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pubblicato domenica, 29 agosto 2010 da Silvana Sonno in Zibaldone
 
 

Le formiche


Gravissima è la situazione in Pakistan in questi giorni, a causa delle alluvioni. Gli sfollati sono milioni e noi noi possiamo rimanere con le mani in mano a goderci la nostra estate. Cliccando qui, troverete le indicazioni per fare delle donazioni. Intanto vi lasciamo alle riflessioni di Silvana Sonno su quanto accade in Pakistan e sulle nostre reazioni

mentre mangiavo la minestra, la tivvù
ha mostrato riprese dei pakistani
che corrono a zig zag inseguendo
– a volti e mani tese – i viveri che scendono
dall’alto di elicotteri militari di soccorso
sacchi di riso e latte e che so altro
chi arriva prima ne prende più di uno
altri sbagliando direzione disperati
cercano di strapparne a quegli altri
e tutto sotto il vento delle eliche battenti
che spazzano la terra polverosa e i vestiti
ondeggiano come lenzuoli di spettri sotto
un vento di tempesta e speranza

dall’alto tutto è piccolo e stenti a vedere
più che membra e teste indistinte
tutti uomini comunque, le donne sono in casa
attendono, che è il destino delle donne
di preparare un po’ di cibo per i figli
e i più vecchi, i malati, gli stanchi
e anche questo è destino di loro
se così si può dire, se si può dire destino
anche la fame nera e le disgrazie
le alluvioni, come quest’ultima di molte
la miseria la guerra i talebani e quegli altri,
i terroristi, e ancor quegli altri, che molti siamo noi
quelli di qua, integralisti in qualche modo tutti
e gli elicotteristi.

Mi sono ricordata d’una volta
che m’ero fatta i capelli in casa
e li asciugavo maneggiando il phon
c’era una scia di formiche che saliva
dalla finestra aperta della stanza da bagno
che dà verso il giardino, portando sulle antenne
bricioline piccoli chicchi e minutaglia
di quella che trascinano poi a casa
– si chiama formicaio e è sottoterra –
dove attendono altre formiche
chissà se sono femmine pur quelle
ma confesso che so poco di loro
comunque, senza averci pensato ho diretto
il fiato dell’asciugacapelli verso la fila nera
un gesto stupido, senza intenzione alcuna
ma così cattivo, nelle conseguenze.
Poveracce come si son disperse!e fuggi fuggi
hanno lasciato a terra viveri e qualcuna
ci ha rimesso più di una zampetta.
Ricordo che, considerando dall’alto lo scompiglio
mi son detta che il destino, se sei nata formica
ti consegna a forze sovrastanti, questione di misura
è naturale, ma ho provato lo stesso una vergogna,
sì, che vergogna!

Foto | drmtoiber




Silvana Sonno