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pubblicato sabato, 28 febbraio 2009 da Susanna Trossero in Recensioni
 
 

Critica letteraria


Gloria Ghioni, una delle amministratrici del blog Critica LetterariaNell’immenso mare dei blog in cui si parla di se stessi, Critica letteraria è invece un blog in cui si parla degli altri, un punto d’incontro tra ciò che si scrive e ciò che si legge, senza distinzione alcuna tra autori conosciuti e non, tra giovani o affermate case editrici e senza particolare predilezione per quel libro o quell’altro. Ampio spazio dunque alla parola scritta, unica vera protagonista in queste ricche pagine.

La domanda che vorrei fare a Gloria Ghioni, una delle amministratrici del blog, è forse banale ma la curiosità mi spinge a farla comunque: com’è nata quest’idea e quando?
Assolutamente per caso. Nel 2003-2004 avevo un blog privato sulla piattaforma di Tiscali: scrivevo recensioni e inviti alla lettura. Il mio obiettivo fermare qualche idea, da rileggere a distanza di tempo, per ritrovare un libro e le impressioni che ha avuto su di me. Poi mi sono accorta che gli amici se ne interessavano, interagivano e diventava difficile aggiornare il blog a scadenze accettabili. Così, quasi per gioco, ho proposto a Laura Ingallinella di unirsi a me. Dal nostro sodalizio d’amicizia e di letteratura è nato lo zoccolo duro di Critica Letteraria. Solo sulla piattaforma di Blogspot abbiamo poi creato la vera e propria “equipe” letteraria: siamo quasi tutti studenti o laureati nelle materie più disparate, accomunati dalla passione per la lettura e la buona scrittura.

Decidere di recensire un libro significa dedicargli grande attenzione e obiettività, ma occorre anche tanto amore per la letteratura. Secondo te è vero che se giudichi un libro, non hai tempo per amarlo?
No, credo sia proprio il contrario: sviluppare uno spirito critico durante la lettura porta a diventare più selettivi, è vero, ma solo così si penetra davvero nella pagina scritta. Lasciarsi coinvolgere dalla trama e basta, a mio parere, significa sminuire il lavoro dello scrittore. D’altra parte, pensarla diversamente contraddirebbe i miei studi filologici!

Ramòn Gòmez De La Serna ha detto: “Il libro è il salvagente della solitudine”. Per te cos’è?
È una domanda molto intelligente, ma non è facile rispondere. Se parliamo di manualistica o saggistica, diventa semplice, tutto si concentra (o almeno dovrebbe) allo scopo didascalico. Ma se parliamo di romanzi, la questione si complica. Un romanzo per il lettore è un universo nuovo, chiamato ad arricchire, forse a modificare la quotidianità, oppure talvolta aiuta ad apprezzarla. Per lo scrittore, invece, credo sia innanzitutto una sfida: verso di sé, verso il pubblico e soprattutto verso una tradizione che ha detto così tanto da rendere difficoltosa – o addirittura quasi impossibile – la novità. Se dovessimo parlare di poesia, il discorso è ancora più complesso, specialmente ai nostri giorni: tutti sembrano essere poeti solo perché fanno precedere l’aggettivo al sostantivo. Poesia vera è, invece, immersione intima nel contenuto, ammirazione della forma, estasi del suono e, a volte, morso di riflessione. Mi scuso per eventuali punte di polemica, ma è inevitabile osservando il trend dei bestseller degli ultimi anni…

Con questa interessante iniziativa, avete raggiunto il vostro obiettivo, ovvero – per citare una frase del blog – “risollevarci dal menefreghismo letterario”, o c’è ancora tanta strada da fare?
Tantissima strada è ancora da fare. Innanzitutto, vorremmo entro un paio d’anni trasformare il blog in un dominio registrato, e fare di questo progetto qualcosa di più grande e noto. Nel marasma di siti, è purtroppo difficile distinguersi, ma noi offriamo una possibilità che non molti danno: recensiamo anche autori emergenti, prepariamo interviste nella nostra sezione Il Salotto, e lasciamo che si presentino al pubblico.

Vorremmo anche aprire presto alcune rubriche, ad esempio dedicate alla poesia contemporanea, e al legame tra film, teatro e letteratura.

Di recente, ho presentato a nome di Critica Letteraria un libro nella mia città, Pavia, e spero che l’occasione si possa presto ripresentare.

E poi, in tutta sincerità, c’è l’obiettivo più utopistico: sperare che Critica Letteraria divenga un angolo di consigli di lettura, spassionati e non intellettualistici, ma anche precisi, per un pubblico allargato. Mi piacerebbe molto che i nostri articoli suscitassero anche discussioni intelligenti (e non gratuite, come invece accadde in seguito al pungente commento di Laura all’osannato Twilight): potrebbe essere una vera fonte d’arricchimento e di scambio.

È stato detto che per conoscere davvero qualcuno, non ci si deve limitare a scoprire cosa legge, ma soffermarsi su cosa rilegge. Cos’hai riletto nella tua vita e perché?
Ho riletto poco, purtroppo, e quasi sempre per mancanza di tempo e per la fame di divorare pagine ancora sconosciute. Il libro che in assoluto ho letto più volte è stato I promessi sposi manzoniani: per studio ma sempre con piacere (credo di aver terminato la quarta rilettura). Per quanto riguarda la poesia, sinceramente, ho smesso di contare le riletture: ci sono alcune opere che conosco quasi a memoria. Tra gli italiani, Eugenio Montale, Umberto Saba ed Elio Pagliarani; più recentemente mi sono lasciata conquistare da Amelia Rosselli. Vecchie passioni erano Pedro Salinas e Pablo Neruda, ma anche un certo Garcia Lorca: ogni tanto ritrovo ancora emozioni mie sulle loro pagine.

Gloria Ghioni scrive?
Sì, è così. E spero anche di pubblicare, prima o poi. Ma gli studi letterari e filologici hanno davvero minato le poche sicurezze precedenti: è stato accorgersi di quanta preparazione ed esperienza ci voglia, per preparare un’opera degna di non figurare solo nei supermercati. La penso ancora come Orazio, quando scriveva nelle sue Satire: “O preferiresti che le tue poesie fossero dettate nelle scuole elementari? Non io”; ovvero non cerco solo un romanzo che venda, ma qualcosa in più. E per far questo occorre crescere e maturare, ma anche avere tempo da dedicare solo alla scrittura. È un’idea che mi è balenata poco tempo fa: prendere tre mesi per me, sparire in un posto dove avrei sempre voluto abitare, e finalmente riscrivere un romanzo che tengo in qualche vecchio file. Nel frattempo, continuo a scrivere su blog (il vecchio Anathea e il più recente Gloria Ghioni)

Per concludere, nessuna domanda, solo uno spazio tutto tuo perché tu possa dire ai nostri lettori ciò che desideri, sul blog “Critica letteraria”.
Vorrei innanzitutto ringraziarvi per la possibilità che state dando al nostro blog di collaborare con la vostra casa editrice. È davvero un piacere, anche perché abbiamo avuto l’occasione per conoscere persone valide non solo professionalmente (qualità ormai rara). Ci auguriamo che questo legame letterario possa continuare e, addirittura, arricchirsi: ricordo a nome di tutti che stiamo sempre cercando collaboratori, che non chiediamo i curricula, ma bastano amore per la lettura e una buona capacità comunicativa. Intanto… Buona lettura a tutti!


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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