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L’ultimo libro di Fabio Marzocca: L’intimo colloquio. Intervista all’autore

Scritto da – venerdì, 15 gennaio 2010 – 00:03Nessun commento

L'intimo colloquio di Fabio MarzoccaL’intimo colloquio è l’ultimo romanzo pubblicato da Fabio Marzocca, autore che gli amici della Graphe.it Edizioni conoscono bene per aver pubblicato con noi il romanzo La valle di Átopon e la raccolta di racconti Fili di fumo.

L’intimo colloquio è ambientato in una Roma avvolta dal fascino e dal mistero dei sotterranei della basilica di San Pietro in Vincoli. Per decifrare quanto avviene c’è bisogno sia di compiere un viaggio fisico che dalla superficie della città porti a quanto vi è sotto, sia un viaggio interiore, un intimo colloquio con se stessi per capire e, soprattutto, capirsi.

Per conoscere meglio il romanzo L’intimo colloquio, abbiamo rivolto all’ingegner Marzocca alcune domande.

Come si colloca “L’intimo colloquio” all’interno del tuo cammino di scrittore?
Credo che affrontare i temi de L’intimo colloquio abbia rappresentato per me una tappa obbligata prima di poter poi iniziare ad accostarmi con serenità a un cammino da scrittore. Il mio lavoro e la formazione tecnica delineavano un’attività tesa al razionale e alla logica, che non mi avrebbe consentito l’accesso alla creatività e alla riflessione interiore necessaria per poter liberamente muoversi nel labirinto delle sensazioni. Occorreva valutare con saggezza il ruolo della scienza e trovare una sorte di “ponte” verso il mondo delle intuizioni: da qui nasce l’esperienza del professor Carboni, il protagonista del libro.

Fabio Marzocca

Al di là della scienza, l’uomo è chiamato a guardarsi dentro per scoprirsi. Se non ho capito male, questo è il nucleo centrale del libro. Come mai un ingegnere scrive un testo del genere?
Esatto. Parzialmente ho risposto a questa domanda già nella prima, tuttavia posso aggiungere qui che l’uomo moderno inconsapevolmente sente oggi più che mai la necessità di un rapporto sereno con la sua parte meno cosciente e la scienza non fa altro che dirgli costantemente che Dio non esiste e che la materia è ciò che è. Null’altro, la scienza afferma che non c’è nessuno a curarsi di lui. La sua coscienza allora si ritira spaventata e il dubbio e la paura lo costringono a ripiegarsi su stesso, per cercare in quelle profondità ciò di cui la sua vita esterna l’ha privato. La scienza è uno strumento, e come tale va usato. Non è sbagliato rivolgersi alla scienza: ciò che però può rappresentare un errore è il convincimento che la scienza possa fornire “tutte” le risposte di cui l’uomo ha bisogno. A tal proposito, vedi il personaggio del professor Finzi nel romanzo.

Qual è il giusto atteggiamento per avvicinarsi al tuo romanzo?
Non c’è esigenza di un particolare atteggiamento nella lettura de L’intimo colloquio. Ho infatti cercato, per quanto nelle mie possibilità, di offrire al lettore una naturale fluidità nella narrazione degli eventi e nelle riflessioni interiori del professore, cercando di introdurre semplici simbologie universali laddove venivano affrontati i concetti che più appartengono all’uomo originario. Nonostante Carboni sia un accademico, è la storia di un uomo semplice, come potrebbe essere ognuno di noi, che preferisce affrontare i dubbi che sorgono nella sua anima piuttosto che trascurarli con indifferenza.

Da diversi anni sei appassionato di miti: cosa hanno da dire i miti oggi?
Non si può parlare di oggi o ieri in quanto il mito non ha luogo ed è fuori dal tempo. Esso è da sempre presente nella storia dell’umanità e oggi più che mai ne verifichiamo un uso massivo, teso a trasformare le finalità originarie della rappresentazione mitica in quelle meno nobili del commercio e delle leggi del mercato. I miti, in definitiva, sono manifestazioni pubbliche che rivelano l’essenza dell’anima e mostrano sempre una modalità originaria di comportamento. L’uomo è sempre vissuto nel mito e non si può credere di poter nascere oggi e vivere senza mito, senza storia. Sarebbe come crescere senza legami oppure nascere privati di un organo fondamentale di senso. Sebbene ogni società, razza e cultura abbia i propri miti,  nella sostanza essi tendono comunque ad equivalersi fra loro in quanto il mito racconta sempre le problematiche dell’uomo e le loro modalità di soluzione.

Fabio Marzocca
L’intimo colloquio
Dulcamara 2009
pp. 144, euro 12,00

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