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Per vivere con poesia di Mario Quintana. Presentazione presso l’Ambasciata del Brasile in Roma

Scritto da – domenica, 2 maggio 2010 – 08:00Nessun commento

Il 27 aprile scorso, presso l’Auditorium dell’Ambasciata del Brasile in Italia (Roma, Piazza Navona) si è tenuta la presentazione del libro Per vivere con poesia di Mario Quintana. Alla presentazione hanno partecipato il traduttore Natale Fioretto, la professoressa Gislaine Marins e l’editore Roberto Russo. Il saluto iniziale è stato fatto dal dottor Acir Pimenta Madeira, dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata, mentre le poesie di Mario Quintana sono state lette da Martina Ubaldi.

Di seguito alcuni passaggi del saluto del dottor Acir Pimenta Madeira.

Vorrei ringraziarvi per essere qui questa sera, in un’occasione che ci vede riuniti per parlare della poesia di Mario Quintana; o meglio, per parlare dell’opera di un pota che considerava la poesia un elemento così essenziale alla vita come lo è l’acqua o il cibo.

A dire il vero, l’atto poetico per Quintana non si limitava alla creazione di un genio ispirato che, chiuso nel suo studio di lavoro e destro nel manipolare le parole, avrebbe prodotto poesie. Quintana è uno di quei poeti per i quali è più importante il raggiungimento di uno stato di poesia, scaturito dal potere incantatore delle parole, che la realizzazione di testi ad alta complessità letteraria. Non che il suo corpus poetico sia semplicista o banale. È, al contrario, il risultato di un raffinato lavoro di elaborazione verbale, ma spoglio di qualunque posa o pretesa.

La lettura che farete di questa raccolta, finalmente pubblicata in Italia con un’edizione bilingue, potrà confermare la giustezza della mia osservazione. Perfino il titolo dell’antologia testimonia l’essenzialità della poesia di Mario Quintana!

Per vivere con poesia è, allo stesso tempo, un appello e un invito. Un appello affinché noi lettori ci lasciamo rapire dalla bellezza disinteressata delle parole, ma anche un invito a fare delle nostre vite una comunione piena e piacevole con la poesia.

L’ideale della poesia, per Quintana, verrebbe raggiunto solo quando il lettore si lasciasse sedurre dalla parola, al punto tale da sentire e percepire la vita da una prospettiva diversa da quella abituale, da una prospettiva libera dalla natura utilitaristica della comunicazione quotidiana. Come se il lettore, guidato dalla verità poetica, potesse attingere uno stato contemplativo in grado di trasformare la sua visione del mondo. E nel raggiungere tale stato – come ritiene ancora il poeta – lettore e autore arrivano a una sorta di fratellanza nella poesia.

I versi riuniti in questo bel libro costituiscono ciò che si potrebbe definire la “Minima moralia” quintaniana: un insieme di aforismi ad alto voltaggio poetico. Apparentemente semplici, le loro metafore sono vere e proprie invenzioni liriche. In essi il lettore troverà sempre la semplicità di chi guarda il mondo con ammirazione, come se scorgesse la realtà ancora con gli occhi impressi dai “ricordi dell’infanzia”, per usare un’espressione dello stesso poeta.

Foto | Luigi Milani

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