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Posted domenica, 15 novembre 2009 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Bambino delle Stelle e il suo romanzo Stelle cadenti


Stelle CadentiBambino delle Stelle – così si firma – è l’autore del romanzo Stelle cadenti. Un romanzo tra candore ed alienazione che narra la storia di un ragazzo che si confronta con la vita. Ma è, soprattutto, un libro che interpella in prima persona il lettore. Non si tratta, infatti, di un testo semplice da leggere ma richiede che il lettore vi si appassioni e legga dentro e fra le righe in modo da cogliere un tutt’uno in una esposizione che, a volte, può dare l’idea del frammentato. Abbiamo intervistato l’autore, in modo da conoscerlo meglio e capire meglio il suo romanzo Stelle cadenti.

Alla fine del tuo libro presenti i personaggi in ordine di sparizione: da cosa deriva questa scelta di farli “sparire” invece che comparire?
È qualcosa che ha molto a che fare con la mia vita, le persone che ho avuto accanto generalmente avevano date di scadenza simili a quelle degli yogurt. Sono fantasmi che rimangono a vagare dentro di me.

Come definiresti il tuo libro: onirico, realista, allucinante, esperienziale…
Tutte le tue definizioni sono valide: è un libro sognante e realista allo stesso tempo. I sogni sono spesso deformazioni del nostro vissuto e da tempo, forse da sempre, io non so più nella mia mente dove termini il sogno (o l’incubo) e cominci la realtà. Vi parlo del mio mondo, se poi ne esistano altri io proprio non lo so, i miei familiari ogni tanto mi parlano di questa cosa che chiamano “il mondo reale”, per loro è molto grave che io non lo conosca, ma ammesso che esista da come me lo descrivono a me non pare granché.

A metà libro introduci una lettera che spezza la “finzione romanzata” ed instaura un rapporto diretto con il lettore: da cosa deriva questa tua scelta?
È fondamentale per me infrangere quel vetro così rassicurante che divide la creazione dal reale, non esiste più nulla in Stelle Cadenti che le separi, si confondono tra loro. È un concetto opposto a quello della pipa di Magritte, quella imita la realtà senza esserlo, Stelle Cadenti si presenta come creazione ed invece è piuttosto reale (si parla sempre di quella realtà ipotetica che è quella in cui io mi muovo ovviamente). Credo che il lettore (ma non mi piace chiamarlo così, per me è un amico, un confidente con il quale confrontarmi) questo lo percepisca, anche grazie a questo rapporto molto diretto che cerco di instaurare con lui.

Chi è il Bambino delle Stelle autore del libro? Ed è differente dal Bambino protagonista?
Autore e protagonista sono pressoché identici ma lui è più chiacchierone e meno timido di me! Perlomeno questa è l’impressione che posso dare a uno sconosciuto, con le persone con le quali ho molta confidenza sono un po’ più aperto per fortuna. L’identificazione è comunque totale, la differenza sta più che altro nel fatto che nel libro tanti episodi significativi sono concentrati in poche pagine, mentre nell’arco di un vita, seppur non ancora lunghissima, tra un episodio e l’altro magari passano anche dei mesi.

Consigliaci un libro da leggere e uno da evitare
Da leggere Giro di vite di Henry James, da evitare il 90% dei libri che escono ogni anno, sono così pochi quelli davvero interessanti. Lascerei perdere soprattutto quelli scritti da personaggi che vediamo spesso in tv, sappiamo come e perché arrivino a pubblicare nonostante di mestiere facciano tutt’altro. Non contribuiamo a comprare loro un’altra barca, non ne hanno bisogno.

Bambino delle Stelle
Stelle cadenti
Arduino Sacco 2009
pp. 140, euro 12,00




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.