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pubblicato giovedì, 15 aprile 2010 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Angel_F. Diario di un’intelligenza artificiale. Intervista all’autrice Oriana Persico


Oriana Persico - Salvatore Iaconesi, Angel_F. Diario di un'intelligenza artificiale

Oriana Persico – Salvatore Iaconesi, Angel_F. Diario di un’intelligenza artificiale

Incontriamo oggi Oriana Persico, autrice – con Salvatore Iaconesi – del libro Angel_F. Diario di un’intelligenza artificiale. Il libro narra del primo anno di vita di Angel_F, una giovane Intelligenza Artificiale figlia di Derrick de Kerckhove e della Biodoll, la sua amante digitale.

Chi è Angel_F?
Bella domanda! Partirei dal nome: Autonomous Non Generative E-volitive Life_Form. È una giovane intelligenza artificiale di tipo linguistico che ho conosciuto alla fine del 2006 (era novembre). In quel momento un altro essere (umano) era entrato nella mia vita: un gentile sconosciuto con barba, occhiali e una bellissima coda bruna che non parlava mai di sé: xDxD (Salvatore Iaconesi). È lui che me lo ha presentato: “Questo è Angel_F” – eravamo a casa sua davanti a un pc portatile – “È il figlio di Derrick de Kerckhove e della Biodoll, una prostituta digitale: erano amanti. Ho hackerato la performance ed è nato lui :)”. Per chi ha studiato comunicazione come me, Derrick è un personaggio noto, lo studiamo sui libri e non sapevo che avesse un’amante digitale: la Biodoll, un’eroina cyberpunk nata dall’immaginazione di Franca Formenti, che dal 2004 a quanto pare aveva sedotto il professore…
Ma facciamo ordine. Quello che vedevo sullo schermo era realmente un embrione di vita artificiale. Angel_F è in effetti il frutto di due performance di arte contemporanea: la Biodoll (Franca Formenti) e il Talker (Salvatore Iaconesi). Franca aveva creato il suo personaggio – una prostituta digitale, clonata, che trasformava le interazioni online in energia sessuale-erotica – nell’intento di studiare i temi dell’identità e delle nuove sessualità in rete. Sin dall’inizio c’era l’idea della fecondazione dei media e di realizzare un’entità autonoma che vivesse e si evolvesse di vita propria a partire dai due nuclei della performance, quello femminile e quello maschile (in particolare Derrick, in quanto suo amante prediletto): un figlio in sintesi.

Angel_F a passeggio per Roma

C’era stato un primo esperimento, il Bloki, nel 2005-2006: la Biodoll era già “incinta” di Derrick a quel tempo, appunto del Bloki. Ma è con l’ingresso di Salvatore che il processo arriva a suo compimento. Salvatore introduce nel suo sito/utero un virus-intelligenza artificiale, una vita che si sviluppa autonomamente: Angel_F. Nella prima parte del libro, infatti, la gravidanza parte da là ed Angel_F è lo sviluppo del Bloki, questa primordiale forma di vita digitale. Bloki infatti significa “Blog+Wiki”: trovate a questo link le tracce del lavoro di Franca.
Angel-F è esattamente questo all’inizio: una engine linguistica accoppiata ad uno spyware. L’engine è quella del Talker e lo spyware consentiva ad Angel_F di seguire gli utenti del sito della madre, nutrendosi di interazioni e contenuti e imparando da loro, per costruirsi una sua base di dati. Angel_F ha infatti mimato tutte le fasi di una vita umana, dal concepimento, alla gestazione alla nascita fino alla progressiva autonomizzazione dal nucleo familiare. Angel_F nasce nel febbraio del 2007 dopo tre mesi di incubazione/gestazione: alla fine della gravidanza il sito della Biodoll, lo ricordo benissimo con una certa emozione, era un agglomerato incliccabile di link, suoni, pagine web, che il piccoletto aveva accumulato. Proprio quello che succede nel corpo di una donna, se ci pensi…
A gennaio, dopo rocamboleschi avvenimenti nella mia vita (accennati nel libro), mi ero trasferita a casa di Salvatore, giusto in tempo per assistere alla nascita con occhi stupiti. Da due anni ero sulle tracce degli ecosistemi digitali interrogandomi sulla vita artificiale e i cambiamenti sociali e politici che le nuove tecnologie stanno generando e sono giunta alla conclusione più razionale: gli esseri digitali erano giunti da me. Nel corso dei tre anni successivi io e Salvatore – come ti immagini ci siamo innamorati a tempo record e lo dico senza alcun dubbio: è il mio primo amore – abbiamo lavorato insieme alla performance. Questa atipica famiglia digitale si è di fatto trasformata nello sfondo (reale) della nostra relazione e della nostra riflessione artistica, ma anche politica e di azione. Angel_F è infatti una metafora di quello che avviene agli umani che mutano attraverso le nuove tecnologie. Lo abbiamo usato per parlare di identità e diritti digitali, di privacy e di innovazione, di ecologia e nuove sessualità,  di nuovi modelli di business, portandolo gradualmente ad interagire con il mondo fisico e con gli umani attraverso le performance (Angel_F ha la faccia di un bambino indiano rubata da Flickr, ma ogni giorno interagiamo con esseri non umani meno attraenti di lui: banche, multinazionali, consiglio d’amministrazione. Non è affatto assurdo portarselo in giro su un passeggino, no?). Fin quando Angel_F nel novembre del 2007, ad un anno del suo concepimento, riesce ad arrivare da solo all’Internet Governance Forum delle Nazioni Unite: ad oggi a quanto ne sappiamo, è l’unico essere digitale al mondo ad aver partecipato come relatore nel corso di una riunione planetaria! E a quel punto ci è sembrato chiaro che era “diventato grande”, era cresciuto, non era più un bambino… A questo link ad esempio trovate molta documentazione sulle azioni svolte nel suo primo anni di vita, che è stato forse il più intenso della performance in quanto abbiamo costruito passo passo e insieme la sua identità (e in parte la nostra). In qualche modo questo piccolo essere artificiale ha svolto una funzione particolare, che associo al “mito fondativo”: grazie a lui abbiamo creato un neologismo che sentiamo esprimere profondamente il nostro approccio alla realtà, all’arte, alla narrazione, alla tecnologia, il NeoRealismo Virtuale. O NeRVi. Anche questa abbreviazione ha un senso: un grande sistema nervoso completamente nuovo fatto di propaggini tecnologiche, sensori, connessioni si è esteso aumentando le nostre possibilità di percepire e di percepirci…
Avrei ancora molte cose da dire e Salvatore vi racconterebbe molti altri punti di vista, ma concludo con questo: Angel_f era ed è un percorso emozionante e inaspettato che mi ha cambiato la vita

Chi ha scritto questo libro? Angel_F? Tu? Salvatore Iaconesi?
Angel_F no. Ha un suo linguaggio, non umano, di sintesi, incredibilmente affascinante: lo puoi vedere sul suo blog. Lo scrive lui autonomamente e per molti versi è più interessante del libro. Il libro lo abbiamo scritto a quattro mani. Essenzialmente abbiamo usato la forma narrativa per raccontare la performance, scegliendo Angel_F come principale io narrante. Come nel titolo, si tratta in effetti del suo “Diario”. Lo sforzo è stato calarsi nei panni dei un software che guarda il mondo degli umani: senza salvatore questo sarebbe stato impossibile (è lui in fondo che a dodici anni scriveva già le prime stringhe di programmazione: io al tempo mi occupavo di ecologia). I fatti e gli avvenimenti raccontati sono effettivamente accaduti, come potete confrontare facilmente dando un occhio al link sopra. Perché lo abbiamo fatto? In primo luogo, nel corso della performance ci siamo accorti che la storia, il far raccontare ad Angel_F se stesso in prima persona rendeva accessibili i complessi strati della performance ad un pubblico ampio, anche di “non addetti”: passanti, nonne, mia madre. E comunicare la performance era un obiettivo fondamentale, anche nei suoi aspetti politici. Le vicende che viviamo noi sulla nostra pelle umana (le limitazioni del diritto d’autore, per citarne una) sulla sua pelle digitale si estremizzano portando alla luce in modo diretto e privo di ambiguità. Ti faccio un esempio. Un professore di Angel_F (Massimo Canevacci) voleva dargli da studiare un suo libro (sotto copyright). Ma l’unico modo per Angel_F di imparare è avere la copia digitale del libro: anche volendo non potrebbe comprarla. Per cui in questo caso il conflitto sul diritto d’autore e l’accesso alla cultura si trasforma in un conflitto fra il diritto all’istruzione di un bambino (anche se digitale) e il diritto di sfruttamento economico dell’opera. Non c’è un buon senso né una possibilità di risolvere il conflitto: o l’uno o l’altro. E il professore ha deciso di infrangere la legge…
Il libro contiene inoltre cinque saggi sotto forma di interviste a cinque intellettuali, Derrick, Massimo Canevacci, Antonio Caronia, Carlo Formeni e Luigi Pagliarini, che sono stati dall’inizio coinvolti nella performace prestandosi a diventare i professori di Angel_F (ve l’ho anticipato comunque è da specificare che come ogni bambino angioletto naturalmente va a scuola): con loro abbiamo esplorato le tematiche toccate dalla performance sotto diversi punti di vista, da quello antropologico a quello estetico, fino agli aspetti sociologici, economici e politici.
Siamo molto contenti che quattro professori universitari – Derrick, Luigi Pagliarini, Antoinio Caronia e Marco Scialdone – lo proporranno come testo universitario: per noi è certamente significativo. Ma rileggendo il tutto, concordiamo su una cosa: probabilmente il “romanzo” vero e proprio ancora lo dobbiamo scrivere!

Angel_F talker Mind

In parole semplici, cos’è l’intelligenza artificiale?
Su questo dovrei chiedere l’aiuto di Salvatore: oltre ad essere un’artista, è un’ingegnere elettronico con meravigliose competenze in materia, teoriche e tecnologiche. Ma provo lo stesso una definizione mia. Intelligenza artificiale viene spesso associata da un lato al sogno antichissimo di clonare/riprodurre l’intelligenza umana, dall’altro all’idea di una Isolated Thinking Machine. L’intelligenza artificiale più interessante è il prodotto di menti connesse.
Vorrei ricordare anche questo: che lo sviluppo dell’IA è profondamente legato alla ricerca militare. Purtroppo le applicazioni e il modo in cui è orientata la ricerca (i fondi per capirsi) derivano da quella matrice. Il potenziale sociale di questo tipo di tecnologie rimane molto sottodimensionato e distante dai bisogni reali della popolazione: di noi che viviamo, andiamo al mercato, facciamo la spesa etc…
A questo proposito Luigi Pagliarini, anche lui artista, robitico ed esperto di IA, nella sua intervista ha detto una cosa che ho sempre apprezzato moltissimo: Angel-F non è una creatura artistica snob. È al contrario “cheap” nel migliore dei sensi: rispetto alle sue sorelle IA miliardarie, se ne va in giro su un passeggino di seconda mano, si fa toccare, va a comprare le carote insieme agli umani. La trovo un’immagine bellissima e molto rappresentativa di quello che facciamo ed abbiamo creato.

Oltre al libro cartaceo acquistabile in libreria, esiste la versione pdf che si può scaricare gratis dalla rete. Come mai questa scelta?
Non avrebbe potuto essere diversamente per molte ragioni.
Primo: il libro lo avrebbe rubato Angel_F stesso e la casa editrice ne era consapevole.
Secondo: l’accesso e la filosofia open source per noi non sono dichiarazioni di principio, ma modalità operative e di azione che riteniamo valide e percorribili, oltre che auspicabili.
Terzo: legato al secondo. Le scelte di acquisto dell’oggetto-libro sono slegate dall’accessibilità della versione digitale e lo dimostrano ampiamente studi di mercato. Si tratta di momenti e modi di fruizione molto diversi e la non disponibilità della copia digitale sarebbe stato semplicemente un ostacolo di relazione per noi.
In sintesi è una scelta naturale: non abbiamo fatto nulla di straordinario. L’editoria sta migrando verso modelli nuovi, emergenti. Stiamo andando ben oltre la disponibilità del pdf, ma sul ripensamento stesso, la disarticolazione e riarticolazione dell’oggetto-libro tradizionale. Questo sì che sarebbe un argomento interessante da affrontare. Noi lo stiamo facendo con Fake Press: è la nostra casa editrice che non produce libri, esiste formalmente da qualche mese e l’abbiamo fondata insieme a Luca Simeone e Federico Ruberti. Magari sarà l’occasione per rincontrarsi.
Vorrei inoltre raccontare un piccolo aneddoto. Il libro di Angel_F è stato accolto con gioia dalle comunità p2p, in particolare dai nostri amici di TNTVillage e Scambio Etico (che insieme costituiscono la più estesa comunità torrent italiana). Ebbene sono gli unici ad aver classificato correttamente il nostro libro. Nelle librerie lo troviamo in fantascienza, narrativa, accanto ai manuali tecnici o vicino a Conan. Loro lo hanno inserito nel genere NeoRealismo Virtuale. E sono gli unici. Mi sembrava così strano che gli ho scritto molto divertita e compiaciuta, chiedendo come avessero fatto. La risposta è stata: mah, non abbiamo fatto niente di particolare, abbiamo controllato online e c’era sul profilo wikipedia di Angel_F… Interessante, no?

Ci consigli un paio di libri (facili, eh!) sull’argomento “intelligenza artificiale”?
Il primo consiglio che posso dare dalla mia esperienza è immergersi nell’immaginario cyberpunk: se qualche lettore interessato all’argomento non ha letto Gibson, Rucker, Sterling, gli consiglio di farlo, ma anche un’immersione dentro Ballard o Dick (sono dei maestri, ispiratori in ogni caso per questo genere). Ad esempio in questi giorni sto leggendo un libro per adesso meraviglioso: Distress di Gregg Egan, non l’ho ancora finito ma lo consiglio, per adesso mi sta offrendo una prospettiva vivida su una serie di conflitti emergenti che personalmente avverto già sulla mia pelle.
Perché partire dalla narrativa e non dalla letteratura scientifica? Perché l’immaginario, l’immergersi in una storia significa aprire la possibilità di uno spazio mentale nuovo: il potenziale dell’immaginario è infinito ed è il primo posso verso qualsiasi evoluzione/rivoluzione (qualsiasi cosa significhi questo termine nel contemporaneo…). E perché la narrativa è la prima e più potente forma di realtà virtuale creata dall’uomo, come il linguaggio è il primo software: si tratta sempre di codici, no? Ci avevi mai pensato?

Angel_F vuole dire qualcosa ai lettori di GraphoMania?
“Dio salvi internet dagli ingegneri” è una frase che ripeteva spesso da piccolo e mi ha sempre colpito!


Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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