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pubblicato domenica, 30 maggio 2010 da Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Rivolto ai giovani


È il poeta Francesco Baldassi che si intrattiene oggi con noi a parlare di poesia.

Cos'è la poesia?Ti domandi cosa sia e “perché poesia”? Ti chiedi a cosa serva e come legittimarla, in un mondo decisamente arido ed impoetico? Oppure già sei segretamente sedotto da questa sorta di chimera, che forse da tempo, spadroneggia nella tua psiche? Vorresti possederne la sua definizione, così con la stessa determinazione di un assioma filosofico od una teoria scientifica, per esserne padrone e manipolarla a piacimento, corrompendo l’esigenza inalienabile della tua ragione di rendere conto della sua consistenza assiologia, della sua giustificazione razionale, della sua produttività (perché tu sai bene che oggi la poesia è la cenerentola della nostra civiltà!)?

Bene! Sappi allora che la poesia sguscia da questi rilievi: essi non le appartengono e quindi ne viene fuori sempre illesa. È vana anche la proclamazione di cosa futile e improduttiva. La poesia resta. Comunque.

La poesia non è quella disciplina letteraria che si apprende a scuola. Essa non è identificabile come ‘scienza poetica’, nè definibile attraverso i parametri classici di costruzione metrica o di genere. È, anzi, priva di oggettività; è sfuggente. Non si identifica mai col prodotto, in se stesso, di scrittura formale, detta impropriamente ‘poetica’, come quei prodotti che la storia letteraria ci propina. E comunque non corrisponde mai al cosiddetto ‘prodotto’ poetico ‘tot quot’, anche se l’abbiamo imbrigliata entro gli schemi che riteniamo contenitori di poesia.

In fondo è dubbio anche se la poesia sia una condizione connotativa del poeta ovvero sia una qualità sottesa alla scrittura che il poeta realizza come prodotto formale, non meglio identificabile.

Allora mettiamo in chiaro una cosa: la poesia non s’impara, la poesia si è. Ovvero: esiste una condizione nella persona che frequenta la poesia in qualità di scrittore che media la sua nascita ed attua la sua esistenza: operazione che va interpretata come genesi, come creazione poetica, non dal nulla, ma da un’azione dello spirito che anima il poeta. La persona del poeta è già selezionata dalla natura ed affinata dal destino.
Così messa la cosa, possiamo tranquillamente dedurre che la poesia è un atteggiamento della persona; la poesia è l’approccio esistenziale del poeta con gli elementi della realtà; la poesia è una visione del mondo, esercitata sotto la pressione dei valori della bellezza, della verità, del bene.
Ma in tutto ciò, ovviamente, non va trascurato il fatto, che il poeta crea non solo sotto la pressione di uno stato emozionale che correla mente/cuore, ma essa va anche costruita con l’uso sapiente degli strumenti che delineano il contenitore (la culla) della poesia. Ma certo: solo per lasciarla trapelare.

Per essere poeti bisogna amare. Amare il Creato, il Mondo, la Vita, l’Umanità. Questa è una pre-condizione della condizione di poeta geneticamente corredato.

Ma tu ami la Vita, vero?

Foto | Vitorio Benedetti


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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)