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Il gioco delle nuvole. Una recensione

 

 
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In sintesi

Una recensione a Il gioco delle nuvole di Silvana Sonno, pubblicata da maxvicius su LiBlog *** Il romanzo di cui ci occupiamo questa settimana è Il gioco delle nuvole di Silvana Sonno, scrittrice che vive e lavora a Perugia; e proprio a Perugia sono ambientate gran parte delle vicende del libro, che si dipanano tra […]

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pubblicato mercoledì, 11 febbraio 2009 da

 
La nostra recensione
 
 

Una recensione a Il gioco delle nuvole di Silvana Sonno, pubblicata da maxvicius su LiBlog

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Il gioco delle nuvoleIl romanzo di cui ci occupiamo questa settimana è Il gioco delle nuvole di Silvana Sonno, scrittrice che vive e lavora a Perugia; e proprio a Perugia sono ambientate gran parte delle vicende del libro, che si dipanano tra la città umbra, Torino e Frascati, in un continuo gioco di rimandi e intrecci di storie.

L’intero libro è intessuto di rimandi e il titolo stesso fa riferimento alla passione della protagonista M. per il cielo, che ama osservare per trovare analogie tra la forma delle nuvole e quelle delle creature terrene come in un continuo gioco di specchi.

Al centro del romanzo c’è, almeno apparentemente, la storia d’amore tra M. e Z., due personaggi dal vissuto complesso e per molti versi simile. Entrambi sono in lotta con i fantasmi del loro passato, un passato ingombrante, pieno di punti oscuri e che irrompe prepotentemente nel loro idillio.

Come già accennato sopra, la relazione tra i due giovani non è effettivamente il motivo portante del libro, quanto un espediente che permette a Silvana Sonno di indagare in un microcosmo familiare letto al femminile, nel quale si muovono M. e sua madre (impegnata in una relazione con un’altra donna), la zia Carolina (sposata con Giuseppe, poco più di una simpatica macchietta) e Guido, il padre di M., che non interagisce mai direttamente con la protagonista, ma viene solo evocato e raccontato per fare luce sulla biografia della moglie e della figlia.

Un altro modo per descrivere Il gioco delle nuvole è quello di definirlo un romanzo sull’assenza, assenza dei padri innanzitutto e degli uomini più in generale. Ciò vale per Guido, ma anche, e soprattutto, per il padre di Z.

In effetti l’universo maschile non esce molto bene dalle pagine di questo libro: idealisti incapaci di fare i conti con le proprie responsabilità o, a voler essere clementi, così dediti alla causa da sacrificarle tutto, millantatori, grigi borghesi benpensanti o trentenni dalla sessualità confusa e irrisolta, gli uomini del gioco delle nuvole fanno una ben magra figura al cospetto della straripante vitalità e del coraggio che le donne dimostrano nell’affrontare le avversità che trovano sul loro cammino.

Le pagine del romanzo della Sonno scorrono via in modo rapido e piacevole, nonostante il tema trattato non sia dei più leggeri, ma il merito maggiore dell’opera sta nello sguardo tutto al femminile che la caratterizza dalla prima all’ultima parola e, per l’appunto, nella capacità di tratteggiare delle figure di donne molto credibili.


Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)


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