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pubblicato domenica, 4 luglio 2010 da Susanna Trossero in Racconti e testi
 
 

Lucciole e lanterne


Il tuo vetriolo, versato copiosamente in quattro righe saccenti, era finito in tutti questi anni accanto alle chiavi di una casa non più mia, all’accendino scarico, a un rossetto scaduto e alla lista della spesa, contenuto totale di una borsa passata di moda.

Ripenso alla nostra amicizia, alle nostre risate e complicità, alle uscite a quattro dopo i rispettivi matrimoni, alle gite fuori porta, alle cene, i compleanni… Poi tutto è cambiato. L’aria si era fatta irrespirabile, pregna di occhi sfuggenti, di assenze improvvise, scuse inventate lì per lì. Altri tempi, tempi in cui accusavo te di doppiezza, lui di tradimento. Tempi in cui piangevo quando gli sentivo addosso il profumo di casa tua.

Oggi sono qui, sola, con la borsa dalla cui bocca spalancata viene fuori qualcosa che mi restituisce l’esatta dimensione della mia ingenuità; riconosco il foglio ripiegato così come si riconoscerebbe per sempre il coltello che ci ha quasi dissanguati.

Come dimenticare? Me lo lasciasti allora, quando non volevo più parlarti, sul vetro della macchina. Quel giorno mi scrivesti:

“Quando punti un dito alla luna,
per indicare la luna,
invece della luna
gli stupidi guardano il dito.”

Una citazione, nient’altro. Poi, più tardi, sono stati tempi in cui il tuo uomo e il mio sono andati altrove a sudare insieme sotto le stesse lenzuola.

Foto | AleBonvini


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, sta lavorando a un romanzo e ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.