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pubblicato domenica, 28 febbraio 2010 da Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Antonella Serrenti lettrice di libri che sanno di vento, di antico, di soffitta


Libri che sanno di antico, di soffitta e di vento

Antonella Serrenti, che ormai abbiamo conosciuto anche attraverso i brevi racconti che GraphoMania le ha pubblicato, è anche un’accanita lettrice; un libro in mano in ogni occasione: in spiaggia, in casa, in autobus, ovunque!

Per te, leggere, è semplicemente un momento rilassante o qualcosa di più profondo che ti resta dentro?
Non so se leggere mi rilassa o se invece è un espediente per cercare quella parte di me che vive una vita propria eludendo l’altra. Fin dalle mie prime letture, io mi sono sempre immedesimata in qualcun altro. Leggevo tutto quello che riuscivo a trovare, dai Bolero di mia zia (severamente proibiti da mia madre), alle biografie dei santi collezionate da mia madrina, che tante paure contribuirono ad alimentare in me. Alla fine degli anni cinquanta, poca gente comprava libri e giornali, i soldi erano pochi e servivano per mangiare, ma io ben presto scoprii la piccola biblioteca del mio paese e la mia fantasia di bambina spaziò da una favola all’altra interpretando ogni volta il ruolo della protagonista. Come vivere più e più vite. Anche nei i testi scolastici mi risultò facile immedesimarmi: una volta, in Lucia innamorata di Renzo, un’altra in Elena moglie di Menelao e innamorata di Paride, e quante lacrime per il tamburino sardo. C’è sempre stato un libro a timbrare le tappe fondamentali, dolorose o liete che siano state, della mia vita. Per esempio ricordo il libro sugli Angeli, letto in ospedale seduta accanto al letto di mio padre ammalato di leucemia; e quello riletto più di una volta, mentre aspettavo la nascita della mia primogenita, Donne che corrono coi lupi, e ricordo il romanzo Siddharta, letto due giorni prima di mettere al mondo mio figlio. Ieri come oggi, leggere per me non è semplicemente un momento rilassante ma una continua ricerca, forse di quella parte di me che vive una vita tutta sua.

Non ti chiedo, come di solito faccio, cosa leggi più volentieri, ma quale libro rileggeresti e perché.
Un libro che mi capita di leggere molto spesso è Le poesie di Pablo Neruda; è sempre lì, a portata di mano per quando ho bisogno di verità. Perché le sue poesie sono storie, sono vissuto. Un altro che ho letto più di una seconda volta, è Karma di Fausta Leoni. Quando lo comprai avevo diciannove anni, e ignoravo il significato di quella parola. La storia autobiografica contenuta in quelle pagine, oramai ingiallite, rivela come la scrittrice riesce, andando a ritroso nel tempo e grazie a una serie di viaggi in India e in Tibet, a ritrovare le sue radici e liberare la sua reale entità, individuando la catena delle rinascite. Un tema misterioso che mi affascina, quello del karma e dell’ipnosi regressiva. Questo libro è per me la risposta a tante sensazioni, ai ricordi che richiamano esistenze anteriori, agli incontri con amori e amicizie, al mio interesse per il mistero e la trascendenza, e mi aiuta alla comprensione della solitudine e della morte.

Uno scrittore che ami particolarmente?
Forse non ce l’ho! Nel corso degli anni, mi è capitato di innamorarmi follemente di un autore per poi scoprirne un altro e reinammorarmi giurandogli amore eterno. C’è stato il periodo di Ken Follett, di Alberto Bevilacqua, di Christian Jacq, di Charles Dickens o di McCullough e tanti altri ancora. Mi piace comprare i libri, quelli prestati li dimentico subito, i miei invece, li prendo e li lascio quando voglio, ma li possiedo.

Cosa deve avere un libro tra le sue pagine, per ammaliarti, per catturarti fino all’ultima riga?
Intanto deve avere un odore particolare, quelli che mi piacciono sanno di vento, di antico, di soffitta. E poi deve suscitarmi grandi emozioni. Deve essere un po’ fiaba, un po’ musica e un po’ storia.

Foto | p0psicle


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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