza culturale maschile!
Continuo a leggere gli interventi successivi, cara silvana che grande pazienza … è vero che il tema l’hai lanciato tu e perciò devi rispondere con garbo, ma c’è un limite a tutto: negare una realtà (la violenza di genere) così pesantemente evidente, no!
Non posso continuare…rimango a l l i b i t a s t u p e f a t t a b l o c c a t a!!!
Questo è negazionismo all’altezza, o meglio basso, spregevole quanto quello relativo alle dichiarazioni d del vescovo lefebvriano Richard Williamson che – in un’intervista che si può ascoltare anche su you tube – ha sostenuto che le camere a gas non sono mai esistite.
I N A C C E T T A B I L E … d’altronde di che ci meravigliamo amiche di graphomania gli elementi costitutivi ed aggiornati del ‘patriarcato’ ci son tutti: dio, patria (con il volto di Berlu…) e voyeurismo nostrano. Evviva, non manca proprio nulla!
Forza donne con penna e calamaio destrutturiamo l’impero simbolico maschile, chiedo troppo?
Un caro saluto a Silvana.
x paola palazzoli
Pare che nessuno abbia negato l’esistenza di violenze da parte di uomini, (NON degli uomini).
Leggevo da qualche parte che gli uomini in Italia sono circa 27 milioni, se Lei somma le VERE VIOLENZE (nel senso di violenze di un minimo di gravità) annuali, arriverà a numeri di alcune centinaia o qualche migliaia. Le sembra giusto coinvolgere 27 milioni circa di innocenti?
La precedo puntualizzando che non mi sembra il caso di considerare “VIOLENZE” una sgridata, o una spinta, altrimenti, mi creda dovremmo dire che tantissime donne sono violente.
E’ la mancanza di equilibrio che non accetto. Come persona che si interessa del problema e che legge dati e statistiche attendibili dall’Italia e dall’estero, arrivo alla conclusione che l’uomo commette un munero maggiore di violenze fisiche rispetto alla donna, un rapporto corretto sembra essere 4-5:1.
Quello che è inaccettabile è che:
1°) nessuna di voi assolve i quasi 27 milioni di
innocenti, ovviamente non presenti nei notiziari
2°) nessuna di voi vuole documentarsi seriamente per
scoprire che un quarto o un quinto delle violenze
fisiche vi appartiene.
Ascolta Max, partecipi con i tuoi scritti ad uno spazio (‘blog’) letterario, culturale per ciò stesso non puoi abdicare alla tua sensibilità, alla comprensione profonda delle relazioni umane, di cui la violenza di genere è espressione, ahimè, fondante e terribile ad un tempo… .
Comincia – se vuoi – a rileggere “Il secondo sesso” (Simone de Beauvoir).
Oggi sono troppo triste per sostenere qualsiasi confronto…ancora una volta è sul corpo di una donna che si è riversato, vomitato schifosamente l’insieme delle parole che dovrebbe invece testimoniare il normale svolgimento della vita sociale, culturale e politica (giuridica) del nostro paese.
Penso di non scrivere più, fatico molto a parare i colpi!
Paola
Gentile Paola, mi astengo da proporti a mia volta alcune letture, ti assicuro che c’è tanto da leggere anche sull’altro versante. Mi astengo dal leggere e non seguo il tuo consiglio perché la mia prima testimonianza, quella di gran lunga più attendibile è: quello che mi consta direttamente.
Per il resto certe letture sono come certe statistiche: create con un preciso intendo da persone di dubbia imparzialità.
Oggi non sei in vena perché una povera donna ha subito quello che ha subito……
Potrei raccontarti di un uomo che ha subito quello che ha subito……., tutto documentabile, un mio amico, tradito dalla moglie con tre amanti contemporaneamente (in questo caso si dice che sicuramente lui la trascurava o era violento; peccato che non era così); mandato in carcere dalla stessa con l’accusa risultata falsa di atti di libidine sulla figlia, arrestato da un funzionario di polizia che usciva di notte con la dolce metà, assalito tre volte a mano armata dalla moglie ora sotto processo*; ma mi fermo qui! sono cose che a te non piace sentire, per te è più bello che la violenza sia SOLO maschile, è più bello poter pensare che TUTTI gli uomini sono violenti.
*caso isolato? allora vatti a rileggere quel blog. Ma non commettere l’errore di pensare che lì siano riportate TUTTE le notizie di violenza femminile, se accadono cose come: 4/5 delle denunce di maltrattamenti inventate dalle mogli (fonte Procura di Bergamo); 90% dei supposti abusi sui figli falsi (quelli denunciati dalle mogli), nessuno parlerà mai di queste cose come di “Violenza”, anche se un uomo ne esce ingiustamente distrutto,
E’ SOLO UN UOMO!
Sono una donna e francamente una cosa ho sempre detestato, che in virtù del fatto di essere nata con due cromsomi X, si desse per scontata la mia vulnerabilità e debolezza. Non sono debole, non sono fragile, non sono dipendente, non sono inferiore a nessuno e, per dio, tanto meno sono una vittima.
Basta con il vittimismo dilagante di alcune donne. se ti educano e ti trattano come una vittima, finirai per sentirti tale, e da vittima vivrai.
Gli stupri e la violenza sono sempre esistiti, in qualsiasi società, cultura, epoca. parlare adesso di emergenza mi sembra assurdo. L’unica cosa che è cambiata è che, adesso finalmente, le donne hanno il coraggio di denunciare soprusi e atti di vioelnza che prima venivano taciuti, addirittura giustificati, considerati normali ed invitabili, in quanto fisiologica espressione delle connaturata virilità del maschio (italico o meno poco importa).
Vogliamo risolvere il problema della violenza e dello stupro inv ia definitiva? sarebbe come voler costruire un mondo dove regna la pace, dove non esistono disegualgianze e ingiustizie. In pratica è un’utopia. La violenza e lo stupro non saranno mai debellati totalmente. Con questo ovviamente non voglio giustificare un atto ignobile e raccapricciante di cui sono vittima milioni di donne in tutto il mondo. Sono una donna, e non potrei mai essere insensibile di fronte a tale argomento. ma mi rifiuto di cedere alla cultura del terrore, mi rifiuto di rinunciare a vivere liberametne la mia vita. La cultura del terrore, che rappresenta le donne come vittime sacrificali degli uomini, non fa altro che alimentare nelle donne la fallace convinzione di essere impotenti, deboli e indifese. il risultato non è una maggiore sicurezza eprotezione dell0universo femminile, ma al contrario un’ulteriore tendenza a far si che le donne si sentano insicure e spaventate. E si sa che la paura è una delle migliori forme di controllo. Inoltre la cultura del terroe non fa altro che esacerbare la divisione tra due mondi, quello maschile e quello femminile, che anzichè contrapporsi dovrebbero integrarsi e counicare. Se iniziamo a vedere in ogni uomo che ci sta accanto (nei padri, nei mariti, nei fratelli, negli amici) dei potenziali carnefici, allora davvero abbiamo perso ogni possibilità di migliorare la nsotra condizione.
Sono completametne d’accordo con chi affermava che la prevenzione della vioolenza, in tutte le sue forme, passa attraverso l’educazione (intesa in senso ampio). ma non vi può essere educazione senza integrazione e collaborazione. Invece di vedere negli uomini dei nemici, dovremmo vedere in loro degli alleati, dei compagni. Ma se inizia a radicarsi la convinzione che un uomo , solo in quanto dotato di pene, è un violento ed uno stupratore, allora rishciamo davvero di travisare completamente la realtà dei fatti.
Gli stupratori sono dei criminali e come tali vanno trattati.
Iniziamo noi donne ad educare i nostri figli maschi affinchè diventino dei veri uomini, rispettosi delle donne, sicuri di se stessi, che possano mostrae la loro virilità e forza senza il bisongo di sopraffare, denigrare, sottomettere o vessare le donne o qualsiasi altra persona. insegnamo alle nsotre figli a diventare delel donen forti, sicure indipendenti, consapevoli delle loro capacità. Non inculchiamo nelle loro giovani menti la paura verso tutti gli uomini, non convinciamole che in quanto donne saranno delle vittime predestinate. Insegnamo loro la prudenza, la lungimiranza, la capacità di scegliere in maniera autodetermianta cosa fare della loro vita, la fiduzia nella loro forza d’animo.
Solo cosi possiamo contribuire a ridurre drasticamente fenomeni tanto abbietti e odiosi.
Per fortuna che esistono ancora donne serene ed EQUILIBRATE come Estel.
Cambiando in parte argomento, chiedo alle donne che leggono:
E’ vero, o non è vero che prima di uscire di casa vi fate belle e se gli uomini vi guardano ne siete appagate e contente?
E’ giusto che se poi un uomo vi guarda “troppo” debba essere denunciato e condannato ad alcuni mesi di reclusione?
Se non lo sapete, e proprio quello che è successo ad un uomo qualche mese addietro; si era permesso di guardare “insistentemente” una donna nello stesso scompartimento.
nota:
a)- non le ha rivolto la parola
b)- non l’ha toccata
c)- non ha fatto gesti
d)- Per la valutazione che aveva guardato “troppo” al
giudice è bastato quello che aveva detto la signora.
Pare che il tutto sia stato considerato come violenza sessuale o simile.
Non sarebbe meglio chiarire per legge quanti secondi sono concessi?
p.s. ovviamente anche la condanna di quell’uomo farà
statistica sulle violenze patite dalle donne.
[...] e stranieri, in modo che queste non denuncino il fenomeno. Spesso anche da parte del Governo che tende a banalizzare il fenomeno. Infatti solo una donna su 4 ha coraggio di presentare una denuncia per [...]