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pubblicato martedì, 5 gennaio 2010 da Antonella Serrenti in Racconti e testi
 
 

Antonio. Un racconto


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Un racconto di Antonella Serrenti

Lacrime

Quella mattina Antonio si svegliò grondante di sudore e con un violentissimo mal di testa. Sentiva il sangue razziare nel suo cervello e in fondo alla gola bene arginate urla di dolore, di paura, di rabbia e di impotenza.

“Tu, da questa casa uscirai solo quando sarai morta e se ti azzarderai a chiedere aiuto a qualcuno, ammazzo te e tuo figlio, mi hai capito puttana?”

… e, dal mio nascondiglio sotto il letto… le foglie dell’albero del caco volano leggere fino a poggiarsi per terra.

(…non raccogliere mai le cose da terra, sono sporche…)

Sono di un bel colore castano con delle sfumature rosse, e la mia mano sorda alle imposizioni ne raccoglie prima una poi un’altra… sono calde e morbide… il loro contatto mi provoca una insolita reazione, è come se il mio corpo fosse bersagliato da tanti aghi.

… le faccio saltare da una mano all’altra ma si sbriciolano in tanti fili.

… dondolo i piedi, scuoto la testa con forza e storco la bocca in diverse smorfie (quando faccio le boccacce ridono tutti), sperando di dirottare il tormento che gli aghi continuano a darmi…

Birillo, il cagnolino della signora che abita al secondo piano, corre avanti e indietro ringhiando…

… sono i bei ricci di mia mamma… non sono foglie…

sento le sue urla silenziose riempire la casa urtando contro mobili e pareti… cade un quadro, il coperchio della pentola, il vaso con le rose gialle… il mio trattore, ho voglia di piangere…

Ho due pesciolini rossi…

Vedo il suo cuore addolorato ricoprirsi di lacerazioni… chissà se bastano i cerottini di quella scatola bianca e blu che tengono chiusa nel mobile del bagno, quello in alto… ho freddo… sento l’odore della sua paura, come una coperta maleodorante avvolge il letto in una morsa e man mano si stringe sempre di più…

Faccio fatica a respirare… Birillo sembra stia scavando il pavimento!

Gattonando e sgomitando cerco di uscire dal mio nascondiglio…

Qualcosa di umido, sembra una goccia d’acqua, si posa sul dorso della mia mano… la sfrego sulla maglia del pigiama per pulirla, anche se non si dovrebbe fare…

Un’altra, e un’altra ancora…

Lambisco, un po’ dubbioso, la mano: è qualcosa di dolciastro, lecco ancora… sì è proprio dolce, ma un dolce strano…

Birillo è bianco con una stella nera sulla fronte…

… sono lacrime… le lacrime della mia mamma…

“Sei solo una stupida, e non dimenticare le parole che ti ho detto, o te ne pentirai amaramente!”

I piedi scalzi di quello si allontanano…

Il bel viso di mia madre, bagnato e segnato dall’angoscia mi appare sotto il letto. Al riparo tra le sue braccia sento i nostri cuori tremanti passare l’uno all’altro, il profumo dei cachi predomina sull’odore di terrore che non so per quanto tempo ha permeato la casa…

Sono passati trentasette anni, ma la rabbia di Antonio ha ancora lo stesso odore e lo stesso rumore di quei ricordi, che ogni tanto ritornano nei sogni.

Chino sulla culla della sua bambina, che proprio oggi compie due anni, silenziosamente le promette tanto amore e protezione a qualunque costo, anche della sua stessa vita.

Un tenero pensiero va al bambino Antonio, che ha “festeggiato” il suo secondo compleanno foderando il cuore di sua madre, stuprata e picchiata da suo padre, con i cerottini di una scatola bianca e blu.

Foto | lorenz347


Antonella Serrenti