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pubblicato giovedì, 15 aprile 2010 da Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Intervista al poeta Francesco Artuso sulle sue letture


LibriOggi, per la nostra consueta intervista ai lettori, diamo la parola ad un poeta salernitano che di recente ha presentato la sua raccolta Orme sparse di poesia: Francesco Artuso.

Francesco, ti diamo il benvenuto su GraphoMania e ti domandiamo curiosi: cosa legge un poeta?
Innanzitutto, vi ringrazio per l’invito. Non credo che le letture di un poeta siano differenti da quelle di chiunque altro. Ovviamente non leggo solo poesia, anzi. Preferisco la narrativa alla saggistica, e amo in particolare la forma del racconto. Non a caso uno dei miei scrittori preferiti è Raymond Carver. Mi piace molto la letteratura inglese, ma adoro anche gli scrittori americani contemporanei: Cormac McCarthy, Aimee Bender, Charles D’Ambrosio, Rick Moody. Ovviamente un libro mi colpisce se riesce a restarmi nel cuore, e questo succede se riesco a cogliervi dei frammenti di poesia, non tanto nel linguaggio o nello stile, quanto piuttosto nei contenuti e nelle emozioni. Per quanto riguarda la poesia, preferisco leggere i poeti italiani: adoro Pavese e Ungaretti, ma anche Alda Merini, Mario Luzi. Per la poesia straniera, è fondamentale l’opera del traduttore. Leggo volentieri la poesia in lingua spagnola e i poeti sudamericani.

In realtà però sono costantemente in ricerca. È vero che la lettura è svago, ma è anche e soprattutto una ricerca all’interno dell’animo umano: in questo senso leggere è come viaggiare in avanscoperta dentro se stessi.
Il tuo primo libro letto?
L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson. Un’avventura meravigliosa per la fantasia di un bambino… ma anche per un adulto! Vi si respira a pieni polmoni gusto esotico dell’avventura, nella facilità di immedesimazione nei personaggi. Tuttavia, come ho detto, amo la forma racconto, perciò mi sono rimasti nel cuore anche opere come Lo strano caso del Dr. Jeckyll e di Mr. Hyde, nonché i racconti del terrore di E. A. Poe.

C’è un libro di narrativa in cui hai trovato poesia?
Non è così strano trovare poesia in opere di narrativa, ce ne sono stati diversi. Ad esempio, recentemente, ho letto un libro molto bello e particolare e, a mio parere, molto poetico: Un segno invisibile e mio di Aimee Bender. Un libro tenero, appassionato, divertente, visionario e surreale, commovente, profondamente originale, venato di tristezza e anche duro come un pugno allo stomaco, ma colorato di sprazzi di un’intensa poesia nelle trovate spiazzanti e nelle emozioni che sa regalare al lettore. È un libro che mi viene sempre voglia di regalare o consigliare ai miei amici.

Cosa cerchi, in una libreria? Entri con le idee chiare o aspetti il colpo di fulmine vagando tra gli scaffali?
Di solito non entro con le idee chiare. Adoro vagare tra i libri, respirarne il profumo e sfogliare le pagine. È come entrare in un mondo parallelo, fatto di parole ed emozioni vaganti, che possono colpirti da un momento all’altro. Dipende poi da quello che mi dice l’istinto: un titolo, una copertina o un incipit a volte possono catturarmi ed il libro finisce nella mia libreria. Quando ho le idee chiare su cosa comprare, invece, lo faccio su internet.

Lasciaci con un tuo aforisma, una personale citazione sulla lettura.
Come ho detto prima: leggere è una forma di viaggio in avanscoperta dentro se stessi.

Foto | vavva_92


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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