San Lorenzo

Chiedo venia al poeta
che già ha cantato di questa notte
con note mirabili al cuore
stelle cadenti e affetti perduti.
Prendo a prestito tutte le stelle del firmamento
che di quaggiù m’appaiono
punti brillanti sul palcoscenico
di questa città.
Tutte le vie più nascoste
della vecchia Perugia e
gli scorci un tempo pieni di vita
ritornano a splendere per qualche ora.
Sento la voce del lustrascarpe
e i colpi del ciabattino
il profumo del pane appena sfornato
fatto da mani pazienti
e il vociare di prostitute
che si contendono nuovi clienti
da ripulire lì nella viuzza stretta della viola
e sento il sonno della povera gente
farsi un po’ più mite
per affrontare un nuovo risveglio.
Poi l’alba in arrivo manda a dormire
tutte le stelle del firmamento
che
per una notte
una notte soltanto son scese quaggiù
a illuminare come un manto prezioso
la vecchia Perugia
in questa notte di San Lorenzo.





