2
pubblicato venerdì, 7 agosto 2009 da Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Meriggiare pallido e assorto, di Eugenio Montale

Meriggiare pallido e assorto
Meriggiare pallido e assorto

Probabilmente una delle più belle poesie di Eugenio Montale (1896-1981). O almeno una delle più evocative, con il suono delle lettere che descrive alla perfezione il contenuto delle parole. Meriggiare pallido e assorto è una delle poesie più adatte all’estate e per questo ve la proponiamo, anche nella versione recitata di Roberto Herlitzka.

Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

Foto | Carla Colombo


Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)








Potrebbe interessarti anche…