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pubblicato mercoledì, 30 giugno 2010 da Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Intervista a Francesco Tassiello, psicosessuologo, appassionato di lettura


Il lettore che oggi viene a trovarci sulle pagine di GraphoMania, è lo psicosessuologo Francesco Tassiello.

Francesco, che cosa rappresenta per lei la lettura, e in quale periodo della sua vita vi si è avvicinato?
Grazie per questo incontro in cui mi sento personalmente coinvolto per tutto ciò che riguarda la lettura, un argomento in cui mi sento particolarmente stimolato oltre che stimolante, e che ha accompagnato la mia vita, prima di studente, poi a livello personale e quindi professionale. Come studente sono stato “costretto” alla lettura, o meglio, allo studio, più o meno svogliato, dei libri di testo che, nella mia epoca, erano rappresentati esclusivamente dalla carta stampata. Questa forma di costrizione mi ha tenuto ben lontano da qualsiasi forma di lettura che non fossero i fumetti; fino a metà delle scuole superiori e all’incontro, per me fortunato, con la famiglia di un compagno di classe la cui casa era una vera e propria biblioteca. Devo riconoscere che quell’incontro ha cambiato completamente la mia vita in generale e quella di lettore in particolare; per cui ho iniziato a leggere ed appassionarmi a romanzi e opere letterarie di vario genere, fino ad incontrare quella che è diventata la mia passione e cioè la ricerca psicologica, con le domande comuni sul motivo della nostra esistenza.

Cosa cerca in un libro? Evasione, relax, conoscenza, emozione…
Sì, certo, profondamente, consapevolmente ed anche inconsciamente, cerco tutte queste cose e se possibile anche di più. Mi viene in mente il romanzo Il nome della rosa e la ricerca spasmodica, causa di morte, dei più accaniti ricercatori. Per me quella passione nella ricerca ha giustificazione e comprensione. Alcune pagine toccano corde così delicate della mia emotività, che faccio fatica a trattenere le lacrime .

C’è, nel suo passato, un libro che ha considerato “illuminante”?
Per rispondere a questa domanda, mi sto guardando internamente e guardo esternamente nel mio studio, per cercare una “bibbia”; ma forse la Bibbia mi ha accompagnato per molti anni ad ogni mio risveglio, perché per molti anni ho dormito in una stessa “camera da letto- studio” con le pareti completamente tappezzate di libri, per cui erano la prima cosa che vedevo al mio risveglio e l’ultima su cui mi ero addormentato.

E uno invece che utilizza spesso, magari come strumento di consultazione ?
Questa è una domanda molto difficile; posso averne una di riserva? Oggi c’è Internet!!! Consulto spesso il vocabolario e lo suggerisco ai miei studenti per cercare, nelle origini delle parole più usate, alcune spiegazioni del termine.

Nel suo lavoro, incontra ogni giorno vulnerabilità e debolezze, se non addirittura dolore. Crede che leggere possa contribuire ad aiutare i suoi pazienti?
Nel mio lavoro esiste la “Biblioterapia”, cioè quella forma di intervento psicologico che in parte può essere autosomministrato ed in parte è un contributo alla psicoterapia ortodossa. Lavorando con le coppie avanti negli anni, che hanno difficoltà a ritrovare “la passione nel matrimonio”, suggerisco la lettura di un libro, ormai datato, ma facilmente recuperabile: Love Story, e che si legge con molta scorrevolezza. Certamente considero e seleziono con molta premura ciò che ritengo più utile per la persona e per il suo particolare momento di vita, anche perché, sia le parole che ogni minimo suggerimento dato alle persone che si rivolgono allo psicologo, hanno un “peso specifico” altamente significativo e di responsabilità.

Foto | Cane Rosso


Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.









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