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pubblicato giovedì, 2 luglio 2009 da Graphe.it in Recensioni
 
 

Giardini giapponesi in Umbria


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Nei giorni scorsi abbiamo fatto un sopralluogo nei pressi di Perugia per valutare una interessante proposta di presentazione di un nostro libro. Il luogo è incantato e particolarissimo. Ecco una descrizione del sito che abbiamo visitato fatta dal nostro Natale Fioretto (che è anche l’autore delle foto).

Civitella Benazzone è una frazione del comune di Perugia situata a circa quindici chilometri dal capoluogo in direzione nord-est. A quattrocentoquaranta metri sul livello del mare il piccolo borgo domina i torrenti Resina e Ventia ed è immerso in un ambiente naturale di grande pregio. Ogni terra ha un suo respiro mitologico, l’Umbria, verde, elegante, ma mai per studio, trova in queste zone una delle sue migliori esemplificazioni. Campi coltivati a grano che si spingono fin sulla vetta delle colline, qui ancora morbide, olivi e ovunque il verde scuro e compatto delle querce. È come se la mano dell’uomo qui si fosse attardata in altre cure: l’erba si piega verso i cespugli che diventano olivi e poi cipressi e querce. Pochissime case e quelle poche sono casali rosa di calcare e mattoni.

Su di un poggio, appena fuori le mura del borgo, sorgeva l’abbazia di San Paolo in Val di Ponte in posizione dominante eppure nascosta allo sguardo poco attento. La costruzione, risalente ai primi anni del XII secolo, è stata demolita nel XIX secolo per ricavarne materiali da costruzione. Oggi è un’abitazione privata.

Per un caso fortuito ho avuto la possibilità di visitare il sito artistico-naturalistico in compagnia del mio editore, Roberto Russo e della poetessa Anna Rita Armati. L’impressione che ne ho ricevuto è stata fortissima per una serie di effetti studiati che hanno reso il sito dell’antica abbazia un “non-luogo” di impatto visivo superbo. Appena oltrepassato il casale padronale, ci si trova in un ambiente che nulla o poco ha a che vedere con i paesaggi rurali umbri. Un giardino zen, un laghetto in cui nuotano delle coloratissime carpe giapponesi, un’elegantissima costruzione di ispirazione giapponese colgono di sorpresa il visitatore. L’effetto d’insieme è sorprendente nel senso etimologico del termine. Tutto è studiato per ingenerare sorpresa e, a mio avviso, l’unica eco di cosa fosse quel sito, quasi di un evaporato profumo d’incenso, si può cogliere nel silenzio della cappella di pietra con la mensa in attesa di un culto.



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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)