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pubblicato giovedì, 17 dicembre 2009 da Graphe.it in Racconti e testi
 
 

A letto!


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Un racconto di Fabio Centamore

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Stelle“Eccoti”, disse la donna al fagottino nel buio trapunto di stelle. “Che fai? Dai, è ora”.

“No. Non ho sonno, mamma”.

“Signorino, non è il momento dei capricci”.

“Uffa! Mamma, così non potrò mai crescere. Io non voglio più dormire”.

“O bella! Guarda qui”.

Si avvicinò al piccolo a passi leggeri. Indicò la processione di stelle sopra di loro, al di là della cupola trasparente. Palpitavano vive, pur fissate come spilli luminosi. Tutte cangianti e coloratissime.

“Ognuna di loro è come il sole, con tanti pianeti intorno”, sussurrò la donna. “Le stiamo visitando tutte”.

“Tutte tutte?”.

“E sì, proprio tutte. Non è facile trovare un’altra Terra. Quando la scopriremo, non dovrai più andare a letto”.

“Uffa. Ora, però, dovrò dormire altri cento anni”.

“Credimi, restare svegli sarebbe noioso. Non avresti molto da fare per i corridoi della nave, senza mai stare all’aria aperta. Qui non ci sono prati e non c’è sole. Meglio dormire”.

“Sì ma un solo giorno svegli ogni cento anni non mi piace”, sentenziò il piccolo scuotendo il faccino imbronciato.

“Non ho ancora visitato tutta la nave e non faccio in tempo a conoscere nuovi amici. Non è giusto”.

“Vuoi conoscere nuovi amici? E non mi dici nulla? Vieni, ci pensa la mamma”.

Tese la mano al piccolo invitandolo a sollevarsi dal pavimento. Il vestitino candido contrastò con il buio variopinto della cabina. La luce incerta proiettava addosso la figura di ogni stella.

“Dove mi porti?”.

“A letto, signorino. Stavolta, però, starai con gli altri bambini. Sei grande e non hai bisogno della mamma per dormire”.

“Davvero? E sono tanti?”.

“Certo che sono tanti, tutti della tua età. Pensa, vi addormenterete insieme e farete conoscenza”.

“E sogneremo anche insieme?”.

“O sì caro. Me lo ha promesso il comandante. E poi, fra cento anni, vi racconterete tutto quel che avete fatto in sogno”.

“O mamma, questo sì che è dormire”.

La donna sorrise. Cos’era quel bagliore dal firmamento? Occhieggiando, una stella giallina in alto a sinistra andò dolcemente a perdersi nell’infinito.


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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)