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pubblicato sabato, 15 maggio 2010 da Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Intervista a Michele, libraio in una libreria milanese


Una libreriaContinuando a spaziare tra lettori e librai, incontriamo oggi Michele, commesso in una libreria. Per chi, come lui, vive quotidianamente tra i libri, è forse più facile osservare le carezze alle copertine, lo sguardo catturato da un titolo, la ricerca di una trama che affascini…

Michele, secondo la tua esperienza, il lettore entra in libreria con le idee chiare o sceglie seguendo quello strano istinto che spinge verso un involucro ben curato come una copertina?
Mah, l’uno e l’altro. Alcuni arrivano con i titoli appuntati sui foglietti della spesa; altri guardano un libro e chiedono: «Lei l’ha letto?» Certo una copertina ad effetto, nell’uno e nell’altro caso, è indispensabile per far avvicinare un lettore a un libro che magari non avevano intenzione di comprare. Da lì si passa alla quarta di copertina, alla biografia dell’autore e poi, nella maggior parte dei casi, alla domanda che ho citato prima.

Quanto, secondo te, i clienti sono influenzati da pubblicità o personaggi-scrittori famosi?
I media, ovviamente, hanno un grande potere. Il lunedì mattina molti chiedono semplicemente «il libro di Fazio», e in ogni caso un personaggio famoso per la sua presenza in tv ha ottime probabilità di vendere molti libri. Per quanto ho potuto notare, però, le pubblicità sui giornali hanno molto meno effetto di una bella recensione, contrariamente a quanto si dice.

Sono più frequenti gli acquirenti che entrano in libreria per fare un regalo ad altri, o coloro che il regalo lo fanno a se stessi?
Per quanto riguarda la mia esperienza (e stiamo parlando di una libreria situata nel centro di Milano, dunque in una zona ricca), i clienti sono disposti a comprare anche due o tre libri per se stessi. Poi ovviamente il libro è un ottimo regalo, dato che non richiede molta inventiva, generalmente è gradito, e non è troppo impegnativo economicamente. Questi sono anche i motivi per cui il libro, in un periodo di crisi, ha tenuto più che altri settori: d’estate si comprano molti libri da leggere sotto l’ombrellone, e a Natale si comprano per fare regali all’ultimo momento.

Se è vero che noi siamo quello che leggiamo, forse è vero anche che in ogni libro scelto c’è parte della nostra storia… Ti capita mai di osservarle, queste personali e intime scelte, tentando di comprendere la personalità del cliente?
È un po’ la sfida del piccolo libraio: conoscere i clienti e cercare di capire cosa leggono. Ma è difficile conoscere i motivi personali che presiedono alla scelta di un libro. Si può cercare di intuirli con la saggistica, ma con la narrativa è molto più difficile. Certo, a un professore di filosofia magari non consigli l’ultimo romanzo per adolescenti, sai che la sua formazione è determinante nella scelta dei libri… Credo che la maggior parte della gente voglia comunque sognare, leggere semplicemente «una bella storia», che li appassioni. Poi naturalmente c’è chi, su queste basi, cerca qualcosa di più.

L’ultima domanda, è rivolta al Michele lettore: c’è un libro che in questo momento ti sta facendo compagnia alla sera, prima di dormire?
Ora sto leggendo Rosso Floyd, l’ultimo romanzo di Michele Mari, ma lavorando in una libreria e per una casa editrice sono in qualche modo costretto a tenermi aggiornato. Diciamo che Rosso Floyd è il libro che sto leggendo per passione.

Foto | Flickr


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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