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pubblicato lunedì, 30 novembre 2009 da Alessandra in Poesia e dintorni
 
 

Di poesia


È Alessandra Corsini, autrice della Graphe.it Edizioni, che oggi condivide con noi alcune riflessioni sulla poesia.

Viva la poesia!

Non sono un’esperta di poesia, un critico erudito o un sapiente della materia, ma fin da bambina, scrivo, scrivo le sostanze e i segni della terra, scrivo gli occhi e le parole, scrivo le morti, la perdizione, le passioni, le pause, scrivo poesia. Non mi hanno insegnato, nessuno mi ha detto come scrivere poesia,  i miei maestri naturali sono stati i poeti che ho sempre letto avidamente, le stelle, la vita e il dolore sono stati altri maestri, ho seguito una traccia, un profumo, il bisbiglio dell’anima.

Scrivo poesia per diritto alla vita, perché respiro perché le parole di una poesia hanno tutte le mosse della vita, una partitura assoluta, note, gli spasmi, i silenzi, le lacrime, le attese, ogni speranza, il primo sorriso, il mare, i cieli, i vertici, l’orizzonte, l’amore, il primo, l’ultimo, la terra e i suoi tempi, le crocifissioni, la madre, il padre, tutti figli, la luna e i suoi angeli. Note.

Poche righe e parole che sedimentano, condensano, un attrito che a volte diventa doloroso, un’intera azione nel solco aperto del cuore, un’idea assoluta e il suo contrario, vento che racimola sementi e le sparge tra terra e terra, così è per me la poesia, un getto che non controllo, perdo parole, un’emorragia che bagna le ore e il giorno dopo, l’essenza di ogni creazione, la poesia, il nucleo dell’atomo, il riverbero dei pensieri prima di essere, un sorso d’acqua che non ci fa più morire.

Sintassi di tutti i tempi e di tutte le culture, uguali, i bambini sono poeti per diritto, in quelle frasi senza grammatica, nei suoni nuovi la lingua inventa, una fonazione eterna dove ci sono tutte le possibilità perché nella poesia ci sono tutte le possibilità e i linguaggi del cosmo. Anarchica, ribelle, libera, la poesia se ne frega delle buone maniere, scavalca  le regole, gira velocemente gli angoli e usa i distillati grammaticali del cuore, mai prigioniera, si muove tra gli dei, trasformista inala tutti i profumi, le poesie odorano sempre, rimangono per giorni sospese nell’aria, mai cadute, il regno assoluto di chi prega, ama, ascolta, crede, cede, ricomincia e nasce ogni istante, perché ad ogni respiro rinasce la vita e così è la poesia, istanza assoluta, passione piena di aliti e movenze, grazia, infinità, bellezza. Corpi, visi, rughe, baci, pianti, sorrisi e mani, tutto si muove di poesia, ginecei e fiorai, clochard e cani, ancora poesia, perché è la grande forma della vita che si mostra nei suoi dettagli. La poesia è per me l’incanto, una malia con cui l’anima guarda il mondo e parla di se stessa.

In mente Dei
Giravo nella vita
sulla punta di una rosa
pensando
che tra me e il cielo
ci fosse solo
la differenza
di un colore

Solve et coagula
Inferni
Paradisi
e loro storie.
Affabula la mente
piegato il labbro
nell’ultima parola
d’immortalità
Amore
Non invecchia per vizio
impudica per necessità
ossessiva per sogno
leggenda e paura
finché la libertà
non se lo prenda in bocca
allora
Amore
non fa più patti
e scende nelle spire
di pelle in pelle
per farsi carne e dio
placenta e terra
silenzio e coito
allora
lima la vita
e cresce in volo.

Semibreve
Rimane nel costume
l’impronta della stagione
le curve della costa
e i baci versati
tra pelle
e pelle
per dirimere
gli spazi del silenzio
e confondere i profumi
rimane lo spunto dell’amore
sull’ultima poesia
che raccoglievo
accanto al rododendro

Foto | jorgemjia




Alessandra