0
pubblicato mercoledì, 15 aprile 2009 da Susanna Trossero in Recensioni
 
 

Liblog: intervista a Livia Di Pasquale


Livia Di Pasquale“Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato”.  Così si presenta ai viandanti della rete Livia Di Pasquale, editor di Liblog, il cui requisito fondamentale è associare coloro che scrivono per il puro piacere di farlo e per gli altri.

Il tuo morbo, Livia, è per noi di GraphoMania un male davvero interessante, dunque vorremmo parlarne con te. Spiegaci i sintomi in maniera più dettagliata, ovvero cos’è per te un libro? Per alcuni evasione, per altri studio, per altri ancora una zattera contro la solitudine… Per te?
I sintomi sono tanti; disordine in primis: con tutti i libri che ho impilato nei posti più strani non so mai dove ho poggiato le chiavi di casa! Poi c’è l’imbarazzante capacità di scordare i nomi delle persone ma ricordare per filo e per segno cosa succede in libri letti magari qualche anno fa. Sintomi non gravissimi, ma sempre presenti.

Per me il libro è una passione, che passa dall’oggetto in sé al contenuto senza soluzione di continuità. Una mania, insomma, di cui ho fatto doppiamente il mio mestiere: da un lato come lettore per Liblog, dall’altro come editore con Tanit.

Liblog è un “luogo” in cui si incontrano libri grandi e piccoli letti da chi li ama, così è scritto, e voi vi prefiggete lo scopo di mettere in contatto il lettore con il libro che lo sta aspettando. Tutti noi, abbiamo incontrato nella vita un libro particolare, che in qualche modo ci ha accompagnati o educati o ancora consolati. Il tuo grande amore, il libro mai dimenticato, qual è?
Le Finzioni di Borges: tutto ciò che è possibile scrivere ha raggiunto il suo apice di perfezione lì. È il libro che ha cambiato la mia vita e mi ha svelato la mia vera passione, indicandomi il mio percorso.
È una scelta sofferta, però, indicare un solo libro: tanti libri mi hanno segnata, in modi e tempi diversi.

Che rapporto hai, invece, con lo scrivere?
Incredibilmente questa domanda si lega alla precedente: prima delle Finzioni scrivevo. Ero una aspirante scrittrice mediocre e presuntuosa, come ogni adolescente che si rispetti. Dopo le Finzioni ho smesso, riservando alla scrittura il ruolo di memoria: scrivo le impressioni, specialmente olfattive, dei miei viaggi, reportage che solo io posso decrittare (probabilmente se il mio taccuino da viaggio cadesse in mani di uno studioso penserebbe che scrivo poesie post-ermetiche). Di recente ho iniziato a collaborare al progetto di blog-story Sebastiano e Cosetta, ma è un tipo di scrittura più strumentale, volta a parlare di temi che mi stanno a cuore, non è da considerarsi un esperimento d’Arte.

Visitando Liblog, ci si imbatte in rubriche invitanti che spaziano in tutto ciò che circonda la parola scritta, senza esclusione alcuna: conversazioni con gli autori, con gli editori, concorsi ed eventi letterari, recensioni, ma ciò che mi ha particolarmente affascinata è quella che ci porta a curiosare all’interno di un vecchio baule… nelle scoperte più recenti ho visto scritti di Guccini, Machiavelli, si può davvero trovare di tutto, come in una ricca soffitta che ci sorprende ad ogni visita.

Ti è capitato di restare tu stessa ammaliata da qualcosa di singolare che hai “rispolverato” là dentro?
Io amo molto le riletture e le scoperte; il più affascinante ritrovamento, nella mia libreria, è stato Weir di Hermiston, di Stevenson, vero capolavoro incompiuto. Ma, come sempre, la migliore scoperta è quella che ancora non ho fatto…

Ti ringraziamo per averci accompagnato tra le pagine di questo attraente blog, e attendiamo curiosi di scoprire quali sorprese ancora ci riserverà.


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








Potrebbe interessarti anche…