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pubblicato lunedì, 30 marzo 2009 da Graphe.it in Editoriale
 
 

L’editore e l’autore


Editoria

“In un Paese di grafomani, un editore lo si dovrebbe giudicare da quel moltissimo che rifiuta piuttosto che da quel tanto che pubblica”.

Così afferma il professor Enrico Mistretta, docente di Sociologia ed esperto di promozione culturale per il Ministero degli Esteri, a Roma e a Bruxelles, nel suo libro L’editoria. Un’industria dell’artigianato (Il Mulino, Bologna 2006, pag. 45). Un’affermazione interessante sotto diversi punti di vista:

  • per gli editori che sono invitati a valutare onestamente il proprio lavoro;
  • per gli autori che, a volte, confondono editoria con tipografia e quantità con qualità;
  • per i lettori che scelgono i libri che leggono, forse spinti più dalla pubblicità.

Però è pur giusta l’aspirazione di un autore che vorrebbe vedere pubblicato il proprio testo, che senza dubbio è stato frutto di fatica, ricerca, impegno…

Come conciliare, secondo voi, questi due aspetti, quello, cioè dell’editore che deve dire dei noi e quello degli autori che vorrebbero sentire dei sì?


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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)








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