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Il racconto comico: seconda lezione

Scritto da – giovedì, 30 aprile 2009 – 00:057 commenti

Racconto comicoUn drago si imbatte in un cavaliere interamente coperto dalla sua armatura, lo osserva attentamente e poi commenta tra sé e sé:
“Uffa, anche oggi carne in scatola!”

Continua il nostro viaggio nel racconto comico: in questa lezione parleremo di come si crea un personaggio comico.

Uno degli ingredienti principali è la prospettiva comica del personaggio.

La prospettiva comica è il suo modo di guardare il mondo, di osservarlo, di viverlo e quindi di agire di conseguenza: è una prospettiva che differisce di molto rispetto alla percezione “normale” che hanno le altre persone. La comicità si sviluppa proprio grazie a questa prospettiva comica del personaggio che ribalta gli schemi convenzionali.

Per un racconto comico ben studiato, ci vuole una prospettiva comica forte: più è forte la prospettiva, più sarà divertente il racconto.

Per prima cosa dobbiamo quindi staccarci dalla prospettiva comune, altrimenti molto probabilmente otterremo un personaggio (e un racconto) noioso.

Facciamo un esempio: prendiamo un neonato. Il neonato guarda il mondo con occhi nuovi, non lo vede come noi adulti: pensa e ragiona da un’altezza di quaranta/cinquanta centimetri. È quello che succede ad esempio in Senti chi parla, dove siamo in grado di ascoltare i pensieri del bebè. I suoi pensieri ci fanno capire come osserva il mondo, è la sua prospettiva comica: noi la troviamo buffa e divertente (e lui pensa la stessa cosa della nostra).

Dopo aver trovato la prospettiva comica è il momento di trovare dei difetti per il personaggio.

Come per ogni altro genere letterario, i difetti contribuiscono a dar spessore al personaggio, a farlo sembrare reale. In più nel racconto comico servono a creare una certa distanza tra lettore e personaggio: se non ci identifichiamo nel personaggio, possiamo ridere liberamente di lui. Sia quando leggiamo un racconto o guardiamo un film, consideriamo comica una situazione, se questa accade agli altri.

I difetti sono legati al contesto in cui si svolge la nostra narrazione. In un villaggio dove tutte le persone sono goffe e impacciate, se la goffaggine è il difetto del nostro personaggio, questa non emerge, è la normalità. Succede la stessa cosa se raccontiamo di un personaggio “So tutto io” che si iscrive ad un concorso a cui partecipano solo secchioni: in quel contesto è semplice normalità. Cosa succede se, per qualche motivo, un “perfetto asino” riesce a intrufolarsi a questo concorso? Potrebbe esserci lo spunto per un racconto comico.

Possiamo descrivere il personaggio sia pensando in negativo e scegliendo quindi dei difetti, sia in positivo prendendo delle qualità e portandole all’eccesso. Immaginate ad esempio che il vostro protagonista sia un grande seduttore, cosa succederebbe se portaste all’estremo questa qualità? Lasciate correre l’immaginazione e raccontate questa storia, siamo curiosi di leggerla…

Un altro modo per definire meglio il personaggio è giocare sulla differenza tra come lui si vede e da com’è realmente. Provate a pensare ad una persona che si veda come un eroe, ma che invece sia fragile, debole e maldestra. Questo approccio dovrebbe risultare ancora più semplice del precedente nel creare personaggi comici e aiutarvi a spalancare le porte della vostra immaginazione.

Per creare un personaggio comico, ci vuole però un ultimo ingrediente: l’umanità. Se da una parte l’inserimento dei difetti serve per creare una distanza tra personaggi e lettori, l’umanità è importante per creare un legame. Il nostro obiettivo è portare il lettore a provare simpatia per questo personaggio fino ad arrivare a immedesimarsi. Per ogni difetto che diamo al nostro personaggio, serve una dose di umanità della stessa intensità. Come fare?

Dobbiamo dare al nostro personaggio una volontà indomabile: non si deve fermare davanti a nulla pur di cercare di ottenere i suoi scopi.

Vi ricordate l’eroe “senza poteri” di cui parlavamo poche righe sopra? Immaginatelo adesso con tutta la sua indomabile volontà di voler salvare il mondo, anche se sappiamo… fallirà o ci riuscirà grazie a qualche colpo di fortuna.

Quindi, per creare un personaggio comico dobbiamo:

1. scegliere un nome
2. trovare la sua prospettiva comica
3. dargli dei difetti
4. dargli delle qualità che esaltino la sua umanità.

Per finire, la parola magica è esagerare:

1. esageriamo la prospettiva comica
2. esageriamo i suoi difetti
3. portiamo all’estremo la sua volontà indomabile.

A voi la penna adesso e ricordate, il mondo in cui viviamo è un unico, immenso, grande circo…

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