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Dal Discorso di Pericle agli ateniesi

Scritto da – venerdì, 13 novembre 2009 – 08:002 commenti

Nel 461 a.C. Pericle (495 a.C. – 429 a.C) pronunciava il suo discorso agli Ateniesi.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato a rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche a rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.

2 commenti »

  • silvana sonno scrive:

    Qui da noi invece si fanno le leggi in una notte per correggere gli abusi della costituzione che vorrebbe tutti i cittadini e le cittadine, ma dico di più: tutti gli indi- vidui, uguali davanti alla legge. Che abominio! Come si fa a pensare che i ricchi siano uguali ai poveri e debbano andare sotto processo come loro? E se i poveri sono pure stranieri, doppio abominio! Per questo il nostro buon governo ha rimediato e da domani davanti al giudice ci andranno i poveri diavoli che di solito sono recidivi: ruba una mela oggi la ruberai anche domani, mentre è diverso per coloro che pensano in grande e rubano tutto in una volta e corrompono tutto in una volta e se stuprano la prima volta è certo una ragazzata – si sa i maschi hanno il sangue caldo -, a patto che non siano rumeni o peggio che sono per natura assetati di sangue – e anche questo si sa, e infatti in galera ci andranno insieme agli altri migranti, per direttissima o per accelerato, perchè la legge dice così.
    Posto che non mi sarebbe piaciuto vivere al tempo di Pericle (con la sfiga a favore oltre che donna magari nascevo pure schiava e i dolori raddoppiavano), di sicuro non mi sta piacendo niente vivere al tempo della Banda Bassotti al governo (e non i riferisco alla statura fisica), che sembra una congrega di personaggi da fumetto e invece è una banda di faccendieri senza vergogna che sta facendo strame di quel che resta del giorno breve della nostra democrazia.

  • Fra scrive:

    Questo discorso mi è piaciuto tantissimo. Sono totalmente d’accordo con Silvana e credo che siano questi i principi di una vera democrazia. Una democrazia che ahimè oggi non esiste più.

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