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È giusto dare a Cesare…

Scritto da – giovedì, 21 maggio 2009 – 08:003 commenti

Lame & affiniRiceviamo e volentieri pubblichiamo la testimonianza del dottor Francesco Tassiello e di sua moglie Graziella in merito al racconto Senilità, contenuto in Lame & affini di Susanna Trossero.

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Mi chiamo Francesco Tassiello, sono uno psicologo e partecipo ogni anno ad un Convegno in Calabria, a Vibo Valentia, dal titolo emblematico: La vita è bella anche quando è sera, giunto alla quarta edizione. Si tratta di un convegno multidisciplinare sulla tematica della senescenza. Fin dalla prima edizione sono stato colpito dal titolo poetico del Convegno e mi sono attivato nel dare un contributo, appunto poetico, oltre che teorico, ricevendo un’attenzione particolare da parte degli organizzatori. Quindi il mio impegno è stato mirato alla duplice ricerca, con l’intento di offrire contributi inediti. In prossimità dell’evento congressuale di quest’anno, che si è tenuto nel mese di aprile, una cara amica mi ha fatto dono del libro di una sua altrettanto cara amica: Lame & Affini di Susanna Trossero, nelle cui prime pagine ho trovato, molto casualmente, e leggendo altrettanto casualmente, il breve racconto Senilità, restandone attratto in primis, confesso, dal titolo.

Lo avrò letto poi decine e decine di volte, restandone commosso ogni volta; subito dopo l’ho fatto leggere a Graziella, mia moglie, coinvolta anche lei nella mia ricerca di qualcosa di particolare per l’appuntamento congressuale. Abbiamo individuato alcuni passaggi delicati e significativi che si “innestassero” produttivamente nell’intero contributo congressuale e contattato Susanna Trossero per raccontarle della nostra idea. Così, la costruzione dell’intervento, grazie al racconto Senilità è stata per me Graziella una specie di recita a due voci in cui ci siamo preparati minuziosamente e “professionalmente”, ma anche con una partecipazione emozionale molto intensa, per le aspettative di cui saremmo stati oggetto (la chiusura del Convegno alla presenza delle autorità e dei media). Sto tirando il discorso per le lunghe, solo per dire che gli applausi, molto rari e stringati durante l’intero convegno, sono arrivati copiosi e intensi sia alla conclusione del racconto con le parole ed erano bellissimi, che poco prima, all’intermezzo, inaspettati alla conclusione della lettura del diario della protagonista, l’anziana signora, che segnava la prima parte del racconto. Anche la presentazione della moderatrice, una giornalista che, nell’intervista precedente il nostro intervento ne aveva colto i contenuti, lo aveva preannunciato con toni emotivi, ma è stato poi un susseguirsi di complimenti ed apprezzamenti da parte di tutti, in primis delle autorità presenti. Sono stati in molti a chiedere di avere per sé la relazione, così come gli stremi della pubblicazione.

Ancora oggi, a distanza di molti giorni, sono colto dal piacere e dalle emozioni provate nel vedere il proprio lavoro ascoltato ed apprezzato da un pubblico molto esigente. Per questi risultati mi sento, unitamente a Graziella, molto grato e riconoscente, all’autrice unica e vera della creazione artistica. Grazie di cuore.

Francesco e Graziella

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