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pubblicato venerdì, 7 maggio 2010 da Chiara Perseghin in Zibaldone
 
 

Genius Loci 2010. Il Genere a Roma oggi: il Giallo e il Nero, la Fantascienza ed il Fantastico


Ho partecipato nel pomeriggio del 5 maggio scorso alla conferenza conclusiva di Genius Loci, che si è tenuta a Roma, presso la 2^ Università di Tor Vergata. Padrone di casa è stato Massimo Mongai, argomento, superfluo quasi dirlo – visto il padrone di casa – la letteratura noir.

Dopo una breve introduzione Mongai ha ceduto la parola a Francesca Solinas, la persona che da più di vent’anni cura il Premio Solinas.

Francesca, sollecitata dalla curiosità di Mongai, ha raccontato che inizialmente il Premio Solinas era percepito come premio aperto ad opere impegnate, aggiungerei io un po’ “ingessate”. Oggi invece questa iniziale convinzione è venuta meno e i partecipanti propongono opere di ogni tipo compreso anche il genere noir-giallo.

Continuando ha poi spiegato cosa comporta vincere il Premio Solinas e le opportunità che può offrire ai giovani che si vogliono avvicinare alla sceneggiatura e quindi al cinema. I partecipanti ogni anno sono molti, circa 200, e di questi solo 10 arrivano poi alla finale. Certo, vincere il Premio non significa che poi si riesca a trovare un produttore disposto a girare il film proposto, ma… Come ha detto anche la Solinas, non tutti i giorni si incontrano giovani che si chiamano Paolo Sorrentino.

Alla conferenza si sono poi unite Diana Lama di Napoli noir e Paola Pioppi, giornalista di cronaca nera e animatrice da quasi dieci anni di Passione per il delitto. Sia Diana che Paola sono intervenute via Skype e quindi hanno potuto parlare singolarmente, interloquendo solo con Mongai e con i partecipanti alla conferenza, tra i quali ricordo: Giulio Leoni, Nicola Verde, Maurizio Testa, Luigi Milani e altri.

Diana Lama e gli amici riuniti attorno a lei nella sua casa di Napoli ha sostanzialmente evidenziato un problema nel trovare un editore che sia disposto a pubblicare, anzi, gli amici attorno a lei sostenevano che, almeno a Napoli, gli editori non esistono e gli scrittori si sentono frustrati da questo, rispetto alla semplicità – secondo loro – di uno scrittore Milanese o Romano che può andare a bussare alla porta dell’editore. Su questo molti in sala, compreso lo stesso Mongai, hanno evidenziato che non significa nulla abitare in una città dove ci sono tanti editori se poi comunque non trovi quello che ti pubblica. Il problema vero sta proprio nel TROVARE quello che ti pubblica, che però non sia l’editore a pagamento. Diana Lama e i suoi amici evidenziavano il fatto che – soprattutto a Napoli – ci sono molti editori a pagamento e, anzi, anche le poche agenzie letterarie sono a pagamento.

In altra direzione andava invece l’intervento, sempre via Skype, di Paola Pioppi. Secondo Paola il problema è la mancanza di idee e la verosimiglianza, l’attinenza delle storie con la realtà, soprattutto quando sono storie noir. La Pioppi evidenziava sconsolata come ormai, tra i libri noir-gialli acquistati ci sia una certa ripetitività di idee e soprattutto una scarsa attinenza con quello che è il nostro paese e come funzionano realmente le cose. Insomma, la convinzione è che – soprattutto parlando del campo investigativo – tutto funzioni come se fossimo in America.

Durante l’intervento di Paola si è parlato anche di un certo abbassamento del livello qualitativo, non solo da parte degli editori a pagamento (e qui li potremmo anche capire) ma anche da parte degli editori normali, forse guidati ormai da logiche commerciali più che qualitative.

Mongai ha concluso promettendo prossimamente nuovi appuntamenti.




Chiara Perseghin

 

Chiara Perseghin, nata a Padova, vive e lavora a Roma ormai da molti anni. L’amore per la lettura l’ha portata qualche anno fa ad aprire un blog letterario e ora si ritrova a scrivere su vari siti e riviste che parlano di libri. È autrice di diversi racconti pubblicati su antologie collettive. Addetta stampa di alcune case editrici, lavora in Rai da molti anni.