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pubblicato domenica, 15 marzo 2009 da Susanna Trossero in Recensioni
 
 

Le città invisibili


Logo del blog Le città invisibili

Giovanni Luigi Francesco Fiabane, nome lunghissimo e quasi imponente, comprendiamo il tuo “per gli amici Chicco”! Sei il presidente de Le città invisibili, libera associazione di lettori, che ha portato nella cittadina di Carbonia una ventata di nuovo colmando un vuoto, almeno a giudicare dall’accoglienza positiva di persone e stampa e dal numero di visitatori del blog. Direi dunque che si possa definire un successo.

Vuoi raccontarci tu di che si tratta?
L’Associazione Le città invisibili nasce dall’iniziativa di un gruppo informale d’appassionati di lettura e di scrittura (giovani studenti, insegnanti, professionisti, lavoratori) che condividono l’esigenza di movimentare la vita culturale della città in cui vivono. È ufficialmente costituita come associazione di volontariato onlus dal mese di agosto 2008. I nostri eventi sono volti a coinvolgere sia i “lettori” che i “non lettori”, all’interno di un contesto informale, nella speranza che la nostra passione per i libri possa essere contagiata, attraverso serate che uniscono lo stare insieme alla lettura, la musica, il buon vino… Forse per questo i nostri sostenitori sono sempre più appassionati ed assidui e di volta in volta più numerosi. Fin dai primi incontri, presso l’accogliente locale Caribana Bar di Carbonia scelto come luogo di ritrovo e punto di riferimento per l’immancabile appuntamento mensile del venerdì, si è voluto fare in modo che il ruolo di protagonista fosse dato a coloro che di volta in volta ci premiano con la loro presenza, tentando di coinvolgere con eventi sempre legati all’arte, mai seriosi seppur non superficiali, divertenti e con l’intento di creare un ambiente  “familiare” nel quale passare momenti di distensione tra persone che condividono le stesse passioni.

“Le città invisibili” è un nome interessante; si tratta solo di questo o ha un significato?
Il nome scelto per l’associazione, oltre che un omaggio ad un grande scrittore del nostro tempo, Italo Calvino, sta anche ad indicare la convinzione che esistano molte persone e cittadini interessati alla cultura ma che, per diverse ragioni, non trovano una possibilità di aggregazione e si sentono pertanto come componenti di una città invisibile la quale, tuttavia, vive e coltiva i proprio interessi nel ristretto ambito personale. Tali difficoltà sono ancor più sentite per quei soggetti che vivono problemi di natura sociale, economica o personale di vario genere (ragazzi in condizione di disagio, disoccupati, diversamente abili ecc.), che si sentono ai margini della società e non trovano l’occasione per mettere a frutto i propri tale e le proprie passioni.

Lo scorso 6 marzo sono stata stata come scrittrice di una serata letteraria de Le città invisibili, e mi ha colpito il clima: si respira amore per la lettura e per la scrittura e ci si sente davvero tra amici. In proposito chiedo a Giovanni quali sono le difficoltà incontrate nel portare avanti le iniziative:

“Credo che difficoltà vere e proprie non ne esistano realmente, almeno per il momento. Probabilmente il fatto che ancora ci autofinanziamo e che i nostri eventi si svolgano in un locale pubblico eliminano eventuali problematiche legate alla richiesta di finanziamenti e di location. I calendari dei nostri eventi, sono molto elastici e flessibili, realizzati in funzione delle opportunità e necessità che possono presentarsi. Per quanto riguarda le normali difficoltà che si incontrano durante l’organizzazione… quelle non le consideriamo difficoltà: in effetti fanno parte del gioco. Insomma, siamo fortunati!”

Tu sei anche uno scrittore, vuoi raccontare di te ai lettori di GraphoMania?
Bene, allora colgo l’occasione per pubblicizzare le mie, di passioni! Ho pubblicato, con le edizioni Il Filo, la poesia Amarezza nell’antologia Navigando nelle Parole vol 19 (2005), un racconto dal titolo L’albero delle mele d’oro (2005) – medaglia d’argento al premio Marengo d’oro – ed I racconti dimenticati del vecchio vagabondo cantastorie (2006) che possono essere considerati il seguito, un romanzo dal titolo Il vello d’oro (2006), primo di una trilogia. Ho delle poesie pubblicate nell’antologia Toffia – Poesia in libertà (Arti Grafiche Nobili Sud, Rieti, 2006, 2007 e 2008). Collaboro con il settimanale La Gazzetta del Sulcis-Iglesiente nel quale curo la rubrica Sardegna in libreria. A settembre è prevista l’uscita di un romanzo scritto a quattro mani con un carissimo amico, non posso dirvi il titolo dal momento che ancora non abbiamo deciso.

A questo punto siamo curiosi: il progetto più ambizioso della vostra associazione, per il futuro?
Intendiamo continuare a perseguire l’obiettivo principale, e cioè quello di favorire l’inclusione sociale attraverso la promozione e l’organizzazione di attività culturali di varia natura: reading letterari, incontri e presentazioni di autori e scrittori di livello locale, nazionale ed internazionale, mostre artistiche di vario genere, convegni, conferenze, dibattiti, seminari, proiezioni di film e di documentari, concerti, laboratori, tutto ciò che possa insomma valorizzare i talenti del territorio e offrire loro la visibilità che meritano. E per farlo ce la metteremo davvero tutta, spinti non solo dalla nostra passione ma anche da quella di coloro che ci stanno seguendo, e che ci fa andare avanti con grande entusiasmo!

Allora ti salutiamo con un caloroso in bocca al lupo, ringraziandoti per aver accettato di scambiare due chiacchiere con noi di GraphoMania, uniti a te dallo stesso grande amore per il mondo dei libri.


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, sta lavorando a un romanzo e ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.