La poesia può essere ancora significante e significativa?
…io penso di sì! La mia raccolta Bottoms & Joysticks nasce in questa atmosfera, scritta e pensata per raggiungere tutti. Raccontare cose importanti per toccare temi a volte dimenticati, regalare al senso e all’armonia semplice delle parole il piacere di suoni speciali, di note delicate dal tessuto intenso e di profondo spessore.
La poetica di questa silloge nasce da un periodo specifico, una raccolta di emozioni e di sensazioni (sono tutte poesie del 2008 e abbastanza vicine fra di loro) che vedono nella scrittura e nella sonorità un’evoluzione leggera e profonda, dove la parola si trasforma e percorre temi particolari in una forma che profuma di ermetismo e mantiene nel contempo il sapore della semplicità.
Parole scelte con cura per toccare il più ampio numero possibile di lettori, in particolare la gente semplice, parole che spesso nascondono concetti e oggetti ben celati, perché anche nella poesia a volte non è possibile essere diretti, devi far confluire i concetti e sperare che l’animo dei lettori entri in contatto con queste essenze quotidiane, manifesti veri in espressioni di poesia.
Rifletto emozioni
tra dita abili e bocche sapienti.
Il piacere
incontra l’amore
e il suo dolce sapore
nell’abbraccio cortese
d’un corpo
finalmente assetato
(Disponibile)
Nella prima poesia, riportata qui sopra in versione completa, affronto il tema dell’amore, in modo quotidiano e umano. Dimentica le pene e le sofferenze per dare spazio a un amore sensuale (e carnale) che è figlio di una vicinanza e di una passione da rivivere, ogni giorno, per non spegnere il segno e la bellezza di quell’amore!
Parole diverse
disegnano
una strana mattina
tra ferri di moto
e plastiche di riposo.
La gentilezza
è un semplice
accordo dell’uomo
col proprio senso.
(Il proprio senso)
La seconda poesia, sempre in versione completa, tocca il tema della gentilezza e del rispetto. Parla di un percorso mattutino su un tram, dove alcuni extracomunitari siedono normalmente insieme ad alcuni italiani discutendo di cose loro. Sale a fatica una persona anziana e uno di questi “ospiti d’Italia” si alza, la aiuta a fare i gradini e le cede il suo posto. Questo gesto così semplice ma tanto dimenticato (quanti ancora tra voi lo fanno abitualmente?) e la persona che lo ha regalato sono forse la speranza e la voglia di vivere un mondo migliore, fatto di rispetto per le persone anziane, di gentilezza verso i più deboli e di semplice comunione con il Proprio Senso, che può essere vicino a quello di un’altra razza.
Pezzi di vita
giocano con la fame
tra bocche animali
e residui d’umani.
Il senso
sfugge all’onore
e scompare al rossore…
(estratto da: Residui).
Nella terza poesia parlo della povertà e del disagio quotidiano, dove la trasposizione di un animale che elemosina cibo tra i rifiuti nasconde una realtà allargata a semplici persone che faticano a raggiungere la fine del mese, che vagano nel “fine mercato” per raccogliere avanzi, uomini e donne spesso anziani che non sono in grado di sopravvivere al frutto di una speculazione che ormai sembra di cento anni fa (invece è vecchia al massimo di una decina scarsa…) e che pare interessi sempre a meno a tutti, sfuggendo persino all’onore e al rossore.
C’è il mare
il vento…
c’è il calore
di una parola…
c’è la natura
signora e padrona
di ogni ventura…
c’è il profumo
di una vita…
(estratto da: C’è tempo…)
La quarta poesia percorre un tema eterno, quello della natura, riletto come attuale e foriero di bellezze e avvertimenti, di profumi e calori ritrovati, di paesaggi intrisi di semplicità e di antichità, un percorso da rivivere e da ricordare perché, ancora oggi… “c’è tempo”!
Mattina fatata
o nuova angoscia guantata
tra manopole e bottoni
d’indemoniato vigore…
Il senso della vita
fluisce altero
nella società malata
sotto il giogo
d’uno stato minore.
estratto da: Bottoms and Joysticks).
Nella quinta poesia, forse la più importante, tratto un tema terribile e quasi dimenticato: la dipendenza dal gioco e dai Video Poker. Questa poesia parla del vizio e del male che causano le “malefiche macchinette” (ormai dentro ogni bar – non solo nelle sale giochi e casinò), racconta di famiglie ridotte sul lastrico e di “figlie affamate”, di manopole e bottoni scoperte per caso, guardando un amico che giocava per passare dieci minuti… Parlano tuttavia anche di uomini e donne (ma attenzione… anche di donne!) che abbandonano la realtà per inseguire un sogno che sa di diabolico, che emana un profumo estatico (come una dose di stupefacenti) e che tuttavia non ricorda bene la figura che manovra i fili di questa ennesima disgustosa vicenda: uno Stato minore (che nella poesia è presentato volutamente in “minuscolo”). Viviamo in un assurdo contesto dove noi, cioè la Società – attraverso i suoi/nostri esponenti dirigenziali – si comporta come il peggiore degli usurai, una “specie” di biscazziere privilegiato e autorizzato senza ritegno o pudore, pronto a distruggere le persone in onore del semplice profitto. Scusate se chiudo in questo modo: ma che schifo!











grazie maurizio per le tue poesie e per le tracce che ci regali delle stesse trovo bellissima la poesia dove descrivi le “semplici” meraviglie della natura che ancora oggi come dici tu, abbiamo l’onore e il privilegio di poter apprezzare annusare e ammirare” proprio come i pomeriggi di altri tempi “un bacione
Grazie Cris… le tue parole sono sponde da cui ripartire per un nuovo percorso da regalare.. Un BAcio. Mao
hei, grande come sempre. Ma come fai a chiederti se è significativa o significante la poesia, ti risponde il solo guardarti intorno.IO per lo meno sento la solitudine di chi cerca e crede ancora nelle umane possibilità, io che AMO la parola scritta sotto qualsiasi forma trovo significante anche la vicinanza di un alrticolo con con sostantivo qualsiasi, l’amore per la scrittura mi fa amare anche obbrobriosi e noiosi articoli su quotidiani. C’è la Poesia, quella che scatena una miglione di sentimenti contrastanti in chi la legge non solo sulla carta, ma tra ogni singala lettera che ne compone il verso. IO conosco ogni tuo scritto e questa silloge è davvero speciale, come lo sono i “poeti” per ciò che di loro danno al mondo eco perchè è significante.
grazie
Ciao Concita, come ha scritto su Face il mio amico Francesco… la domanda è un po’ retorica e tu lo sai – mi ha detto – sebbene stimolare le persone, secondo il mio modesto parere, sia ancora l’unico modo di farsi sentire, di lasciare che la libertà che ti scorre dentro possa sgorgare senza timore, in virtù dell’onore..
Se io sono speciale lo sei anche tu Concita, in ogni tua parola!
TVB e ti auguro una Pasqua serena, davvero serena! TVB